La tempesta di William Shakespeare: temi, personaggi e analisi

La tempesta di William Shakespeare: temi, personaggi e analisi A cura di Teresa Bosica.

Temi e personaggi de La tempesta di William Shakespeare. Trama e analisi dell'ultima opera teatrale scritta dal poeta e drammaturgo inglese

1La Tempesta - Le fonti

La Tempesta di Shakespeare. Illustrazione di John Gilbert
La Tempesta di Shakespeare. Illustrazione di John Gilbert — Fonte: getty-images

La Tempesta è l’ultima grande opera teatrale di William Shakespeare. Probabilmente scritta tra il 1610 e il 1611, la commedia fu rappresentata per la prima volta nel 1611 a Whitehall Palace a Londra, residenza del sovrano in quel periodo. La Tempesta fa parte del gruppo dei romances, cioè storie d’amore, avventure e magia che hanno sempre un lieto fine, composte di Shakespeare alla fine della sua carriera.  

Non sappiamo di sicuro quali siano state le fonti quando lo scrittore ha composto l’opera, probabilmente si è ispirato a varie narrazioni e leggente, in particolare ai racconti di viaggi nel Nuovo Mondo, molto in voga in quel periodo.  

Sono diverse le supposizioni dei critici in proposito, si è pensato che Shakespeare abbia letto A True Reportory of the Wreck and Redemption of Sir Thomas Gates, scritto da William Strachey nel 1610, che racconta la vera storia del naufragio di una nave inglese diretta in Virginia, la cui ciurma è rimasta per un intero anno sull’isola di Bermuda, prima di arrivare a destinazione. 

Shakespeare lesse sicuramente il saggio del filosofo francese Michel de Montaigne (1533-1592) On Cannibals (Dei Cannibali, pubblicato in inglese nel 1603) riguardante i contrasti tra le popolazioni civilizzate e i nativi del Nuovo Mondo, che è uno dei temi principali della commedia.  

Un’altra fonte di Shakespeare potrebbe essere stato il libro History of Italy di William Thomas, in cui si racconta della spedizione di Carlo VIII di Francia in Italia nel 1494, dove Ludovico Sforza, Duca di Milano aveva usurpato il trono al nipote Gian Galeazzo Sforza, che era sposato con Isabella d’Aragona, figlia del Re di Napoli Alfonso II. Entrambe le storie sono reali e Shakespeare ha usato sia gli eventi sia alcuni nomi nella sua opera a cui ha poi aggiunto elementi magici e fantastici.  

2La Tempesta - La trama

La Tempesta si compone di cinque atti. La storia si svolge nell’arco di poche ore e inizia con una tempesta e il naufragio di una nave su un’isola incantata. Sulla nave naufragata, si trovano Alonso, re di Napoli, suo figlio Ferdinando, Antonio Duca di Milano e i membri della loro corte. 

La tempesta è stata causata dal mago Prospero, che vive sull’isola con sua figlia Miranda. Prospero le racconta di essere il legittimo Duca di Milano, ma, dodici anni prima, volendo dedicarsi alla magia e alla filosofia, ha affidato il suo regno al fratello Antonio, che, spinto dall’ambizione, ha complottato con Alonso, il re di Napoli, e ha usurpato il suo trono

Prospero e Miranda, al tempo una bambina di tre anni, sono stati costretti a salire su una barca che, spinta da venti e tempeste, è approdata su un’isola misteriosa del Mediterraneo. L’isola era abitata da una creatura mostruosa, Calibano, figlio della defunta strega africana Sicorace, e da Ariel, lo spirito dell’aria, vittima di un incantesimo di Sicorace che l’aveva imprigionato nella cavità di un albero di pino, da cui Prospero lo libererà.  

Passano gli anni e Miranda, ormai cresciuta, è diventata una ragazza bellissima, ma non ha mai visto un essere umano a parte suo padre. Prospero ha continuato a coltivare i suoi studi di magia e nel frattempo è diventato un mago potente a cui tutte le creature dell’isola obbediscono

La tempesta di Shakespeare: il naufragio della nave. Illustrazione di Gustave Doré
La tempesta di Shakespeare: il naufragio della nave. Illustrazione di Gustave Doré — Fonte: getty-images

A questo punto inizia l’azione dell’opera che va dalle due del pomeriggio e termina intorno alle sei di sera dello stesso giorno. Prospero riesce a prevedere l’arrivo di suo fratello Antonio a bordo di una nave di ritorno dal matrimonio di Clarabella, la figlia del re di Napoli, con un re cartaginese

Sa che a bordo si trovano i suoi nemici, oltre ad Antonio, ci sono anche Alonso, suo fratello Sebastiano e suo figlio Ferdinando. Con l’aiuto di Ariel, Prospero provoca una violenta tempesta, in modo che la nave possa naufragare sull’isola.

La tempesta di Shakespeare: il ritratto di Stefano, Trinculo, Calibano e Ariel
La tempesta di Shakespeare: il ritratto di Stefano, Trinculo, Calibano e Ariel — Fonte: getty-images

Così accade, la nave è completamente distrutta, miracolosamente tutti i passeggeri sono salvi, ma sono dispersi in vari gruppi sull’isola e nessuno conosce la sorte dei compagni; Alonso è disperato perché crede erroneamente che suo figlio sia annegato. 

Intanto Ariel chiede a Prospero di concedergli la libertà per un anno ma Prospero gli ricorda che è stato proprio lui a liberarlo dall’incantesimo di Sicorace, quindi pretende che Ariel lo serva ancora. Anche Calibano, un tempo padrone dell’isola, è diventato schiavo di Prospero che lo tratta male perché aveva tentato di violentare Miranda. Calibano incontra due servi di Alonso, Stefano e Trinculo, e beve con loro, si ubriaca e promette eterna fedeltà a Stefano. 

Ferdinando vaga da solo sull’isola attratto dal canto di Ariel, finalmente incontra Miranda e si innamora di lei a prima vista, anche Miranda si innamora di lui e i due promettono di sposarsi. Ferdinando confessa a Prospero il suo amore per sua figlia e gli dice di essere re di Napoli poiché suo padre è morto nel naufragio, allora Prospero lancia un incantesimo su di lui per proteggere la virtù di Miranda. 

Intanto Calibano complotta con Stefano e Trinculo per uccidere Prospero e diventare di nuovo il padrone dell’isola ma Ariel li ascolta e riferisce a Prospero le loro intenzioni. Anche Antonio e Sebastiano complottano perché quest’ultimo possa impadronirsi del regno di Napoli. 

Prospero e Miranda. Illustrazione di Birket Foster
Prospero e Miranda. Illustrazione di Birket Foster — Fonte: getty-images

Infine Prospero decide di confrontare tutti, in particolare suo fratello Antonio e Alonso. Rivela loro la sua vera identità e dice ad Antonio di restituirgli il trono poiché è lui il legittimo Duca di Milano, inoltre informa Alonso che Ferdinando è vivo e che sposerà Miranda. 

Finalmente lascia liberi Ariel e Calibano, perdona suo fratello e Alonso in cambio del ducato, rinuncia per sempre ai suoi poteri magici e chiede ad Ariel un’ultima cosa: che il mare sia calmo e il vento favorevole così da permettere loro di ritornare in Italia e riprendere il loro legittimo posto vivendo in pace. 

3Temi e personaggi de La Tempesta

La Tempesta è una commedia piuttosto complessa in cui si mescolano realtà e magia. L’opera è ambientata in un mondo ideale e soprannaturale che domina sul mondo reale. Alonso, Antonio, Sebastiano, Ferdinando e il loro seguito rappresentano il mondo reale, mentre Ariel e gli spiriti presenti sull’isola rappresentano il fantastico e il soprannaturale. 

Prospero appartiene a entrambi questi mondi, egli proviene dal mondo reale, dove era Duca di Milano e ha un legame con i passeggeri che fa naufragare sull’isola, grazie ai suoi poteri magici, allo stesso tempo domina gli spiriti dell’isola, dove ormai vive e usa la magia per manipolare i suoi nemici e controllare gli eventi. 

La magia era un tema molto in voga in epoca rinascimentale, ma bisogna distinguere tra la magia nera usata dalla strega Sicorace, madre di Calibano, e la magia usata da Prospero con intenzioni benevoli, soprattutto quando ricorre a essa per proteggere la virtù di sua figlia Miranda. Un altro tema importante e quello del perdono, infatti, nonostante il male commesso dai vari personaggi, l’opera ha un lieto fine, tutto e tutti vengono perdonati e infine regna la pace. 

Durante il Rinascimento l’Inghilterra iniziò la propria espansione coloniale, quindi l’ambientazione esotica dell’opera e il tema della colonizzazione di nuovi mondi affascinavano molto il pubblico del tempo. Infatti, Shakespeare fa riferimento alla colonizzazione delle Americhe e all’idea fortemente radicata negli europei di imporre le proprie tradizioni, lingua e cultura sulle popolazioni indigene considerate prive di cultura e di valori propri. 

Calibano de La Tempesta di Shakespeare. Illustrazione di Gustave Dorè
Calibano de La Tempesta di Shakespeare. Illustrazione di Gustave Dorè — Fonte: getty-images

Il Bardo affronta il tema del rapporto tra colonizzatori e colonizzati (tra europei civilizzati e indigeni) attraverso i personaggi di Prospero e Calibano. Prospero definisce Calibano “un demonio, un demonio nato” (a devil, a born devil), lo considera un essere inferiore, un selvaggio, Miranda insegna a Calibano la sua lingua, ma solo perché vuole che comprenda meglio gli ordini impartiti e sia un servo migliore.   

Calibano si ribella, sente di essere stato derubato dell’isola che sua madre gli ha lasciato in eredità e di essere stato ridotto a una condizione di schiavitù, per questo usa la lingua che gli è stata insegnata per maledire Prospero e complottare contro di lui. Anche il nome inglese “Caliban” potrebbe essere l’anagramma di “canibal” oppure “cannibal” (cannibale) per indicare appunto gli abitanti del Nuovo Mondo sottomessi dagli europei. 

La figura di Calibano è associata al mito del “buon selvaggio” (the noble savage) che si basa sull’idea che l’uomo che vive a contatto con la natura e lontano dalla civiltà è buono e innocente. Nel XVI secolo, con i viaggi di esplorazione e colonizzazione, la gente cominciò a rendersi conto dell’esistenza di razze e culture diverse e del contrasto tra popoli civilizzati e popoli che vivevano in uno stato primitivo, non corrotti dal progresso e dalla società. Molti criticavano l’idea che i popoli colonizzatori fossero superiori alle popolazioni indigene e difendevano il loro stile di vita incontaminato. 

Calibano quindi rappresenta il “buon selvaggio”: è fisicamente brutto e dominato dalle passioni più basse e primitive come dimostra il suo tentativo di stuprare Miranda, ma allo stesso tempo è innocente, credulone, sensibile alla bellezza e ama la musica.   

4Lo stile de La Tempesta

Miranda e Ferdinando. Illustrazione di Gustave Janet
Miranda e Ferdinando. Illustrazione di Gustave Janet — Fonte: getty-images

Una delle caratteristiche principali de La Tempesta è la sua atmosfera magica, che Shakespeare riesce a raggiungere grazie all’ambientazione in un luogo esotico, un’isola remota ricca di suoni, rumori strani e insoliti ed effetti visivi (per esempio tuoni e lampi accompagnano l’entrata in scena dello spirito Ariel) che trasportano lo spettatore in una dimensione irreale. Shakespeare fa spesso riferimento agli elementi naturali come il mare, il vento e l’aria e li descrive in modo così vivido da trasformarli in elementi magici. 

Shakespeare rispetta quasi le unità del teatro classico: fatta eccezione per la tempesta causata da Prospero e Ariel, la storia si svolge in un unico luogo, cioè l’isola; la trama si svolge nell’arco di circa quattro ore, mentre la performance effettiva dura circa due ore (unità di tempo); l’unità di azione non è davvero rispettata se si considera la presenza di trame secondarie come il complotto di Calibano per uccidere Prospero e il tentativo di Sebastiano per eliminare Alonso e impadronirsi del Regno di Napoli.    

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