Le colonie inglesi in America: riassunto

Di Redazione Studenti.

Riassunto della storia delle tredici colonie inglesi in America. Gli eventi principali che portarono al riconoscimento dell’indipendenza delle colonie

COLONIE INGLESI IN AMERICA: RIASSUNTO

Colonie inglesi in America: riassunto
Colonie inglesi in America: riassunto — Fonte: getty-images

Popolamento e Sfruttamento. Nel ‘700 le potenze coloniali erano Portogallo, Spagna, Olanda, Francia e Inghilterra.  Le due maggiori potenze furono però Francia e Inghilterra che entrarono in lotta fra di loro per ottenere territori da sfruttare, come Asia, Africa e America del Nord. Le colonie rappresentavano un buon affare capaci di portare al paese:

  • materie prima a basso prezzo;
  • potenziamento dei commerci marittimi;
  • sfruttamento delle popolazioni indigene a basso costo.

Vennero così formate due tipi di insediamenti:

  1. le colonie di popolamento: in cui vi risiedevano molti Europei per abitarvi e impiantarvi numerose attività economiche;
  2. le colonie di sfruttamento: da cui ricavavano vari tipi di merce, come tabacco, zucchero, cotone, seta e spezie.

ESPANSIONI COLONIALI INGLESI

L’Inghilterra si occupò di una notevole espansione coloniale, che riteneva le colonie fonti di materie prima indispensabili e un mercato delle merci prodotte. Si erano così insediati sulle coste occidentali dell’America del Nord, dove numerosi europei erano stati attratti dalla possibilità di ottenere maggiori guadagni e anche per professare liberamente la loro religione. Dopo uno scontro con i francesi per ottenere il Canada, la regione dei Grandi Laghi, la Louisiana e le Antille, vinsero gli Inglesi nella guerra dei Sette anni, che decretò il primato coloniale agli Inglesi.

Le tredici colonie inglesi:

  1. New Hampshire
  2. Massachusetts Bay
  3. Rhode Island e piantagioni in Providence
  4. Connecticut
  5. New York
  6. New Jersey
  7. Pennsylvania
  8. Delaware
  9. Maryland
  10. Virginia
  11. Carolina del Nord
  12. Carolina del Sud
  13. Georgia

LA FORMAZIONE DELLE COLONIE INGLESI

Lungo le coste atlantiche erano sorte delle colonie sotto la sovranità inglese. Esse erano caratterizzate da usi e costumi diversi, grazie anche ai diversi popoli emigratori che la abitavano. Queste popolazioni iniziarono ad avere un’identità comune. Vi fu un’unificazione dovuta:

  • alla dura lotta per la sopravvivenza;
  • al duro scontro con la natura selvaggia;
  • alla volontà di iniziare una nuova vita e di fondare un mondo nuovo.

Tutto ciò fece crescere un gran senso di libertà che favorì il sorgere di una coscienza nazionale autonoma, sempre più distante dalla sottomissione inglese.

COLONIE DEL NORD E DEL SUD

Le colonie del Nord erano basate sull’industria e sul commercio, con una società costituita da artigiani, mercanti, piccoli industriali e uomini d’affari, legati a grandi centri urbani come Filadelfia, Boston e New York.

Le colonie del Sud erano basate sull’agricoltura e grandi proprietà terriere, in quanto beneficiavano di terreni fertili e un clima favorevole. Vi era un’aristocrazia terriera che sfruttava il lavoro degli schiavi neri nelle piantagioni di tabacco, cotone e canna da zucchero.

POLITICA IN INGHILTERRA

L’Inghilterra iniziò a imporre pesanti restrizioni alla libertà dei coloni:

  • non potevano essere rappresentati in Parlamento e quindi non potevano contrastare leggi sfavorevoli che li riguardavano;
  • era impedito ogni scambio con l’estero e dovevano importare merci solo dall’Inghilterra;
  • dovevano vendere le merci ad un basso prezzo ed acquistarle invece a prezzo elevato;
  • era vietato intraprendere attività produttive, in maniera tale da non essere in concorrenza. Era quindi un vero e proprio mercato di sfruttamento.

Il Parlamento Inglese impose nuove tasse su alcuni generi di consumo che i coloni erano costretti ad importare e l’obbligo di pagare un bollo speciale sui giornali, fatture commerciali e documenti legali. Tutte queste tasse erano destinate a mantenere la flotta inglese.

Tutte queste tasse portarono ad un malcontento nei coloni, che istituirono i Figli della Libertà, formati anche da uomini politici che aspiravano all’indipendenza dalle colonie.

Dopo la legge sul tè, che avrebbe danneggiato i traffici dei coloni, vi furono numerose proteste, e nel dicembre del 1773 i Figli della Libertà decisero di travestirsi da Indiani e assalire tre navi gettando in mare tutto il carico.

SCHIERAMENTI DELLE COLONIE

Linea estremista: volevano rompere ogni rapporto con l’Inghilterra.

Linea moderata: fu quella che prevalse al Congresso continentale di Filadelfia. Le colonie rinnovavano la fedeltà al re, ma chiesero l’autonomia amministrativa e l’allontanamento delle truppe inglesi.

La rottura con la madrepatria. Re Giorgio III, sostenitore di una politica autoritaria, respinse le proposte dei coloni e numerosi scontri portarono a dichiarare le colonie ribelli. Ma accettare una rottura con la madrepatria non era semplice, in quanto vi erano due schieramenti:

  • schieramento Lealista: vi appartenevano le classi più agiate, leale agli Inglesi;
  • schieramento dei Patrioti: mirava all’indipendenza (dichiarazione dei diritti).

La dichiarazione dei diritti era fondata sui tre principi:

  1. tutti gli uomini sono uguali;
  2. gli uomini hanno diritti inalienabili;
  3. governo legittimo che governa con il consenso dei governanti.

GUERRA D’INDIPENDENZA

George Washington comandò l’esercito dei patrioti. Vi fu un aiuto anche dall’Europa, dove gli ideali di libertà e di indipendenza avevano convinto numerosi volontari francesi, tra cui La Fayette. Dopo la prima vittoria dei coloni, la Francia si convinse ad entrare nel conflitto, anche per riprendersi i territori coloniali ceduti agli inglesi. Al fianco americano si schierarono anche Spagna e Olanda. Venne costituita la Lega dei neutri (Russia, Prussia, Austria, Portogallo, Svezia e Danimarca) per difendere la libertà di navigazione dei mari contro le pretese inglesi. L’Inghilterra si trovò così costretta alla pace e a riconoscere l’indipendenza delle colonie il tre settembre 1783.

CONTRASTI TRA REPUBBLICANI E FEDERALISTI

Schieramenti diversi per l’organizzazione dello Stato:

  • Repubblicani Antifederalisti: si basavano su una politica economica agricola;
  • Federalisti: erano preoccupati di raggiungere una soluzione unitaria che rendesse lo Stato forte e compatto.

Vinsero i Federalisti e venne istituita una Costituzione federale, con un governo centrale retto da un Presidente e un sistema bicamerale formato dal Senato e dalla Camera dei rappresentanti. Il primo presidente fu George Washington.

SCHIAVI E INDIANI

Dopo la Rivoluzione, vi fu un nuovo tipo di società e l’assenza di rango, l’eliminazione delle distinzioni di classe, un’amalgamazione dei popoli regolata dai principi di tolleranza e di libertà. Tali principi però non venivano applicati agli schiavi neri e agli Indiani. Molti schiavi morivano durante il trasporto dall’Africa in America, a causa della poca aria presente nelle navi, la mancanza di cibo ed acqua. Essi venivano ancora sfruttati nelle piantagioni o usati come servi. I coloni avevano elaborato la teoria per la quale gli schiavi erano una specie inferiore, diversa da quella umana. E così si radicò il razzismo.