Lavoro del futuro: ecco su cosa puntare nei prossimi anni

Di Redazione Studenti.

Il futuro del lavoro è green e lo sarà sempre di più. Scopri i dati del mercato, i profili più richiesti e quali saranno le opportunità per il futuro

LE FIGURE PROFESSIONALI DEL FUTURO

Quali saranno i lavori del futuro? Su cosa devono puntare i giovani? Quando si parla di orientamento, scelta dei percorsi formativi e professioni del futuro sono tutti d'accordo: i lavori del domani devono ancora nascere. Cosa significa? Che l'economia, la scienza, la tecnologia cambiano talmente velocemente che oggi sappiamo cosa serve alle aziende ma domani potrebbero servire altre figure professionali che oggi ancora non ci sono. Nonostante questo possa generare qualche incertezza si sa che certe scelte, certi percorsi formativi abbracciano più di altri questi cambiamenti e vanno incontro - meglio di altri -  all'evolversi delle aziende e alla nascita delle nuove esigenze produttive (Leggi anche: il rapporto Ocse punta sulle STEM).

Un settore su cui puntare è sicuramente quello dei green jobs, ovvero i lavori legati allo sviluppo dell'economia circolare e della green economy. Secondo l'ultimo rapporto di GreenItaly e Unioncamere, infatti, nel 2018 questo settore dava lavoro a più di 3milioni di persone, il 13,4% del totale. Questo settore sembra proprio non conoscere crisi, con contratti stabili, retribuzioni più alte della media di mercato e con professionisti tra i più specializzati e tra i più difficili da trovare.

I PROFILI PIU' RICHIESTI DELLA GREEN ECONOMY

Il futuro del lavoro è green
Il futuro del lavoro è green — Fonte: istock

I profili green più richiesti sono sicuramente i Business Developer, il cui obiettivo è quello di identificare nuovi progetti (a terra o su tetto) attraverso la selezione di autorizzazioni già attive o in molti casi da realizzare ex novo, i profili ad avere maggiori opportunità in questo momento.

Non mancano poi, buone opportunità, anche per profili di manutenzione – che possono arrivare a toccare retribuzioni fino a 40.000 euro lordi all’anno – e di progettazione. Ed è proprio all’interno degli uffici tecnici green che troviamo peculiarità di settore: la crescita - dal ruolo di Progettista a quello di Project Engineer - è generalmente molto più rapida rispetto ai colleghi di uffici tecnici dei settori manifatturieri ed è sempre più frequente la presenza di donne che ricoprono questi ruoli, un tempo esclusiva della popolazione maschile. Le retribuzioni variano per area geografica e oscillano dai 25.000 euro lordi anno per le figure junior fino ai 45.000 euro lordi anno per i profili con più esperienza.

Il 2019" – dichiara Davide Boati, Executive Director di Hunters Group, società di ricerca e selezione di personale altamente qualificato – "ha confermato, senza alcun dubbio, che l’attenzione alla tutela ambientale è cruciale per affrontare le sfide del futuro, per le aziende di ogni tipologia e dimensione. Dopo un periodo di stasi dell’intera filiera, gli operatori del mercato green stanno nuovamente aprendo le porte a ricerche e selezioni. La motivazione è legata essenzialmente al costo ridotto dei progetti, che rende sostenibile in grid parity anche impianti prima non in grado di garantire IRR positivi. I primi a valutare concretamente ampliamenti delle proprie strutture organizzative sono stati i produttori di componenti (moduli ed inverter), trainati da un mercato europeo in sviluppo maggiore rispetto a quello italiano. Ma anche nel nostro paese, in realtà, si sono registrati aumenti di richieste, da parte di aziende multinazionali o player di medio-grande livello, di personale qualificato”.