La salubrità dell'aria di Parini: comprensione e analisi del testo

Di Redazione Studenti.

La salubrità dell'aria di Giuseppe Parini: comprensione e analisi del testo del componimento del grande poeta illuminista e neoclassico italiano

La salubrità dell'aria: comprensione del testo

Caricatura di Giuseppe Parini
Caricatura di Giuseppe Parini — Fonte: ansa

La salubrità dell'aria fa parte del primo gruppo di Odi scritte da Giuseppe Parini.

La tematica principale è la differenza di condizioni igienico-sanitarie tra Bosisio e la Brianza rispetto a Milano.

Si apre con la descrizione dei luoghi d’origine dell’autore, cioè Bosisio e dintorni. Lì l’aria è pura e giova ai polmoni inquinati e indeboliti dall’aria di città, inoltre non arrivano né lo Scirocco né la Tramontana, perché le montagne che circondando il paese non lo permettono. Non ci sono paludi di acqua stagnante, dunque neppure insetti portatori di malattie. L’unica acqua che c’è all’infuori dei laghi è quella della rugiada che viene asciugata la mattina con il sole.

A questo punto comincia la condanna dell’autore verso colui che ha provocato l’inquinamento di Milano, senza tener conto della comunità. Secondo la legge del contrappasso, costui sarà punito nei fanghi del fiume Stige, con il viso sommerso dalla melma e disperandosi per ciò che fece in passato per lucro.

Parini definisce malati i coltivatori di riso nei dintorni di Milano, e si rivolge al cittadino chiedendogli di riflettere su questi problemi. Ora l’autore esprime il suo desiderio di passare le giornate dove il clima è piacevole, e dove i contadini lavorano, robusti e sani. Descrive la gente di campagna come gioiosa e felici della vita, che si accontenta di semplici cose.

Ma anche Milano un tempo era così: nessuno dei contadini, però, in preda all'egoismo, ha pensato di preservare questi doni. Oltre alle putride risaie, hanno deviato anche il corso dei torrenti per allagare i propri campi.

Parini descrive anche le strade della città di Milano: le persone gettano i rifiuti per strada; carogne di animali che portano malattie e cattivi odori. Anche se dopo il tramonto i netturbini puliscono, l’indomani tutto ritorna come prima perché i cittadini non hanno rispetto delle leggi e non si rendono conto del danno che recano alla collettività e a se stessi.

Infine l’autore si rivolge a se stesso domandandosi perché vada così lontano da quella campagna pulita e salutare e si rivolge alla fantasia, identificandola come utile alla denuncia dell’inquinamento.

La salubrità dell'aria: analisi e interpretazione

Il componimento è formato da 132 versi, divisi in 22 strofe di 6 versi ciascuna, detti anche sestine.

Il metro usato è il settenario piano dove le rime sono alternate nei primi 4 versi e baciate negli ultimi 2. Lo schema delle rime è quindi ABABCC.

A livello lessicale abbiamo:

  • La presenza di molte parole chiavi che richiamano il campo semantico della campagna e quello della città (terreno, monti, paese, paludi, cittade, cultori, villan, città).
  • Una serie di aggettivi opposti di significato che richiamano la differenza ambientale tra la città e la campagna (bel, orribil, fango, acque, etere vivace, putridi, fimo alto ecc).
  • Molti termini aulici (austro, lucro, rubicondo, purgata, palagi, sublimi).
  • Alcuni latinismi (Eupili, egri, aere,onde, bieco, quivi, lari plebei, die ecc).

Lessico

Una particolarità del testo è data dal fatto che l’autore, pur di non usare un lessico basso, utilizza termini del lessico alto che lo richiama indirettamente.

Eccone alcuni esempi:

  • spregiate crete per vaso da notte
  • pane per grano
  • languenti cultori per coltivatori malati
  • capi ignudi per persone indifese
  • Milano per i suoi cittadini
  • lari plebei per abitazione
  • schiena per catena

Sono presenti due reminiscenze letterarie:

  • l’espressione oh fortunate genti, che riprende Virgilio
  • il termine atomi, che è un richiamo al De rerum natura di Lucrezio.

Sintassi

A livello sintattico abbiamo un equilibrio la coordinazione per polisindeto e per asindeto. Prevale la costruzione paratattica e abbiamo numerose inversioni: spesso il soggetto si trova a fine frase con il verbo.

A livello retorico il testo è ricco di metafore per evitare l’utilizzo di termini di stile basso: schiena, spregiate crete, lari plebei.

Altre figure retoriche presenti sono:

  • la personificazione e ipallage nel termine Borea
  • la sineddoche nel termine capi
  • la metonimia per grano nel termine pane
  • la sinestesia nel termine calda fantasia

La campagna

Campagna nel Settecento
Campagna nel Settecento — Fonte: getty-images

Per Parini la campagna è piacevole, salutare. Il clima è piacevole, la gente è robusta e sana. I contadini sono gente semplice, che si accontenta di quello che ha e che ha rispetto della natura.

Al contrario, la città è sporca, maleodorante e malsana. Qui si possono contrarre malattie causate dalle cattive condizioni igieniche, tutto a causa di chi la abita senza preoccuparsi dell’ambiente e della comunità, ma solo alla propria ricchezza personale.

L’autore descrive un ambiente perfettamente aderente alla realtà. Egli aggiunge maggiore realismo rispetto agli autori passati, sottolineando la dura vita dei campi, ma anche la felicità dei contadini nel veder crescere il proprio raccolto, definendoli vispi e sciolti.

Lo sfruttamento intensivo delle campagne a scopo di lucro, l’alta società milanese caratterizzata da lusso, avarizia e pigrizia, il disprezzo da parte della classe nobile verso il volgo, il non rispetto delle leggi a Milano, sono tutte questioni che Parini riporta perché le vive in prima persona, nel mondo del suo tempo.

Nell’ultima sestina il poeta dichiara l’utilità degli argomenti trattati e l'importanza della lotta contro il degrado, parla dell’inciviltà e di come le riforme debbano essere unite ad una forma poetica piacevole. Parini non è d’accordo con gli Illuministi, che vedevano solo utilità nella poesia e non bellezza: per lui quest'ultima non può essere ridotta a pura prosa ed essere finalizzata esclusivamente a motivi pratici. La ricerca del bello è un motivo costante nell’essere umano.

In questo concetto sta l’incrocio tra Illuminismo, classicismo e sensismo: bisogna adattare la raffinatezza poetica a nuove moderne tematiche. In questo componimento, del resto, il Sensismo è molto accentuato: vengono usati molti aggettivi che richiamano l’uso dei sensi, in particolare la vista e l’olfatto.

Nel componimento Parini fa riferimento ad un tipo di agricoltura ben precisa: si rifà alla fisiocrazia, la dottrina economica di Quesnay, che basa l’economia sull’agricoltura e privilegia il sentimento capitalistico di ogni uomo, avvicinandosi al liberismo di Smit. Per lui l'economia non è regolata da leggi di mercato ben precise, ma si basa sull’iniziativa personale.

Qui, in particolare, l’autore condanna lo sfruttamento eccessivo delle campagne perché ha portato ad un peggioramento nelle condizioni di vita della comunità. È una condanna fondata su principi moralistici.

Approfondimenti

Nell’ode alcuni elementi rimandano ad una cultura tipicamente illuminista. Il primo di questi è l’utilità delle tematiche trattate. Parini invita il cittadino a non inquinare e a non pensare solo a se stesso ma alla comunità.

Nell’illuminismo era frequente usare la poesia come strumento utile alla diffusione di idee nuove. Qui in particolare viene messa in evidenza la lotta contro il degrado e l’inciviltà. È presente anche un richiamo alle dottrine economiche tipiche dell’Illuminismo, specialmente alla fisiocrazia.

È anche evidente una negazione delle civiltà, perché in questo caso il progresso della ha avuto un effetto negativo sugli uomini. Questa presa di posizione dell’autore contro il progresso risiede nel pensiero di J.J. Rousseau.

Parini contrappone alla campagna, vista come mondo incontaminato e sede di valori autentici, la città, simbolo di corruzione e inciviltà. Mette in risalto l’autentica fatica dei contadini, contrapposta all’ozio della maggior parte dei cittadini. Inoltre nell’ultima strofa mette in risalto una particolarità della sua poetica: il miscere utile dulci (ovvero mescolare l’utile al dolce). Per farlo, utilizza la poesia,strumento di diffusione di motivi etici e morali tra le gente.

Oltre a ciò emerge un particolare tono satirico nei confronti dei vizi della società e viene messa in evidenza la poetica sensistica, della quale Parini fa largo uso.

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