Le città invisibili, il riassunto

Di Francesca Ferrandi.

Riassunto, recensione e commento de Le città invisibili di Italo Calvino

SPECIALE SCUOLA 2017/2018

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LE CITTÀ INVISIBILI, RIASSUNTO – Le città invisibili è uno dei romanzi di Italo Calvino riconducibili alla fase in cui l’autore si interessò alla letteratura combinatoria – appresa a Parigi grazie a Queneau e il gruppo di letterati dell'Oulipo – ovvero a un nuovo modo di concepire la scrittura, intesa come una sorta di meccanismo che gioca artificialmente con le possibili combinazioni delle parole e dei nuclei narrativi per creare romanzi sempre nuovi. Fanno parte di questa fase anche Il castello dei destini incrociati e Se una notte d’inverno un viaggiatore. Vuoi saperne di più su Le città invisibili di Italo Calvino? Leggi il nostro riassunto!

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LE CITTÀ INVISIBILI, RIASSUNTO DETTAGLIATO – Il romanzo Le città invisibili non è altro che l’immaginario resoconto che il veneziano Marco Polo fa all’imperatore dei tartari, Kublai Khan, delle città disseminate sull’immenso territorio dell’Impero. Nel «momento disperato in cui si scopre che quest'impero che ci è sembrato la somma di tutte le meraviglie è uno sfacelo senza fine né forma, che la sua corruzione è troppo incancrenita perché il nostro scettro possa mettervi riparo, che il trionfo sui sovrani avversari ci ha fatto eredi della loro lunga rovina», i racconti di Marco Polo costituiscono per il Gran Khan il miglior mezzo per avere un quadro dettagliato di ciò che accade all’interno dello sconfinato territorio del quale è sovrano.

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RIASSUNTO E STRUTTURA DE LE CITTÀ INVISIBILI – È in questo modo che si snodano i 55 racconti di Marco Polo, uno per ogni città. Divisi in 9 capitoli, i diversi resoconti hanno un’ulteriore classificazione interna per categorie di città: Le città e la memoria, Le città e il desiderio, Le città e i segni, Le città sottili, Le città e gli scambi, Le città e gli occhi, Le città e il nome, Le città e i morti, Le città e il cielo, Le città continue e Le città nascoste. È proprio in questa struttura che risiede l’intento combinatorio di Italo Calvino: ogni lettore può decidere se seguire l’ordine di stampa, o di crearsi un proprio ordine interno a seconda delle diverse categorie. La lettura diviene così un gioco, un insieme di fattori che, disposti in ordine sparso, non fanno modificare il risultato finale.

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RIASSUNTO LE CITTÀ INVISIBILI DI ITALO CALVINO – Nel descrivere le 55 città – tutte con nomi di donna, da Diomira a Fedora, passando per Cloe e Smeraldina – Marco Polo guarda a quei dettagli che agli occhi degli altri ambasciatori dell’imperatore Kublai Khan appaiono, per l’appunto, invisibili. Città reali e immaginarie, architetture da sogno e paesaggi da brividi, anche frutto dell’immaginazione: tutto si mescola nei racconti del viaggiatore veneziano, dando come risultato uno spaccato della complessità e del disordine della realtà. «Le città come i sogni sono costruite di desideri e di paure, anche se il filo del loro discorso è segreto, le loro regole assurde, le prospettive ingannevoli, e ogni cosa ne nasconde un'altra», spiega Marco Polo al Gran Khan. Non si tratta solo di fantasia: i resoconti del navigatore veneziano racchiudono in sé delle profonde verità sull’andamento della società

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LE CITTÀ INVISIBILI, RECENSIONE – In questo oceano infinito di descrizioni e di città che sembrano quasi surreali, il compito del lettore è saper guardare con occhio critico e attento alle folli regole e alle segrete caratteristiche che governano i luoghi che Marco Polo visita.
Importantissimo, all’interno de Le città invisibili, è anche il tema del linguaggio: nei primi capitoli Marco Polo mostra tutta la propria difficoltà nel parlare la lingua di Kublai Khan, arrivando ad esprimersi a gesti e versi. È solo con il passare del tempo, e delle descrizioni, che la lingua del navigatore veneziano diventa via via più fluida, ma a quel punto si renderà conto di aver bisogno per esprimersi di un linguaggio intermediato da oggetti che, emblematicamente, racchiudono nel proprio essere il significato che Marco Polo intende comunicare al sovrano.