La musica dell'800: il melodramma e Verdi

Di Redazione Studenti.

Riassunto sulla musica dell’800: caratteristiche del melodramma romantico e vita e opere del compositore Giuseppe Verdi

LA MUSICA DELL’800

La musica dell'800: il melodramma e Verdi
La musica dell'800: il melodramma e Verdi — Fonte: getty-images

Con la costruzione di teatri nella città, tra l’Ottocento e i primi anni del Novecento, la musica si diffuse tra i ceti popolari.

In Italia la musica strumentale ebbe poco successo e, tranne qualche eccezione, la maggior parte dei musicisti trovò impiego all’estero.

In Italia l’800 fu il secolo del melodramma grazie a Rossini, Bellini, Donizetti e soprattutto a Verdi. Rossini si ispirava ancora alla musica settecentesca, mentre Bellini e Donizetti avevano un’ispirazione più romantica.

Giuseppe Verdi intraprese una via più autonoma che lo portò a raggiungere le vette più alte del genere del melodramma italiano: diede maggior equilibrio alle varie parti, che risultarono più coerenti alla realtà.

In Francia il gusto musicale del pubblico si evolse in maniera graduale: nei primi anni dell’Ottocento ebbero molto successo i musicisti italiani ma intorno al 1830 si diffuse la Grand-Opéra, un tipo di melodramma che aveva soggetti storici.

Si narrava di sentimenti, passioni con balletti e con molti cambi di scena. Un altro genero operistico francese, molto amato dal pubblico, fu l’Opéra-comique: leggero, adatto al divertimento e disimpegnato.

Andando più avanti, nella metà dell’Ottocento, si affermò il Dramma lirico: in questo caso i soggetti erano spesso tratti da capolavori della letteratura antica; modificati nel linguaggio per renderlo accessibile anche al pubblico dei ceti medi.

Lo stile musicale era meno complesso, più melodico; le vicende erano per lo più sentimentali ed a lieto fine. L’Italia, nonostante il poco successo, ebbe nelle mani un vero tesoro della musica: Giuseppe Verdi.

MUSICA DELL’800: GIUSEPPE VERDI

Giuseppe Verdi, figlio di Carlo e Luigina Uttini, nacque nel 1813 a Roncolo, fazione di Busseto (Parma); fu registrato negli atti comunali come Joseph-Fortunin François.

A soli otto anni, quando gli altri bambini desideravano solo giocare, il piccolo Giuseppe aveva un unico grande sogno: possedere una spinetta, strumento simile all’attuale pianoforte.

Ciò che più appare straordinario è che il giovane, non solo suonava molto bene, ma cominciava già a comporre bellissima musica. Nel 1831 si recò a Milano per iscriversi al Conservatorio, ma fu respinto all’esame di ammissione.

A soli 22 anni compose il suo primo melodramma: Oberto Conte di San Bonifacio che fu rappresentato quattro anni dopo alla Scala, nello stesso anno in cui il musicista si trasferì a Milano insieme alla sua famiglia.

Nel 1836 si sposò con Margherita Barezzi, da cui ebbe due figli: Virgina, morta ancor prima del trasferimento a Milano, e Icilio.

La sua successiva opera fu il Nabucco, composta nel 1842; siamo nell’epoca in cui gli italiani lottano per liberarsi dalla dominazione austriaca.

Proprio con quest’ultima composizione, Verdi ha voluto musicare un’opera che interpretasse il sentimento di amor di patria del popolo italiano.

Giuseppe Verdi venne così chiamato il musicista del risorgimento italiano e il suo nome venne utilizzato nelle manifestazioni patriottiche.

Qualche osservatore attento ha notato che il grido “W Verdi” è l’acrostico di “W Vittorio Emanuele Re D’Italia”. Così, con il pretesto di inneggiare al grande musicista, i patrioti italiani poterono esprimere il loro grande amor patrio senza destare sospetti tra gli austriaci.

Sul finire del 1839 un serie d tragedie familiari colpirono il musicista: morirono prima il secondogenito Icilio e poi, ad un anno di distanza, la moglie Margherita.

Nel 1859, dopo 10 anni di convivenza, Verdi convolò a nozze segrete con Giuseppina Stroppani. Nel 1871, in occasione delle celebrazioni per l’inaugurazione del canale di Suez tenutesi al Cairo, Verdi compose l’Aida.

I componimenti di Verdi appaiono come il prodotto di una sintesi che non ha mai sacrificato la qualità della musica, ma che anzi ha scoperto la pura forma musicale.

Il compositore riuscì gradualmente a rapportare testo e musica grazie ad un’orchestrazione che descrive gli ambienti e le sensazioni in modo meno bandistico, più delicato. A 40 anni, Verdi era già un compositore maturo, dominatore del teatro lirico italiano.

All’età di 80 anni, Verdi componeva ancora, tanto che aveva all’attivo più di 30 opere. Trascorse gli ultimi anni della sua vita a Villanuova, nel piacentino, dedicandosi a opere di bene.

Morì a 88 anni e la sua salma venne deposta nella cripta della casa di riposo da lui fondata.