La roba di Giovanni Verga, commento alla novella

Di Redazione Studenti.

La roba di Giovanni Verga: commento alla novella dello scrittore siciliano facente parte delle Novelle rusticane. Analisi dell'opera

LA ROBA, COMMENTO

La roba, commento
La roba, commento — Fonte: getty-images

La roba di Verga è una novella raccolta all'interno delle sue Novelle rusticane.

La roba racconta la vicenda di Mazzarò, un uomo che passa dalla condizione di bracciante povero, sfruttato e maltrattato, a quella di ricchissimo latifondista. Con enormi sacrifici fatti di durissimo lavoro e disumane privazioni, con le sue forze fisiche e la sua intelligenza tese soltanto a riscattarsi dalla miseria e a possedere la “roba”, egli diventa padrone di terre immense, uliveti, vigne, mandrie, greggi, fattorie.

Ma la “roba” diventa per Mazzarò la ragione stessa della sua vita, un’ossessione che lo perseguita: non ha tempo per gli affetti né per godersi la sua agiatezza, ma solo per pensare a come accumulare altre ricchezze. Così, quando la morte lo sorprende, ha un moto di ribellione, perché morire significa abbandonare la roba che gli è costata tanta fatica.

LA ROBA, COMMENTO E ANALISI

La novella è divisa in tre macrosequenze:

  1. Descrive Mazzarò e tutta la sua roba: i periodi sono lunghi e si usa molto l’enumerazione per polisindeto che da la sensazione di dilatare lo spazio della terra di Mazzarò; sembra che tutto appartiene a lui anche cose che in realtà non possono appartenere all’uomo.
  2. Descrive come Mazzarò sia riuscito ad accumulare tanta “roba” e come riesce a conservarla.
  3. Descrive la vecchiaia e la morte di Mazzarò.

La struttura del racconto è a intreccio (presenza del flashback). La narrazione è sviluppata attraverso tre fasi: situazione iniziale (1°), esordio (2°), scioglimento (3°). Il momento di massima tensione è nell’ultima sequenza quando Mazzarò si rende conto che la morte sta per giungere e lui non potrà, anche se vuole, portarsi la “roba” con lui.

Il rapporto fra tempo della storia e tempo del racconto non corrisponde dato che il primo è più lungo del secondo.

Lo spazio è ampio, lo sfondo è quello dell’ambiente di vita di Mazzarò.

LA ROBA, COMMENTO AI PERSONAGGI

Il personaggio principale della novella è Mazzarò. verga lo descrive in modo molto dettagliato sia dal punto di vista fisico che psicologico.

  • Caratterizzazione fisica: Egli era un omiciattolo, Di grasso non aveva che la pancia
  • Forza fisica: Quando andava senza scarpe a lavorare la terra, Aveva provato quel che ci vuole a fare i tre tarì della giornata, nel mese di luglio, a star colla schiena curva 14 ore, col soprastante a cavallo dietro, che vi piglia e nerbate se fate di rizzarvi un momento.
  • Caratterizzazione psicologica: Era ricco come un maiale, Non mangiava altro che due soldi di pane, Aveva la testa che era un brillante

LA ROBA: STILE E TEMI

Il narratore è assente dalla storia come personaggio: egli segue la storia senza rendersi visibile. Il narratore è pertanto esterno.

Nella novella Verga fa largo uso del discorso indiretto libero per dare la parola ai personaggi.

Nelle sue scelte lessicali, Verga utilizza un linguaggio parlato che fa riferimento ad animali e proverbi. In questa novella l’uomo è vittima di un destino implacabile che non dà mai tregua alla sofferenza.

Mazzarò è il protagonista assoluto della novella, che si inserisce a pieno titolo nel filone verista e mostra in tutto il racconto un fondo di pessimismo - l’uomo è sempre vittima del destino e non può cambiarlo continuando a soffrire.

L’autore (come in tutte le novelle veriste) rappresenta la realtà in modo oggettivo, senza commentarla o interpretarla; nell’opera deve emergere solo il fatto, così come lo vive il protagonista.

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