La struttura della Divina commedia

Di Redazione Studenti.

La struttura della Divina commedia, il poema di Dante Alighieri scritto in fiorentino volgare e composto da tre cantiche: Inferno, Purgatorio e Paradiso

LA STRUTTURA DELLA DIVINA COMMEDIA

La struttura della Divina commedia di Dante
La struttura della Divina commedia di Dante — Fonte: getty-images

Introduzione. Il Medioevo, pur mostrando una diversità di aspetti e caratteri, è profondamente influenzato dal Cristianesimo che pervade la vita quotidiana degli uomini.

Sul piano culturale e letterario, il culmine della religiosità medievale è rappresentato dalla Commedia di Dante, in seguito chiamata Divina Commedia perché risaltasse già dal titolo il suo carattere di opera sacra.

Essa è infatti un eccezionale documento della cultura medievale, della fede e del pensiero politico di quello storico periodo.

Struttura. La struttura della Divina commedia si rifà alla cosmologia geocentrica (da geo = Terra), dovuta all’astronomo egiziano Tolomeo vissuto nel II secolo d.C. e accettata dalla Chiesa.

Anche per Dante la Terra è immobile al centro dell’universo e intorno ad essa girano nove sfere celesti, a loro volta circondate dall’Empireo, sede di Dio. Un ordine universale regge l’intero universo e in esso si riflette l’orma di Dio creatore.

A quest’ordine si ispira la simmetria “geometrica” del poema dantesco nella suddivisione della vasta materia affrontata.

La Divina commedia è composta da tre cantiche (Inferno, Purgatorio e Paradiso), ciascuna di 33 canti con l’aggiunta di un canto di premessa per l’Inferno, per cui in totale sono 100 canti.

Nove cerchi per l’Inferno, due balze più sette cornici nel Purgatorio, nove sfere celesti nel Paradiso. La stessa forma metrica scelta dal poeta, la terzina, ripropone il 3 e i suoi multipli come numero perfetto.

Tutta questa rigorosa simmetria rivela la tendenza medievale ad una sistematica suddivisione del creato secondo l’orientamento del pensiero diffuso in quel tempo e che si insegnava nelle università.

Ma in questa “gabbia” creata da Dante vivono personaggi indimenticabili che offrono ai vivi la possibilità di liberarsi dal male, edificando sulla Terra il regno della giustizia e della pace.

L'INFERNO

Nel sistema della cosmogonia (cioè dell’origine e formazione dell’universo) di Dante, la Terra appare come sfera divisa in due semisfere, quella delle terre emerse, al cui centro si trova Gerusalemme, e quella delle acque, al cui centro si trova la montagna del Purgatorio, posta agli antipodi di Gerusalemme.

Dante immagina che una selva oscura nei pressi di Gerusalemme introduca in una cavità l’Inferno, fatta a forma di cono rovesciato la cui punta tocca il centro della Terra. Lì si trova infisso per l’eternità Lucifero, l’angelo ribelle di Dio.

IL PURGATORIO

Dal centro della Terra, dove si trova infitto per l’eternità Lucifero, si diparte un cunicolo che, attraversando l’emisfero boreale, sbuca attraverso un “pertugio” cioè una fessura sulla riva della montagna del Purgatorio.

Anch’essa è a forma di cono, diviso in due parti, l’Antipurgatorio e il Purgatorio vero e proprio dove le anime si purificano del loro peccato. Il cono è tagliato sulla cima, dove si trova il Paradiso Terrestre.

In questa configurazione del mondo dell’aldilà si inserisce il racconto di Dante, il quale, dopo la discesa all’Inferno e l’ascesa della montagna del Purgatorio, spiccherà infine il volo per attraversare i nove cieli e giungere così alla visione di Dio.

IL PARADISO

Giunto alla cima del Purgatorio, dove si allarga il Paradiso Terrestre, Virgilio lascia Dante per ritornare alla sua sede, il Limbo (dove si trovano le anime dei giusti che vissero prima della nascita di Cristo Redentore).

Lo sostituisce Beatrice, che ha lasciato il suo seggio fra i beati per accompagnare il poeta attraverso i nove cieli che circondano la Terra e giungere infine alla visione di Dio.