Latino: pluralia tantum

Di Redazione Studenti.

In latino ci sono dei sostantivi che hanno una declinazione solo al plurale: ecco come tradurre e riconoscere i nomina pluralia tantum. Spiegazione ed esempi

Introduzione

Latino: pluralia tantum
Latino: pluralia tantum — Fonte: getty-images

I Nomina Pluralia Tantum sono i nomi che hanno esclusivamente il plurale, anche se si riferiscono ad un unico soggetto.

In presenza dei Pluralia Tantum la copula, il predicato, il nome del predicato e gli aggettivi concordano al plurale.

Questa tipologia di nomi comprende nomi di città e altri sostantivi di uso frequente.

Il loro fraintendimento può cambiare il significato di intere frasi. Per questo motivo sono tra le eccezioni più temute dagli studenti alle prime armi.

Ma non preoccupatevi! In questa guida vi verrà spiegato come riconoscere e come tradurre i nomina pluralia tantum.

Come riconoscere i pluralia tantum

Il metodo migliore per evitare le insidie dei pluralia tantum è uno studio approfondito. In ogni caso il vocabolario è sempre pronto a darci una mano, mettendo in evidenza eventuali particolarità.

Esiste un piccolo trucco per capire se ci si trova davanti ad un pluralia tantum: occorre cercare il vocabolo su cui si hanno dubbi alla forma singolare. Nel caso in cui non sia presente al singolare, bisogna cercarlo al plurale. Si avrà così la certezza che la parola in questione è un pluralia tantum.

Come tradurre i pluralia tantum

È consigliabile, nel caso di un nome, tradurlo prima al singolare. Dopo aver analizzato il contesto e verificato l'utilizzo del termine nella frase in italiano, sarà chiaro se utilizzare la forma al singolare o quella al plurale.

Ad esempio, il termine "tenebrae, -arum" è tradotto con tenebre e non con tenebra. Tra i pluralia tantum ci sono molti nomi di città. Infatti, i romani le consideravano come la somma di più quartieri. È il caso di Canne, la quale ha un nome plurale che indica però una sola città.

I pluralia tantum più frequenti della prima declinazione

I pluralia tantum sono presenti solo nelle prime tre declinazioni. I termini più frequenti riguardano il campo militare e della vita pubblica.

I principali pluralia tantum della prima declinazione sono: angustiae, -arum (passaggio stretto); cunae, -arum (culla), deliciae, -arum (delizia); divitiae, -arum (ricchezza); epulae, -arum (banchetto); indutiae, -arum (tregua); insidiae, -arum (agguato); minaem-arum (minaccia); nuptiae, -arum (nozze); tenebrae, -arum (tenebre); reliquiae, -arum (reliquie).

E le città: Athenae, -arum (Atene); Cannae, -arum (Canne); Pisae, -arum (Pisa); Syracuse, -arum (Siracusa); Thebae, -arum (Tebe); Cumae, -arum (Cuma).

I pluralia tantum più frequenti della seconda e terza declinazione

I principali pluralia tantum della seconda declinazione sono: arma, -orum (armi); cibaria, -orum (cibo); hiberna, -orum (accampamento militare invernale); inferi, -orum (oltretomba); liberi, -orum (figli nati liberi, maschi e femmine); spolia, -orum (bottino di guerra).

E le città: Pompeii, -orum (Pompei); Veii, -orum (Veio).

Infine, la terza declinazione ha tra i suoi pluralia tantum nomi di feste come ad esempio: Bacchanalia, -ium (Baccanali); Lupercalia, -ium (Lupercali); Saturnalia, -ium (Saturnali).

Inoltre, contiene termini di zone geografiche come: Alpes, -ium (Alpi); Ciclades, -ium (isole Cicladi).

Altri contenuti di grammatica latina