Lavoro: consigli e buoni propositi per trovarlo nel 2018

Di Veronica Adriani.

Trovare lavoro nel 2018 è fra i tuoi buoni propositi? ecco da dove potresti partire per focalizzarti sull'obiettivo senza perdere tempo

COME TROVARE LAVORO

Tra i buoni propositi del 2018 hai anche quello di trovare lavoro? Ecco da dove potresti partire per realizzare il tuo obiettivo.
Tra i buoni propositi del 2018 hai anche quello di trovare lavoro? Ecco da dove potresti partire per realizzare il tuo obiettivo. — Fonte: istock

Gennaio, si sa, è il mese dei buoni propositi. C'è chi a inizio anno parte con una nuova dieta, chi dice addio a relazioni di coppia che hanno fatto il loro corso, chi inizia a progettare un nuovo viaggio...e chi si ripromette di trovare un lavoro, iniziando da subito ricerche spasmodiche e inviando decine e decine di curriculum. A volte questo metodo funziona e dà i suoi frutti, ma molto, molto più spesso questo non avviene: perché?

L'incontro fra il giusto selezionatore e il giusto candidato nasce da fattori che non hanno nulla a che fare con le ricerche massive o l'invio "a pioggia" del CV. Tutt'altro: quella del lavoro è una ricerca che parte innanzi tutto da sé stessi e dalle proprie aspirazioni.

Il primo passo da fare per trovare lavoro è cercare di capire cosa vogliamo fare e chi abbiamo di fronte. Vediamo nel concreto qualche esempio.

  • Hai appena terminato il liceo e stai cercando un impiego che ti permetta di pagarti gli studi universitari? Forse un lavoro part-time che ti lasci anche il tempo di studiare e seguire le lezioni è la scelta migliore. In questo caso, cerca annunci (su internet o - perché no? - di persona o tramite passaparola), valuta le offerte e scrivi un CV che metta in risalto non tanto cosa hai già fatto, ma quali sono le tue qualità. Stai facendo domanda per un lavoro da commesso o barista? Forse i tuoi voti in matematica per il tuo datore di lavoro potrebbero non essere così importanti, mentre un'esperienza da scout o da animatore potrebbe dimostrargli che sai stare con le persone e gestire situazioni complesse in velocità.
  • Hai terminato gli studi universitari e cerchi la prima esperienza nel mondo del lavoro? Potresti puntare su uno stage all'interno di un'azienda con buone prospettive di crescita. Potresti partire dallo sportello tirocini della tua facoltà o da portali specializzati come Jobsoul. O magari potresti valutare programmi finanziati dalla tua regione come Torno Subito, che mette in contatto giovani e aziende e offre borse di studio per un ulteriore periodo di formazione. O ancora, potresti partecipare a uno dei tanti saloni dell'orientamento al lavoro dove presentarti direttamente ai recruiters delle grandi aziende con il tuo  CV.
  • Hai già delle esperienze ma sei disoccupato o desideri cambiare lavoro e trovarne uno più adatto a te? La prima cosa da fare è valutare esattamente che tipo di impiego cerchi e quali sono le tue esperienze di lavoro più inerenti con quella posizione. Puoi iniziare la tua ricerca partendo da Internet: LinkedIn, Infojobs, Monster sono ottime piattaforme per l'incontro fra domanda e offerta, ma le offerte di lavoro si trovano anche e soprattutto sui siti delle aziende nella sezione "Careers" o "Lavora con noi". A tale proposito, ecco il secondo step: capire chi hai di fronte, studiando tutto - ma proprio tutto - di quell'azienda, dei suoi valori e della sua storia.

Solo dopo questa fase preliminare di ricerca su di te e sul tuo potenziale datore di lavoro potrai passare alla fase più attiva della ricerca di un impiego: la stesura del CV.

TROVARE LAVORO: COSA NON DEVE MANCARE NEL CV

Se hai frequentato un periodo di alternanza scuola-lavoro probabilmente sai già cosa può essere utile a un'azienda di un determinato settore. Parti da lì e dalla tua esperienza.
Se hai frequentato un periodo di alternanza scuola-lavoro probabilmente sai già cosa può essere utile a un'azienda di un determinato settore. Parti da lì e dalla tua esperienza. — Fonte: istock

Saper scrivere un curriculum efficace è un lavoro a sé stante: un buon CV deve contenere le informazioni essenziali in grado di catturare l'attenzione del selezionatore in pochissime righe e convincerlo che, sì, siamo proprio noi la persona giusta per quel posto e meritiamo di farci conoscere meglio in un colloquio orale. Un buon curriculum da inviare in Italia - il CV in inglese risponde infatti ad altre regole - deve necessariamente essere composto di queste sezioni:

  • Informazioni generali e anagrafiche. In questa sezione inserirai nome, cognome, indirizzo, numeri di telefono, e-mail, stato civile. C'è chi dichiara anche il fatto di essere automunito o il tipo di patente, ma si tratta di informazioni utili solo se espressamente richieste per l'impiego per cui stai facendo domanda, altrimenti possono essere omesse.
  • Esperienze formative. Qui dovrai indicare tutti gli studi compiuti dal più al meno recente: corsi post-lauream, laurea, diploma superiore.
  • Esperienze professionali. Anche in questa sezione l'elenco deve essere in ordine cronologico decrescente, a partire dalla posizione che ricopri al momento della domanda fino alle meno recenti. Se hai tante esperienze, metti in evidenza prima di tutto quelle in linea con la posizione per cui stai facendo domanda, poi le altre. È importante indicare le mansioni svolte, ma soprattutto gli obiettivi raggiunti e le abilità sviluppate. Se hai gestito dei team, ad esempio, è il momento giusto per indicarlo.
    Se non hai esperienze, non preoccuparti: scrivi cosa ti piacerebbe fare e che tipo di qualità adatte a ricoprire quell'incarico hai sviluppato nel tempo.
  • Lingue straniere. Qui dovrai indicare le lingue che conosci e il loro livello di padronanza nella comprensione e nella produzione sia scritta che orale.
  • Conoscenze informatiche. Qui indicherai la conoscenza di specifici programmi applicativi o dei pacchetti software. Molte conoscenze informatiche oggi sono date per scontate, dunque meglio mettere in evidenza ciò che ti contraddistingue davvero. Usi programmi professionali di montaggio video o grafica? Hai dimestichezza con gestionali o database? Scrivilo.

TROVARE LAVORO: GLI ERRORI DA NON FARE

Secondo l'accademia di inglese online ABA English l'85% dei datori di lavoro ha scovato bugie nel curriculum vitae dei candidati. Un dato gravissimo, che dimostra come mentire sulle proprie competenze non serva nei fatti a molto, specie quando alla lettura del CV segue un colloquio conoscitivo in cui le lacune linguistiche o tecniche saltano fuori di fronte al selezionatore.

Su quali aspetti si mente di più? Ecco la classifica:

  • Abilità (62%);
  • Responsabilità (54%)
  • Durata dell'impiego (39%)
  • Incarichi lavorativi (31%)
  • Titoli di studio (28%)

Ma non solo: il 54% dei giovani intervistati di età compresa tra i 20 e i 45 anni ha dichiarato di aver perso un'opportunità lavorativa a causa della scarsa conoscenza dell'Inglese, rispetto al quale aveva dichiarato in fase di selezione ben altre competenze.

Ecco quindi il nostro decalogo degli errori da non commettere mai quando si cerca lavoro:

  • Mentire sul CV. Come abbiamo visto, non serve a nulla. Meglio dichiarare le reali competenze mettendo in risalto caratteristiche personali e soft skills che possono supplire alle mancanze sul lato tecnico.
  • Lasciare "buchi" nel CV. Un momento di pausa dal lavoro può essere dovuto a mille diverse ragioni: un anno sabbatico, un improvviso licenziamento, il bisogno di assistere un familiare, un momento di difficoltà personale. Se per un periodo non si è lavorato, non c'è nulla da vergognarsi: l'importante è motivare - anche genericamente - quello stop lasciando al selezionatore la possibilità di interrogarci ulteriormente in fase di colloquio.
  • Non informarsi sull'azienda in cui si fa domanda. Questo è un errore piuttosto grave, perché indica scarsa attenzione da parte del candidato verso l'azienda cui si rivolge. È importante sapere se in quell'azienda è apprezzata la formalità (e dunque potrebbe funzionare un CV in formato europeo, ad esempio) o la creatività (in questo caso un cv più insolito o un video-curriculum potrebbe essere più indicato). È importante sapere quali sono i valori su cui punta, e magari i suoi competitor. Oppure è importante conoscere le aree di sviluppo, per proporsi al loro interno nei posti ancora vacanti.

TROVARE LAVORO: IL COLLOQUIO CONOSCITIVO

Ora che hai inviato la tua candidatura, sei a metà del percorso. Ora starà al selezionatore decidere se il tuo CV è in linea con quello che cerca (la tua esperienza professionale è sufficiente o preferisce affidare l'incarico una persona più esperta?) e soprattutto se la tua personalità è adatta al ruolo (sta cercando un leader o una personalità più mite? Cerca un tecnico o un creativo?).

Se dovessi riuscire a superare il primo step e venissi contattato per un colloquio conoscitivo, potrai dimostrare davvero chi sei. Qui sotto abbiamo raccolto tutti i consigli per non sbagliare: e ora...in bocca al lupo!