Le cause della Rivoluzione americana

Di Redazione Studenti.

Rivoluzione americana: breve riassunto delle cause principali della guerra di Indipendenza, il conflitto tra le 13 colonie nordamericane e la Gran Bretagna

Le cause della Rivoluzione americana: introduzione

Le cause della Rivoluzione americana
Le cause della Rivoluzione americana — Fonte: getty-images

La Rivoluzione americana è quel famoso conflitto noto anche come Guerra di Indipendenza che permise appunto l'indipendenza alle 13 colonie americane che all'epoca si trovavano sotto il dominio del Regno di Gran Bretagna.

Il conflitto ebbe una durata complessiva di 8 anni, dal 1775 al 1783.

Le cause sono diverse e verranno trattate nell'ordine cronologico in cui sono accadute. Vediamo le principali cause della Rivoluzione Americana.

Il governo inglese impose le tasse di bollo

In quel periodo la Gran Bretagna risultava come la più grande potenza e quelli che oggi sono conosciuti come Stati Uniti d'America, prima erano 13 colonie sotto il dominio britannico.

Per questioni puramente economiche quali il sostentamento di enormi spese di guerra e ragioni amministrative quali il controllo delle nuove colonie possedute in Nord America, il governo inglese impose una tassa di bollo.

Tale tassa riguardava per lo più i documenti legali, le licenze, i giornali e così via e fu imposta nel marzo del 1775.

Ancora tasse

Alla prima mandata di tasse, i coloni americani risposero con forme di protesta accese e quindi il governo inglese fu costretto a retrocedere sulle sue scelte. In realtà il cambio di rotta non fu realmente dovuto alle opposizioni dei coloni ma più che altro all'atteggiamento ostile dei mercanti inglese che dal punto di vista economico furono fortemente danneggiati a causa delle obiezioni dei coloni.

Sempre per questioni economiche, in un secondo momento il governo inglese si vide costretto ad imporre nuove tasse. Questa volta le tasse non riguardavano documenti legali ma erano tasse sui beni di consumo, quali tè, carta, vetro e piombo.

Massacro di Boston

Alla seconda imposizione della tassa, i coloni non risposero positivamente ed in particolare, a Boston, gli abitanti misero in fuga i commissari doganali, minacciandoli.

Naturalmente, la madrepatria dovette esercitare il controllo e quindi inviò delle truppe. I violenti scontri portarono nel marzo del 1770, al noto massacro di Boston, dove alcuni soldati britannici facendo fuoco sulla folla, uccisero cinque coloni.

Monopolio del tè

Per rispondere alle ondate di protesta dopo il massacro di Boston, il governo inglese si vide costretto a revocare ancora una volta la tassa, ma i problemi economici continuavano a persistere quindi fu imposto il monopolio del tè. In questo modo le colonie americane erano costrette a comprare tè dalla madrepatria.

Naturalmente questo fomentò il conflitto fra coloni e madrepatria che continuarono ad opporsi così tanto che il governo inglese dovette aumentare e rafforzare il controllo militare e chiudere il porto di Boston.

Carico di tè in mare

Il leader di questa spedizione fu Samuel Adams, il quale per rispondere al monopolio del tè imposto dalla madrepatria, insieme ad altri coloni americani, salì su navi britanniche e gettò i carichi di tè in mare. Era il 16 dicembre del 1773 e fu l'evento che effettivamente scatenò il conflitto.

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