La visione del mondo di Ugo Foscolo

Di Redazione Studenti.

Ugo Foscolo: la visione del mondo del poeta. Cosa rappresenta la natura per lui, quale funzione svolge la poesia e caratteristiche del suo pensiero

La visione del mondo di Foscolo

La visione del mondo di Ugo Foscolo
La visione del mondo di Ugo Foscolo — Fonte: getty-images

Foscolo elabora una concezione della natura meccanicistica: la natura è un continuo divenire, ogni elemento che la compone, uomo compreso, è costituito di materia soggetta a un ciclico processo di trasformazione. L'universo è una macchina regolata da leggi precise, meccaniche, mosse da un principio di autoconservazione. La natura prevede che non esista vita oltre la morte, ma che le due dipendano da processi di aggregazione e disgregazione della materia. Questa prospettiva materialistica rinvia a Lucrezio. Nonostante per diversi filosofi la concezione fosse positiva (l'uomo si libera delle superstizioni), Foscolo non la vede come un esaltazione alla ragione dell'uomo che tramite essa può conoscere la natura, bensì al contrario sottolinea i limiti dell'uomo che non ha un posto privilegiato al mondo ma è soggetto a una natura solitaria, minacciosa, maligna.

Le illusioni come rifugio

Nonostante la prospettiva pessimistica ancorata alle teorie filosofiche, Foscolo trova il rifugio reagendo in maniera vigorosa a una natura e una società a cui l'uomo è soggetto, creandosi Illusioni: egli è consapevole che siano semplicemente tali, ma individua in esse uno strumento di riscatto dell'uomo che nei sensi e nelle passioni (terra-madre, natura, amore, amicizia, sepolcri, affetti familiari, gloria, poesia, bellezza) può trovare la chiave di accesso alla vita. La più grande illusione è la gloria (ansia si superare la morte lasciando un ricordo di sé); infatti non credendo F. nell'immortalità dell'anima, riconosce che solo attraverso la gloria l'uomo può lasciare un ricordo di sé, ciò che è immortale sono dunque le azioni dell'uomo.

Il pessimismo

La nascita del pessimismo di Foscolo si può senz'altro ricondurre agli eventi storici che egli visse: inizialmente come molti altri intellettuali giovani del tempo, ripose le proprie speranze di libertà e impegno politico nella Rivoluzione francese (che si rivela una grande delusione e fa pensare a Foscolo che nessun paese sia in grado di guadagnare l'Indipendenza, soprattutto l'Italia) e nell'operato di Napoleone. Successivamente con il trattato di Campoformio (1797) Napoleone fa sì che in Foscolo precipiti l'entusiasmo patriottico che diventerà un'atteggiamento rassegnato da cui scaturisce la convinzione che nella storia non ci sia spazio per gli ideali, ma che tutto sia guidato da una logica di potere che soffoca affetti, passioni e ideali.

La funzione della poesia

Per Foscolo il Poeta è colui che riesce a mediare tra il dominatore e il dominato e a diffondere le illusioni, deve saper moderare le passioni degli uomini. Nella poesia è fondamentale il ruolo della fantasia, che abbellisce le cose ammirate ed amate; la poesia è essenzialmente un'attività conoscitiva che colpendo i sentimenti e l'immaginazione persegue il fine di educare l'uomo. Man mano che le delusioni politiche si faranno più aspre, Foscolo accentuerà sempre di più l'idea di una poesia creatrice di “oggetti e mondi diversi” alternativi alla durezza della realtà, e fonte di suprema armonia.

Neoclassicismo e romanticismo

Sul piano delle scelte poetiche Foscolo si rifà al Neoclassicismo, che proponeva un ideale di bellezza assoluta raggiungibile tramite il conseguimento dell'armonia. Egli si rifà ai classici greci, e non ai latini, grazie alla sua conoscenza del greco, e ciò determina secondo alcuni studiosi la novità e originalità del classicismo foscoliano che non si rifà ai classici latini. Il neoclassicismo concepiva la poesia come il massimo dell'attività umana, che vince i silenzi del mondo; poesia e mitologia hanno un legame inscindibile.
Preromanticismo: Foscolo si può identificare come un autore preromantico, che si inserisce a metà tra due diverse epoche e da cui nasce la visione di una natura consolatoria ma matrigna, e che manifesta per primo l'attrazione per paesaggi notturni e sepolcrali.

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