La nomenclatura

Di Redazione Studenti.

Spiegazione dei tre tipi di nomenclatura chimica - tradizionale, IUPAC e di Stock - e la nomenclatura dei composti binari e ternari.

NOMENCLATURA

La nomenclatura
La nomenclatura — Fonte: istock

In chimica esistono tre tipi di nomenclatura: la nomenclatura tradizionale, quella IUPAC e la nomenclatura di Stock. La nomenclatura IUPAC (Unione internazionale di chimica pura e applicata) è molto immediata e razionale, cioè rispecchia fedelmente la composizione chimica dei composti, mettendo in evidenza gli atomi da cui è formato. Questi atomi vengono indicati con i prefissi: mono-, di-, tri-, tetra-, penta-, esa-, epta-, octa. La nomenclatura tradizionale si basa sulla distinzione degli elementi in metalli e non metalli. Si avvale inoltre di suffissi quali -oso e -ico per determinare quale n.o. (numero di ossidazione) deve essere assunto. La nomenclatura di Stock prevede l’indicazione del n.o. come numero romano tra parentesi senza l’uso di prefissi. Se il n.o. è unico non si scrive.

I COMPOSTI SENZA OSSIGENO

I composti di ossigeno sono composti binari, cioè formati da due diversi elementi, tra i quali non compare l’ossigeno. Secondo la nomenclatura tradizionale, sono composti senza ossigeno:

  • gli idruri, formati da metallo ed idrogeno che rispondono alla formula generale MeHx e in cui l’ idrogeno ha sempre n.o. uguale a -1;
  • gli idracidi, composti da idrogeno e non metallo, rispondono alla formula generale Hy non-Mex, dove l’idrogeno ha n.o. uguale a +1. Si conoscono i seguenti idracidi: HF o acido fluoridrico, HCl o acido cloridrico, HBr o acido bromidrico, HI o acido iodidrico, H2S o acido solfidrico e HCN o acido cianidrico;
  • i Sali di idracidi, composti da metallo e non metallo, rispondono alla formula generale Mey non-Mex.

I COMPOSTI CHE CONTENGONO OSSIGENO

I composti che contengono ossigeno si dividono in tre classi principali: ossidi, idrossidi e ossoacidi.

  • Gli ossidi sono composti binari, cioè formati da due diversi elementi, uno dei quali è l’ossigeno. La nomenclatura tradizionale li suddivide in tre classi: gli ossidi basici, formati da metallo e ossigeno, rispondenti alla formula generale Me2Ox; i perossidi, contenenti due atomi di ossigeno legati tra loro, il cui N.O. in questo caso è -1; gli ossidi acidi o anidridi, formati da non metallo e ossigeno, rispondenti alla formula non-Me2Oy.
  • Gli idrossidi sono composti ternari, formati da metallo, ossigeno e idrogeno. Rispondono alla formula generale Me (OH)x, dove il gruppo OH ha complessivamente N.O. -1 e si chiama ossidrile o idrossile.
  • Gli ossoacidi sono composti ternari, formati da idrogeno, non metallo ed ossigeno. Rispondono alla formula generale H (non-Me) O. La nomenclatura IUPAC utilizza prefissi come monosso, diosso e triosso per precisare gli atomi di ossigeno presenti. Nella nomenclatura tradizionale, invece, poiché gli ossiacidi si ottengono grazie all’aggiunta di acqua alle anidridi, il nome rispecchia quello della corrispondente anidride. Le anidridi di alcuni non-metalli però hanno la particolarità di poter reagire anche con più di una molecola d’acqua, cioè con due o con tre. Per questo sono stati introdotti dei prefissi da inserire nel nome dell’acido: Anidride + 1H2O à acido meta-...; Anidride + 2H2O à acido piro-...; Anidride + 3H2O à acido orto-...

I SALI

I sali sono composti che derivano dagli acidi (ossoacidi o idracidi) per sostituzione di uno o più H presenti nella molecola. Rispondono alla formula generale Mey (RA)x. Nella nomenclatura IUPAC e di Stock si sostituisce il suffisso -ico con -ato a cui segue il nome del metallo. Se il metallo ha più n.o. accanto al suo nome va precisato tra parentesi, come numero romani, il numero da assumere. Nella nomenclatura tradizionale i sali possono essere:

  • neutri, quanto la sostituzione degli H dell’acido con il metallo è totale;
  • monoacidi, biacidi, triacidi, ecc... quando la sostituzione degli atomi di H è parziale.

Il gruppo atomico che resta dopo aver tolto i necessari atomi di H viene detto residuo acido RA. Assume il numero di ossidazione pari al valore del numero di H tolti. Il nome del sale, come già detto, deriva dal nome dell’acido corrispondente secondo lo schema che segue:

Fonte: redazione

Per formare un sale bisogna: formare l’anidride corrispondente, aggiungendo al non metallo l’ossigeno e scambiando le valenze. Si ricava poi l’acido corrispondente, aggiungendo all’anidride tante molecole di H2O quante ne indica il nome del composto. Infine, per formare il sale si scrivono l’acido e il metallo con la sua valenza. Alla fine della reazione, il metallo assumerà la valenza degli atomi di idrogeno sostituiti, mentre il residuo acido assume la valenza del metallo.