Le 10 parole italiane usate anche in inglese

Di Redazione Studenti.

Non solo parole inglesi in italiano. Da ballerina e finale, da paparazzi a graffiti, ecco le 10 parole italiane usate anche in inglese

PAROLE ITALIANE IN INGLESE

Quali sono le parole italiane più usate in inglese?
Quali sono le parole italiane più usate in inglese? — Fonte: istock

Che esistano molte parole inglesi ampiamente utilizzate in Italiano, è cosa nota: una parola come weekend ormai è un prestito linguistico completamente assorbito nella lingua italiana. Ma cosa dire invece delle parole italiane usate in inglese? Tante e diverse, a volte hanno anche cambiato significato, entrando comunque a far parte del patrimonio linguistico britannico. 

Ma quali sono? Vediamole, utilizzando la lista stilata da Cambridge Assessment English.

PRESTITI LINGUISTICI ITALIANI IN INGLESE

Finale

Risale al Diciottesimo secolo, il prestito “finale”, che Oltremanica viene utilizzato quasi esclusivamente per riferirsi alla chiusura o all’ultimo capitolo di un’opera musicale, di un evento o di una serie televisiva, quando, per esempio, si parla di season finale, ossia di “finale di stagione”.

Ballerina

Per quanto riguarda le arti, la lingua inglese ha preso in prestito molti termini italiani: tra questi c’è anche “ballerina”. In inglese, però, la parola si riferisce esclusivamente alle ballerine di danza classica e, se il suo singolare è identico a quello italiano, il suo plurale è “ballerinas”.

Pistachio

Anche la cucina italiana, così come l’arte, ha prestato moltissimi termini all’inglese e tra i più curiosi c’è “pistacchio”, trasformato nei paesi anglosassoni in pistachio. Per la storpiatura, però, non bisogna incolpare gli inglesi. Il termine, infatti, è entrato a far parte della loro lingua nel Sedicesimo secolo, quando in Italia si usava ancora la parola pistaccio.

Riviera

Se in Italia il termine riviera si usa per definire un qualsiasi tratto di costa, in inglese la parola ha adottato un significato molto più specifico e, perché no, romantico. Entrato nel vocabolario anglosassone verso la metà del Diciottesimo secolo, oggi “riviera” si utilizza soprattutto in riferimento alla “French Riviera” (la Costa Azzurra) o alla “Italian Riviera” (la Riviera Ligure).

Latte

Questa è una delle parole a cui bisogna fare attenzione: si tratta infatti di un false friend. Se entrando in un bar dovessi avere la tentazione di ordinarlo, sappi che quello che riceverai non sarà affatto un bicchiede di latte, ma una bevanda molto simile a un latte macchiato o a un caffelatte.

Paparazzi

Quando, nel 1960, il film La Dolce Vita di Federico Fellini uscì nelle sale cinematografiche, il termine “paparazzo”, che nella storia non era altro che il cognome del fotografo delle celebrità, entrò immediatamente nel vocabolario comune. Ben presto la parola si diffuse in tutto il mondo mettendo salde radici nell’industria dello spettacolo, da Londra a Hollywood.

Confetti

Attenzione: anche qui ci troviamo davanti a un altro false friend. Se in Italia, infatti, il termine fa riferimento ai piccoli dolci di forma ovale o tonda tipici delle bomboniere, nei paesi anglosassoni il termine significa coriandoli. Insomma, nel Regno Unito i “confetti” spesso si lanciano alla sposa, in Italia si regalano agli invitati.

Graffiti

Che ci si trovi in Italia o nei paesi anglosassoni, il termine “graffiti” mantiene lo stesso significato. La differenza si nasconde nel plurale: se lungo lo Stivale esistono sia la forma singolare che quella plurale del termine, Oltremanica e Oltreoceano il termine non cambia. Il plurale di graffiti è dunque...graffiti.

Pepperoni

Se hai intenzione di ordinare in pizzeria una pizza ai peperoni, stai molto attento: potresti avere brutte sorprese. Pepperoni, infatti, non significa affatto peperoni (bell peppers, in inglese), ma il salamino piccante. Pare che la parola sia entrata nel vocabolario inglese nel 1919 grazie a un pizzaiolo italiano emigrato negli Stati Uniti e che sia legata a uno degli ingredienti principali di quella specifica pizza: il peperoncino.

Gelato

Molti credono che, nella lingua inglese, il termine “gelato” si traduca semplicemente con ice-cream, ma la realtà è un po’ più complessa. Questa parola indica infatti la versione preparata con latte, panna, zucchero e, molto spesso, tuorlo d’uovo. La parola gelato, invece, indica la ricetta senza uova e con una diversa proporzione tra panna e latte, molto più simile alla versione italiana.