Landolfo Rufolo: trama, personaggi e morale della novella del Decameron di Boccaccio

Landolfo Rufolo: trama, personaggi e morale della novella del Decameron di Boccaccio A cura di Vincenzo Lisciani Petrini.

Trama, personaggi e morale della novella Landolfo Rufolo, quarta novella della seconda giornata del Decameron di Boccaccio. La novella è narrata da Lauretta ed i temi centrali sono la Virtù, la Fortuna e l'attività mercantile

1Introduzione

Nella seconda giornata affrontiamo il tema delle situazioni difficili risoltesi in modo felice. Come può un evento spiacevole portare a qualcosa di positivo? Non è facile rispondersi perché dovremmo ammettere che tutto ha un senso e che tutto doveva accadere in un certo modo. È il solito conflitto tra Caos e Destino. Boccaccio si tiene su una delicata via di mezzo e così forse dovremmo fare tutti. A distanza di settecento anni non possiamo certo dire di aver risolto questo conflitto, che appassiona ogni essere umano. 

2Landolfo Rufolo: trama

Mercanti nel medioevo
Mercanti nel medioevo — Fonte: getty-images

Landolfo Rufolo è uno di quei personaggi che sceglie di mettersi per mare e tentare la sorte, finendo però con l’impoverirsi; è un mercante che va all’arrembaggio della vita. Vediamo che cosa gli accade. Egli è un mercante di Ravello, sulla Costiera Amalfitana, che si mette nel giro delle merci preziose e va a Cipro – uno dei punti di passaggio più importanti del Mediterraneo. Non è però un bravo uomo di affari: giunto a Cipro, si accorge che ci sono molte altre navi intente allo stesso commercio e non riesce a vendere le sue merci al prezzo che gli permetterebbe, se non di guadagnare, almeno di ripagarsi il viaggio. La soluzione più semplice e veloce per non finire in completa rovina gli sembra quella di darsi alla pirateria fare il corsaro: in questo modo, derubando agli altri (senza scrupolo morale) cerca di recuperare denaro e ricchezze. In un anno di arrembaggi riesce ad accumulare una grossa fortuna e sente che è giunto il momento di tornare a casa ricco e soddisfatto.

Ha però fatto i conti senza l’oste. Sulla via del ritorno, la sua nave naufraga durante una tempesta; la sua barca viene assaltata da una nave di genovesi e viene a sua volta depredato di tutte le ricchezze: lui viene fatto prigioniero.

Ma anche qui: altro rovescio di fortuna: un’altra tempesta fa naufragare la barca dei genovesi e Landolfo si salva grazie ad una cassa che trova in mare tra le onde. Come Ulisse all’Isola dei Feaci, Landolfo giunge più morto che vivo all’isola di Corfù dove è soccorso da una donna che lo asciuga e lo rifocilla, ospitandolo e curandolo a casa sua affinché si rimetta in sesto. Quando Landolfo sta per ripartire, apre la cassa provvidenziale che lo aveva salvato dalla morte e, incredibilmente, dentro vi trova molte pietre preziose. È diventato ricco, senza sapere come

Sbarcato a Brindisi, vende le gemme e manda alla donna di Corfù molti denari come ricompensa per averlo aiutato: non ha dimenticato la sua cortesia ed è lei che lo ha salvato da morte certa. Gli altri denari decide di conservarli fino alla fine della sua esistenza, senza sperperarli, ma investendoli oculatamente

3Personaggi di Landolfo Rufolo

Giovanni Boccaccio
Giovanni Boccaccio — Fonte: getty-images

I personaggi sono due: Landolfo e la donna cortese che lo accoglie. È strano che del primo ci viene offerta una descrizione completa, mentre della seconda viene taciuto il nome, ma non il suo sentimento che acquisisce una dimensione più universale. Landolfo è un arrivista, un mercante che, per sete di guadagni, è disposto a qualunque cosa. Emerge forse una critica di Boccaccio al mondo mercantile, sempre assetato di guadagni, privo di una precisa condotta morale. Ma la narrazione è veloce e il narratore non si sofferma su questo. 

Preferisce dirci che la donna si commuove a vedere il naufrago e che sceglie immediatamente di aiutarlo. Il suo intervento non è fortunoso: è provvidenziale, nel verso senso del termine. Giacché se poteva essere fortuna il suo essere in quel luogo e in quel momento (si trova per caso alla riva del mare a lavare le stoviglie) non è fortunosa la scelta morale di aiutare una persona in difficoltà. Boccaccio, infatti, sottolinea proprio questo aspetto: “o piacer di Dio o forza di vento che ’l facesse”. I personaggi corrispondono ai temi. Vediamo più sotto.

4Temi di Landolfo Rufolo

La Fortuna è il filo conduttore delle novelle della seconda giornata. Landolfo si comporta in modo sempre casuale e malaccorto. Eppure riesce vincitore. Grazie a cosa? Caos o Destino? Fortuna o Provvidenza? Prendiamo un altro racconto didascalico che, nella sua semplicità, ci aiuta a capire meglio di cosa stiamo parlando.

Lo scrittore americano David Foster Wallace nel suo discorso Questa è l’acqua, cita un esempio perfetto: 

Ci sono due tizi seduti a un bar nel cuore selvaggio dell’Alaska. Uno è credente, l’altro è ateo, e stanno discutendo l’esistenza di Dio con quella foga tutta speciale che viene fuori dopo la quarta birra. L’ateo dice: – Guarda che ho le mie buone ragioni per non credere in Dio. Ne so qualcosa anch’io di Dio e della preghiera. Appena un mese fa mi sono lasciato sorprendere da quella spaventosa tormenta di neve lontano dall’accampamento, non vedevo niente, non sapevo più dov’ero, c’erano quarantacinque gradi sottozero e così ho fatto un tentativo: mi sono inginocchiato nella neve e ho urlato: «Dio, sempre ammesso che Tu esista, mi sono perso nella tormenta e morirò se tu non mi aiuti!» – A quel punto il credente guarda l’ateo confuso: – Allora non hai più scuse per non credere, – dice. – Sei qui vivo e vegeto –. L’ateo sbuffa come se il credente fosse uno scemo integrale: – Non è successo un bel niente, a parte il fatto che due eschimesi di passaggio mi hanno indicato la strada per l’accampamento”. (Questa è l’acqua, Einaudi) 

Wallace riflette sul fatto che ogni situazione comporta una scelta precisa che verte sul significato. Dunque adesso ci troviamo a parlare della Fortuna e di tutti i rovesci che ha subito il nostro Landolfo Rufolo, il quale si trova ricco e salvo senza merito alcuno. Rispetto alla novella di Andreuccio da Perugia, dove almeno il protagonista aveva imparato qualcosa, qui non si impara niente se non che l’uomo è perso nella tormenta della vita e di rado qualcuno ci indica la strada e ci aiuta.  

Allora occorre forse spostare il centro della questione non su Landolfo, che rappresenta il mercante in cerca di affari e guadagni a tutti i costi, anche a costo di essere un disonesto (c’è anche una critica del mercante, nonostante l’ammirazione) ma sulla donna che lo accoglie, la quale rischia di passare inosservata, come i due eschimesi del racconto di Wallace. È senza nome e il suo gesto di cortesia salva Landolfo: Boccaccio nasconde spesso le sue vere intenzioni in un gioco di piani sovrapposti. La cortesia, la gentilezza, la compassione sono le uniche armi che abbiamo contro i colpi della fortuna.

Sarà proprio dalla cortesia che dipende la Provvidenza? Con un bilancio finale sui temi possiamo dire che la virtù è la comprensione del proprio limite: alla fine Landolfo comprende che è meglio fermarsi e godere delle sue ricchezze rinunciando a mettersi per mare a rischio della propria vita. Se è vero che egli era stato in grado di cambiare con astuzia le sue sorti nella mercatura, tuttavia l’esito finale, la salvezza, è chiaramente estraneo alla sua bravura, ma dipende dalla donna. 

5Analisi di Landolfo Rufolo

È importante notare la qualità della prosa di Boccaccio, spesso incline a usare schemi metrici diversi e in particolare l’endecasillabo (come ha notato Vittore Branca), specialmente nelle fasi salienti della vicenda: la disavventura nel mar Egeo: “E già nell’arcipelago venuto, / levandosi la sera uno scilocco” (endecasillabi); lo sfasciarsi della nave dei pirati: “quantunque obscurissima notte fosse / e il mar grossissimo e gonfiato, / notando quelli che notar sapevano” (endecasillabo - novenario – endecasillabo); il salvataggio insieme alla cassa del tesoro: “il tirò in terra, e quivi con fatica / le mani dalla cassa sviluppatogli” (endecasillabi); la scelta di nascondere le pietre preziose: “Ma, sì come colui che in picciol tempo / fieramente era stato balestrato” (endecasillabi). La prosa di Boccaccio non a caso resterà un modello anche nei secoli successivi.

Per quanto riguarda il livello strutturale, la novella segue la fabula, procedendo in perfetto ordine cronologico

Tuttavia il ritmo cambia a seconda della scena: quando ci sono maggiori avvenimenti, come nella prima parte, il ritmo è veloce e la prosa molto sintetica. Più lento quando sono descritti il viaggio in mare, la tempesta e il naufragio. Secondo un effetto quasi musicale, più la narrazione si fa coinvolgente e patetica, più il ritmo si allenta per far sì che il lettore risulti preso dalle vicende del protagonista. 

6Guarda il video su Landolfo Rufolo del Decameron di Boccaccio

    Domande & Risposte
  • Chi era Landolfo Rufolo?

    Landolfo Rufolo è un mercante della costiera amalfitana.

  • A quale giornata appartiene la novella Landolfo Rufolo?

    Quella di Landolfo Rufolo è la 4° novella della 2° giornata.

  • Chi è la regina della giornata?

    Filomena.