La magistratura: riassunto

Di Redazione Studenti.

La magistratura: riassunto. Definizione, potere e funzioni della magistratura italiana, cos’è il processo penale e civile e il CSM

La magistratura italiana: riassunto

La magistratura italiana: riassunto
La magistratura italiana: riassunto — Fonte: getty-images

La Magistratura è un organo costituzionale composto dall’insieme dei giudici a cui è affidata la funzione giurisdizionale, ovvero l’applicazione delle norme giuridiche.

Applica la regola generale ad un caso concreto e decide come deve essere risolta una situazione giuridica attraverso l’emanazione di una sentenza, cioè una decisione che è obbligatoria per i destinatari.

I principi che assicurano l’imparzialità e l’indipendenza della Magistratura e i principi diretti a disciplinare il funzionamento dell’attività giurisdizionale sono:

  • l’eguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge, senza alcuna distinzione;
  • l’assunzione dei giudici avviene tramite concorso pubblico, riservato ai laureati in giurisprudenza, con una selezione dei candidati con criterio di scelta trasparente;
  • l’indipendenza dei magistrati avviene secondo: l’assenza di gerarchia tra magistrati (nessun giudice può imporre ad un altro giudice) e i giudici non possono essere trasferiti dalla loro sede senza il loro consenso per evitare che sia bloccata un’inchiesta a seguito del trasferimento forzato del giudice (art. 107 Cost.); la carriera dei giudici è sottoposta alla valutazione di un organismo indipendente, il Consiglio Superiore della Magistratura (art. 104 Cost.);
  • l’imparzialità viene assicurata con l’obbligo per i giudici di astenersi dai processi dai processi nei quali abbiano interessi relativi all’esito della controversia.

Il giusto processo (art. 111 Cost.)

L’art. 111 Cost. riguardava l’obbligo di motivazione dei provvedimenti giurisdizionali e la facoltà di impugnazione dei provvedimenti restrittivi della libertà personale.

In seguito ad una riforma, a tali principi vennero aggiunti quelli noti come “principi del giusto processo” (incentrato sul contraddittorio delle due parti, in condizioni di parità, sottoposto alla decisione di un giudice imparziale).

I principi del giusto processo:

  • sostanziale;
  • processuale;
  • ordinamentale.

I principali diritti sul giusto processo accusatorio:

  • indipendenza e imparzialità dei giudici;
  • la parità delle parti davanti al giudice;
  • la formazione della prova mediante il contraddittorio fra le parti;
  • la durata del procedimento a carico dell’imputato e dell’indagato.

La Costituzione stabilisce che tutti i provvedimenti del giudici devono essere motivati.

Qualora la motivazione non è ritenuta corretta dai destinatari della sentenza, è presente il doppio grado della giurisdizione, dove le parti possono chiedere di far riesaminare il caso da un giudice diverso da quello precedente.

L’attività giurisdizionale è divisa in tre settori: civile, penale e amministrativo.

Il processo

Il processo è la procedura durante la quale le parti interessate e il giudice cercano di ricostruire lo svolgimento dei fatti e di individuare le norme giuridiche da applicare al caso in esame; il processo si conclude con una sentenza che è vincolante per le parti.

Per quanto riguarda i tempi, in Italia spesso sono molto lunghi, a volte sono necessari diversi anni.

Il processo civile

Il processo civile riguarda le controversie che sorgono tra privati.

Si attiva su un’iniziativa di una parte (istanza), si avvia (atto di citazione), la parte che intende procedere in giudizio (attore) cita in giudizio un’altra parte (convenuto) davanti al giudice.

L’atto di citazione viene consegnato al convenuto: questi può decidere se costituirsi in giudizio o non costituirsi in giudizio (contumace); il processo continuerà ugualmente anche in sua assenza. Le parti si incontrano davanti al giudice (udienza) nel palazzo di giustizia.

Nella prima udienza il giudice cerca di mettere d’accordo le due parti (tentativo di conciliazione). Se riesce, il processo è concluso, altrimenti continua attraverso udienze successive, dove le parti precisano le argomentazioni, presentano documenti o chiedono di sentire testimoni.

Dopodiché il giudice emana una sentenza che deve essere adeguatamente motivata e rispettata. Se la sentenza non è condivisa da una o entrambe le parti, possono chiedere il riesame ad un altro giudice.

La competenza. La competenza del giudice dipende dal valore della causa e dal tipo di materia (oggetto della controversia).

Il processo penale

Il processo penale è finalizzato a punire i colpevoli di un reato, applicando le sanzioni previste dalla legge.

È il pubblico ministero che è obbligato a procedere nei confronti dei presunti colpevoli, qualora fosse a conoscenza di un reato: qualsiasi azione commessa da un soggetto in violazione di una norma che preveda una sanzione penale.

L’azione penale inizia in seguito ad una notizia di reato, che può essere un rapporto di polizia o una denuncia fatta da un cittadino.

Quando il PM è a conoscenza del reato, deve obbligatoriamente procedere a individuare il presunto responsabile.

Il PM incarica la polizia giudiziaria di fare alcune indagini sull’indiziato, dopodiché è previsto che questi siano informati attraverso l’avviso di garanzia.

Sulla base delle prove raccolte, il PM può decidere di archiviare il caso o di attivare il processo penale che si svolgerà poi davanti all’autorità giudiziaria.

Il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM)

La Costituzione ha stabilito un organo autonomo e indipendente detto Consiglio Superiore della Magistratura (CSM).

È un organo composto da 24 membri di nomina elettiva e 3 che ne fanno parte di diritto.

  • 24: di cui 16 eletti dai giudici e 8 eletti dal parlamento;
  • 3: Primo Presidente, Procura della Cassazione e Presidente della Repubblica (che presiede il CSM).