Lavori socialmente utili per studenti violenti: la proposta

Di Maria Carola Pisano.

Episodi di violenza a scuola, la proposta di Valditara: lavori socialmente utili per studenti violenti

LAVORI SOCIALMENTE UTILI

Lavori socialmente utili per studenti violenti: cosa sapere
Lavori socialmente utili per studenti violenti: cosa sapere — Fonte: getty-images

Il Ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, durante un evento al Palazzo delle Stelline di Milano, ha parlato dei sempre più frequenti episodi di violenza all'interno delle scuole. Secondo il Ministro una delle soluzioni potrebbe prevedere "forme diverse di sanzioni nei confronti di quegli studenti che non hanno capacità di rispettare le regole: una cosa che mi è sempre parsa molto utile sono i lavori socialmente utili".  

FERMARE LA VIOLENZA A SCUOLA

L'idea del Ministro non è piaciuta a tutti. Secondo la senatrice Cecilia D’Elia, capogruppo del Pd nella Commissione Istruzione, queste   “Sono dichiarazioni che riflettono una concezione punitiva delle istituzioni scolastiche. La scuola è un luogo di educazione e di istruzione chiamato a investire sulle persone, non è un tribunale. Invece di pensare alle punizioni e alle sanzioni, è necessario che si rafforzi l’investimento culturale, ci si interroghi sulle motivazioni dei comportamenti violenti e del bullismo, per sconfiggerli davvero ma alla radice, costruendo le condizioni necessarie alla crescita dei ragazzi, anche rispetto nel rispetto degli altri”.  

Di diverso avviso il deputato Rossano Sasso, capogruppo Lega in commissione Cultura Scienza e Istruzione: “Bene l’idea del Ministro Valditara di sanzionare gli alunni che si macchiano di episodi particolarmente significativi con l’ipotesi di svolgere lavori socialmente utili. Fermo restando che il ruolo fondamentale di ogni comunità educante non è quello di punire, ma appunto di educare, per certi e ben delimitati casi non disdegnerei al posto della classica sospensione qualche soluzione alternativa, presa di comune accordo con le famiglie e deliberate dal consiglio d’istituto”.   

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