Lavoro: entro il 2030 per 8 professioni su 10 cambierà il mercato del lavoro

Nell'era dell'Intelligenza Artificiale crescono le professioni informatiche e tecnologiche ma anche quelle per la cura e i servizi alla persona. Ecco lo studio predittivo di Manpower e Sanoma che ci dice come si trasformerà il mondo del lavoro nei prossimi anni

Lavoro: entro il 2030 per 8 professioni su 10 cambierà il mercato del lavoro
getty-images

Come cambierà il mondo del lavoro da qui al 2023

La nuova edizione dello studio Il futuro delle competenze nell’era dell’Intelligenza Artificiale realizzato da ManpowerGroup, Sanoma Italia e EY ci mostra come cambierà il mercato del lavoro nei prossimi anni. Secondo lo studio, da qui al 2030 aumenterà sempre più la domanda di professioni tecniche legate al mondo dell’informatica e alla tecnologia, ma anche di quelle figure professionali per la cura e servizi alla persona.

Anche se la domanda calerà per le figure imprenditoriali collegate ai settori a bassa crescita, come il settore primario e le industrie tradizionali, nel complesso, la domanda di lavoro in Italia rimarrà in crescita per il resto del decennio.

Lavoro: un modello predittivo per conoscere quale sarà la domanda di lavoro

Lo studio, elaborato con l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale (IA) e algoritmi di machine learning, ha come obiettivo principale la costruzione di un modello predittivo della domanda di professioni e competenze in Italia da qui al 2030. Lo scopo è di permettere a enti pubblici, operatori della formazione e aziende di attuare i giusti investimenti per affrontare al meglio rischi e opportunità.

L’Intelligenza Artificiale e la domanda di lavoro

Per lo studio predittivo di EY, ManpowerGroup e Sanoma Italia, l’IA non sostituirà il lavoro umano, anzi, in Italia, la domanda di lavoro continuerà a crescere nei prossimi anni, ma dal 2024 ci sarà un rallentamento che diventerà più significativo a partire dal 2027, per via dell’introduzione sempre più importante di soluzioni di IA generativa e robotica avanzata nelle aziende. In particolare, saranno i profili professionali a livello di qualifica media, tra cui tecnici, lavoratori della logistica e conduttori d’impianti, a subire un impatto negativo sulla domanda.

Inoltre, lo studio stima che la domanda di lavoro aumenterà, a causa dell’IA, in 9 settori di attività su 23. Tra questi sono compresi settori tecnologicamente maturi, come public utilities, chimica e telecomunicazioni, ma anche i settori legati alla trasformazione dei servizi e delle competenze, come i servizi di cura e i servizi di formazione e lavoro.

I profili lavorativi più richiesti

Analizzando le previsioni formulate dallo studio per le singole professioni, si nota che la crescita della domanda legata all’IA riguarderà profili molto eterogenei:

  • Ingegneri e fisici (+7%)
  • Analisti di mercato e psicologi del lavoro e della formazione (+3%)
  • Profili ad alto contenuto creativo, come architetti, progettisti e pianificatori
  • Professioni legate al marketing e alle vendite (+5%)
  • Professioni manageriali, come direttori di amministrazione e finanze e gli specialisti di organizzazione (+3%)
Profili con domanda di lavoro maggiormente in crescita come effetto dell’IA
Fonte: ufficio-stampa
Profili con domanda di lavoro in  decrescita come effetto dell’IA
Fonte: ufficio-stampa

La crescita dei green jobs e delle green skills

Anche la sostenibilità e gli obiettivi ESG - Environmental, social, governance avranno un impatto sempre più determinante sul mercato del lavoro. Si prevede, infatti, una crescita dei green jobs, ovvero posizioni che richiedono competenze specifiche nei diversi settori della sostenibilità e la padronanza di una grande varietà di green skills specializzate. Tra le professioni del futuro in questo ambito ci sono sia figure tecniche (ingegneri di fonti di energia rinnovabili e della mobilità elettrica) sia manager (chief sustainability officer e manager dei rischi ambientali). Sono già migliaia le posizioni aperte per questi profili nel nostro Paese.

Intervenire oggi su ¾ delle professioni

Per far fronte a questi cambiamenti ed evitare eccessivi squilibri sul mercato del lavoro, viene richiesto a imprese, sistema dell'istruzione e decisori pubblici di intervenire per tempo su tre quarti delle professioni. Per i lavori in forte crescita bisognerà essere pronti a formare addetti con le giuste competenze e, allo stesso tempo, si dovrà essere in grado di gestire l’eccesso di forza lavoro delle occupazioni caratterizzate da un calo della domanda.

Come cambieranno le competenze richieste ai lavoratori

Cambieranno gli skillset, ovvero le competenze richieste ai lavoratori. Le professioni tecniche dovranno aumentare le competenze possedute, anche non strettamente attinenti al proprio lavoro; le professioni ad alta specializzazione, invece, dovranno approfondire sempre di più il proprio settore di competenze. È prevista, inoltre, una domanda trasversale di competenze sulla sostenibilità che permetteranno alle aziende di migliorare il proprio impatto ambientale. Tutti questi cambiamenti potranno comportare un aumento del mismatch tra domanda e offerta di lavoro: a settembre 2023, la quota di assunzioni che le imprese italiane giudicano difficili da realizzare ha superato il 48% ed è in continua crescita almeno dal 2019, mentre la percentuale di posti di lavoro disponibili ma non occupati è attorno al 2%.

Formazione: una risorsa sempre più preziosa

La formazione sarà una risorsa sempre più preziosa anche grazie alle opportunità offerte dall’IA a enti e aziende di formazione. Integrando l’IA nei processi d’apprendimento sarà più semplice allineare le offerte dei sistemi di istruzione alle trasformazioni costanti del mercato del lavoro. Inoltre, secondo le stime, l’implemento di soluzioni IA renderà programmi di formazione e corsi più accessibili per lavoratori e aziende. Assumerà un ruolo molto importante anche l’orientamento a partire dalle scuole secondarie, così da consentire agli studenti di focalizzarsi su competenze e percorsi formativi che offrono maggiori opportunità di successo.

Il ruolo della scuola e della formazione in questo panorama: le skills su cui puntare

Mario Mariani, AD di Sanoma Italia ha affermato: “Lo studio mette bene in luce come, per formare giovani in grado di inserirsi positivamente nel mondo del lavoro, la scuola giochi un ruolo essenziale, sotto diversi aspetti: da un lato, fornendo le skills sociali, cognitive ed emotive – tra cui resilienza, imparare a imparare, capacità di problem solving, pensiero critico – che permetteranno loro di entrare e di adattarsi ad un mercato del lavoro in continua e veloce trasformazione. Anche la formazione di competenze legate al digitale e all’intelligenza artificiale sarà molto importante. Un altro obiettivo di grande rilievo è aiutare i giovani a individuare il percorso professionale migliore per ognuno di loro: per questo l’orientamento è diventato centrale nel percorso formativo. In questo quadro crediamo che il nostro compito, come casa editrice education, sia quello di creare una connessione tra il mondo del lavoro e la scuola, supportando docenti e dirigenti scolastici, con strumenti tangibili, per aiutarli a fornire la migliore formazione a studentesse e studenti”.

Il mismatch in uscita dalle Università italiane

Lo studio affronta anche il mismatch in uscita dai percorsi universitari italiani: il disallineamento tra le competenze dei neolaureati italiani e i lavori di primo impiego crescerà in modo significativo nel corso del decennio, soprattutto in uscita dai percorsi STEM e tra i lavori di primo impiego più frequenti tra i laureati triennali (tecnici programmatori, grafici, tecnici agronomi).

Questo avviene perché gli skillset delle professioni sono dinamici e mutano rapidamente, mentre i curricoli delle classi di laurea sono meno soggetti a modifiche significative nel breve periodo. In parte, la difficoltà di reclutamento di laureati deriva proprio da questo disallineamento dei tempi.

Altri contenuti utili sui lavori del futuro

Un consiglio in più
VERSIONE BETA

"Chiedi a Marta" è un servizio di supporto all'orientamento universitario sviluppato da Mondadori Media Spa ed utilizza un modello di intelligenza artificiale di ChatGPT per l'elaborazione delle informazioni.
Il servizio viene fornito in versione BETA e per tali caratteristiche può essere soggetto a interruzioni e limitazioni.