La luna: tesina terza media

Di Redazione Studenti.

La luna: tesina terza media svolta. Collegamenti con scienze, tecnologia, letteratura italiana, storia, arte, musica, ed.fisica e geografia.

La luna, tesina terza media: introduzione

La luna: tesina di terza media
La luna: tesina di terza media — Fonte: istock

Da sempre la Luna è l’incontro di concetti filosofici che ci forniscono una definizione di essa irraggiungibile e surreale. Dall’antichità ad oggi ha costituito un elemento fondamentale nella mitologia e nella religione, per divenire simbolo di adorazione e simboleggiare lo scorrere del tempo. La Luna è stata oggetto di studio sin dalla nascita dell’astronomia, portando con se una falsa immagine della sua figura. Si credeva, infatti, che la luna fosse abitata e disponesse di atmosfera. Oggi, come in passato, la ritroviamo in tutti i campi culturali: musica, letteratura e arte.

Scienze: La Luna e la sua composizione

La Luna è l’unico satellite naturale della Terra e dista dal nostro pianeta circa 384.400 km. Ruota intorno a se stessa e intorno alla Terra in 27 giorni e 8 ore circa; compie quindi, un giro completo intorno al suo asse e una rivoluzione completa attorno alla Terra nello stesso lasso di tempo. Ed è per questo che ci mostra sempre la stessa faccia. La Luna manca completamente di atmosfera. La sua temperatura passa dai 130 °C nelle regioni illuminate dal Sole, ai -150 °C in quelle all’ombra. Il suo suolo è desertico, formato da vaste pianure, dette mari, da enormi crateri che presentano notevoli dislivelli tra il bordo e il fondo (fino a 7km), e catene montuose, visibili anche dalla Terra. La composizione del terreno risulta simile a quella terrestre, anche se sono presenti in abbondanza rocce che sulla Terra sono invece molto rare. La Luna ha una massa circa 80 volte inferiore a quella terrestre, mentre la sua gravità è ridotta a 1/6 di quella della Terra. Ciò significa che un ragazzo che sulla Terra pesa 36 kg, sulla Luna ne peserebbe solo 6.

Per quanto riguarda la sua formazione, gli scienziati avanzano tre ipotesi:

  1. Ipotesi del distacco. Una porzione della Terra si sarebbe staccata, dando così origine al nostro satellite.
  2. Ipotesi della cattura. La Luna si sarebbe formata indipendentemente dalla Terra e successivamente catturata dalla forza gravitazionale.
  3. Ipotesi dell’aggregazione. Alcuni materiali che orbitavano intorno alla Terra si sarebbero aggregati dando origine alla Luna.

Poiché è certo che la Luna abbia la stessa età della Terra, l’ipotesi più accreditata è quella dell’aggregazione. Come abbiamo detto, la Luna ruota intorno al proprio asse (moto di rotazione) e contemporaneamente attorno alla Terra, descrivendo un’orbita ellittica. Ciò fa sì che la distanza della Luna dalla Terra non sia sempre la stessa. Il punto in cui questa distanza è minima viene detto perigeo, il punto in cui è massima apogeo. Abbiamo anche notato che il periodo di rotazione e rivoluzione sono uguali, esattamente 27 giorni, 7 ore e 43 minuti. Tale periodo viene detto mese sidereo e rappresenta il tempo necessario per far sì che la Luna ritorni nella stessa posizione rispetto alle stelle. Affinché riprenda, invece, la stessa posizione rispetto alla Terra, impiega più tempo, esattamente 29 giorni, 12 ore e 44 minuti. Tale periodo è detto mese sinodico o lunare.

Durante il mese lunare, la Luna non è sempre visibile allo stesso modo, cambiano le dimensioni della sua parte illuminata dal Sole, e quindi quella a noi visibile. Questi aspetti prendono il nome di fasi lunari e durano all’incirca una settimana ciascuno:

  • Luna nuova o novilunio. La Luna si trova tra la Terra e il Sole e non è visibile, poiché la sua faccia illuminata è quella opposta alla Terra.
  • Primo quarto. La Luna si trova a 90° rispetto al Sole ed è visibile soltanto metà della sua parte rivolta verso la Terra.
  • Luna piena o plenilunio. La Luna si trova allineata alla Terra e al Sole, ma esterna rispetto alla Terra. Il sole illumina completamente la sua faccia rivolta alla Terra, per cui appare intera appare intera sulla volta celeste.
  • Ultimo quarto. La Luna si ritrova tra la Terra e il Sole, che ne illumina circa metà faccia.

La Terra e la Luna sono entrambi corpi opachi e proiettano, quindi, la loro ombra dalla parte opposta a quella illuminata. Ciò fa sì che tutte le volte che Terra, Luna e Sole sono perfettamente allineati, l’ombra della Terra copre la Luna o viceversa. Si ha un’eclissi di Luna quando la Luna, in fase di plenilunio viene oscurata dall’ombra terrestre. In base alla distanza Terra-Luna e alla lunghezza del cono d’ombra, la Luna può trovarsi completamente o parzialmente oscurata (eclissi totale o parziale).

Il magnetismo e le maree

In fisica e nel magnetismo, un campo magnetico è un campo di forze generate nello spazio da una carica elettrica o un campo elettrico. Il campo magnetico della Luna è molto debole rispetto a quello terrestre e non ha effetti sulla Terra. La sua unica influenza è di tipo gravitazionale. L’attrazione della Luna, combinata a quella del Sole, genera variazioni periodiche del livello dei mari (maree oceaniche). Quando ci si trova nelle fasi di luna nuova o luna piena, i tre corpi, Sole, Terra e Luna, sono perfettamente allineati. Le azioni combinate di Sole e Luna, determinano una marea più alta. Al contrario, durante il primo e il secondo quarto, quando si è in fase di quadratura, si hanno maree di minore entità, dette anche maree di quadratura. Le maree di massima ampiezza, sono dette maree vive, quelle più deboli, maree morte.

L’influenza della Luna sull’attività vulcanica

Da decenni alcuni studiosi hanno rilevato numerose correlazioni tra fenomeni vulcanici e astronomici. Dalle analisi sismiche del Vesuvio nel 1944, emerge che gli andamenti armonici lunghi erano collegati ai fenomeni di marea dovuti alla gravitazione lunare, mentre le oscillazioni a periodo corto sono attribuite alle oscillazioni della colonna magmatica.

Hamilton, determinò che la frequenza e l’intensità delle eruzioni vulcaniche sono correlate ai cicli mareali. Alcuni suoi studi hanno provato che, nel secolo scorso, le eruzioni sono avvenute in un arco limitato di valori legati alle maree tropicali. I risultati ottenuti dalle analisi confermarono la tesi secondo cui la gravitazione lunisolare è una concausa dell’innesco dei fenomeni vulcanici e sismici.

Tecnologia: la conquista dello Spazio

L’era spaziale ebbe inizio nel 1957, con il primo satellite della Terra lanciato in orbita dall’Unione Sovietica, lo Sputnik 1. Con il termine satellite terrestre si intende qualsiasi oggetto di origine artificiale posto intorno alla Terra o altri corpi celesti. Per entrare in orbita i satelliti vengono lanciati da un razzo vettore, che li trasporta ad un’altezza superiore ai 130 km e imprime loro una velocità tale da contrastare la forza di gravità della Terra, mantenendoli così in posizione. Tuttavia, l’uomo non poteva lasciare l’esplorazione del cosmo alle sole macchine. Parallelamente a quella delle macchine, nel corso degli anni '60, si è sviluppata la tecnologia dei voli spaziali. Ancora una volta furono i sovietici ad arrivare primi. Il 12 Aprile 1961 il colonnello dell’aereonautica Yuri Gagarin fu il primo uomo a compiere un giro completo intorno alla Terra a bordo nella navicella Vostok 1.

La Vostok era una navicella ancora rudimentale, trasportata nello spazio da un razzo vettore destinato a distruggersi una volta liberati il veicolo con il suo passeggero nell’orbita terrestre. Una tecnologia simile venne adoperata dall’Apollo 11, navicella che portò, nel 1969, gli astronauti Neil Armstrong e Edwin Aldrin a camminare sulla Luna. Oggi, i vettori non vengono più utillizzati. Già intorno al 1959 l’ente spaziale americano, la NASA, iniziò a lavorare al progetto “Space Shuttle”, veicoli spaziali tuttora utilizzati.

Letteratura: Decadentismo

In Ciaula scopre la luna del 1907 di Luigi Pirandello vediamo come un fenomeno naturale, quale la Luna, riesca a commuovere Ciàula, lavoratore in una miniera siciliana. Questo racconto viene collocato nel Decadentismo. In questo periodo si creano nuovi regimi basati sulla differenza di razza e nazione, che mettono in crisi i grandi ideali di uguaglianza di fine '800. Gli intellettuali si sentono estranei alla propria epoca e ne avvertono la decadenza. Nasce così un nuovo movimento artistico-letterario che prende il nome di Decadentismo.

Il Decadentismo nasce in Francia nel 1880 e si diffonde ben presto in tutta Europa. I suoi caratteri fondamentali sono:

  • la mancanza di fiducia nella ragione e nella scienza;
  • l'solamento rispetto alla società circostante;
  • l'esaltazione della propria individualità;
  • il senso di crisi e angoscia di cui vengono pervasi i poeti.

L’esigenza di esprimere queste nuove concezioni apporta significativi cambiamenti al modo di scrivere. Per i decadentisti, il poeta è considerato veggente, colui che riesce a cogliere il significato nascosto della realtà. Ne deriva che le parole poetiche non hanno più peso e i versi vengono svincolati da ogni regola metrica. Gli autori più significativi del Decadentismo italiano sono: Giovanni Pascoli, Gabriele D’Annunzio, Italo Svevo e Luigi Pirandello.

Luigi Pirandello
Luigi Pirandello — Fonte: getty-images

Luigi Pirandello

Luigi Pirandello nacque ad Agrigento nel 1867. Frequentò le Università di Palermo e di Roma e si laureò in Lettere a Bonn, in Germania. Tornato in Italia si stabilì a Roma, dove si dedicò alla sua attività di docente universitario. Intanto dovette affrontare una grave crisi economica familiare; per di più in quel periodo la moglie fu colpita da una grave malattia mentale. Continuò a scrivere e dal 1915 si dedicò soprattutto al teatro. Nel 1925 formò la compagnia Teatro dell’Arte di Roma, di cui assunse la direzione artistica. Nel 1934 gli fu conferito il premio Nobel per la Letteratura, premio istituito dal chimico Svedese Alfred Bernhard Nobel, che viene consegnato ogni anno il 10 Dicembre a Stoccolma. Il premio Nobel per la Letteratura equivale alla corona d’alloro che veniva data ai poeti dell’antica Roma. Nell’assegnarlo la giuria tiene conto delle qualità di scrittura, lingua e stile del premiato, ma anche del suo impegno civile. Luigi Pirandello morì a Roma nel 1936.

La sua produzione è incentrata sul contrasto tra realtà e apparenza. Egli si sofferma sugli stati d’animo dei personaggi e indaga le motivazioni che spingono gli uomini a reagire. Tra le sue opere ricordiamo: Novelle per un anno (raccolta di tutte le novelle), Il fu Mattia Pascal, Uno, nessuno e centomila (romanzi che riflettono la sua concezione della vita), Maschere nude (raccolta in due volumi di tutte le opere teatrali.

Secondo la sua concezione, il dramma dell’uomo nasce dall’impossibilità di conoscere con certezza la realtà, perché essa è sfuggente. Anzi, l’uomo non conosce neppure se stesso, in quanto cambia di volta in volta, in base a ciò che gli altri vogliono che sia e, generalmente, l’uomo accetta di vivere in questa società, nascondendosi dietro false maschere. Per quanto riguarda il linguaggio, utilizza per lo più versi in prosa, per sottolineare la drammaticità della situazione.

Ciàula scopre la luna

Ciàula scopre la Luna fa parte della raccolta Novelle per un anno e venne pubblicata per la prima volta nel 1907.

Riassunto. Una sera Cacciagallina, controllore dei minatori, vuole far restare i lavoratori per finire il carico di quel giorno, ma nessuno lo ascolta. Gli unici a rimanere sono Zi Scarda e il suo caruso Ciàula, che ubbidisce di malavoglia. Il problema di Ciàula, non é il buio della miniera, ma egli è intimorito dal buio della notte, della quale non conosce niente. Il suo timore iniziò quando nella miniera scoppiò una mina (che aveva ucciso il figlio di Zi Scarda e aveva fatto perdere a quest'ultimo un occhio). Per la paura dello scoppio Ciàula si era rifugiato in un anfratto noto solo a lui, ed entrandoci aveva rotto la sua lanterna. Restò in quella grotta per un tempo indeterminato e, per trovare l'uscita nella miniera, non aveva avuto paura. Il timore lo aveva assalito quando si era ritrovato solo, nel buio della notte, senza riuscire a vedere ciò che lo circondava. Quella notte Ciàula, impaurito dal buio che avrebbe trovato fuori, trasportava un sacco pieno di zolfo. Quando arriva in prossimità degli ultimi scalini, si accorge con grande stupore di essere circondato da una luce simile a quella del sole. Sbalordito, lascia cadere il sacco dalle spalle e apre le mani nere verso la fonte di luce, la luna. Ciàula sapeva dell'esistenza della luna, ma non si era mai soffermato ad osservarla. Si sedette sul sacco e cominciò a piangere per la dolcezza che sentiva dentro.

Nella prospettiva pirandelliana, anche le manifestazioni del tutto abituali della natura possono causare strane reazioni nella psicologia di alcune persone. La luce lunare, da sempre sfondo suggestivo delle vicende sentimentali è, anche per Ciàula, che ha sempre temuto il buio della notte, un momento di scoperta della bellezza naturale.

5. Storia: Guerra Fredda e corsa all’allunaggio

La corsa allo spazio e quindi all’allunaggio è un aspetto della Guerra Fredda tra USA e URSS. I due blocchi si sfidarono a lanciare missili e satelliti nel periodo che va dal 1957 al 1975. La Seconda Guerra Mondiale era finita con la sconfitta dei tedeschi a Stalingrado, ora bisognava ricostruire ciò che era andato distrutto. I capi delle potenze vincitrici (USA, URSS e Gran Bretagna) si erano incontrati a Yalta prima della fine del conflitto. In quella occasione venne stabilito di creare l’Organizzazione delle Nazioni Unite, che venne costituita a San Francisco nel 1945 da 51 Stati. Conclusa la guerra in Europa, le stesse potenze vincitrici la divisero in due zone d’influenza: una sovietica, l’altra americana.

  • La Germania veniva invece divisa in quattro zone d’occupazione, assegnate a USA, URSS, Inghilterra e Francia. Berlino, posta al centro, veniva a sua volta divisa in quattro parti.
  • La Polonia, invece, aveva ottenuto alcuni territori della Germania, ma aveva perso territori a vantaggio della Russia.
  • L’URSS, al contrario veniva notevolmente ingrandita.

Tali cambiamenti determinarono enormi spostamenti di persone. Il mondo era ormai dominato dai due grandi vincitori della guerra. Ben presto le due potenze entrarono in conflitto per ottenere dominio dell’Europa. Ormai era chiaro che l’alleanza, nata per combattere un nemico comune, si era rotta una volta sconfitto il nazismo. Non era più possibile nessuna collaborazione tra i due stati, date le loro concezioni della politica completamente diverse.

  • Gli Stati Uniti erano una democrazia basata sul pluralismo politico, con un’economia capitalista dove le aziende sono gestite da privati.
  • L’Unione Sovietica era un sistema fondato sul partito unico, con un’economia rigidamente diretta e pianificata.
  • Mentre l’obbiettivo di Stalin era imporre il controllo Sovietico sull’Europa, il presidente americano Truman si occupava di contenere l’espansione comunista.

Queste esigenze contrapposte segnarono l’inizio della Guerra Fredda, espressione che indica un contrasto che non ha mai portato ad uno scontro diretto. I governi comunisti andarono al potere in Europa orientale, e l’URSS, decisa ad ampliare il suo predominio, formò il blocco sovietico. Le sue frontiere costituivano una barriera che attraversava l’Europa da Nord a Sud, ed era tanto impenetrabile da essere chiamata “Cortina di ferro”.

Per favorire la ripresa dei Paesi europei fortemente danneggiati dal conflitto e per evitare che questa situazione favorisse l’espansione del comunismo, gli Stati Uniti vararono il piano Marshall, un piano di aiuti per la ricostruzione economica. Quest’ultimo diede rapidamente risultati straordinari, permettendo ai Paesi dell’Europa occidentale di ricostruire e modernizzare il loro sistema economico e industriale. La prima grave crisi della Guerra Fredda si verificò in Germania quando, nel 1948, le potenze occidentali unificarono le tre zone da loro occupate e l’URSS, rivendicando diritti su tutta la città, bloccò le vie di comunicazione che collegavano la città alla Germania occidentale. La crisi portò così alla formazione di due Stati: la Repubblica Federale tedesca a ovest e la Repubblica democratica tedesca ad est. Questa divisione portò al Patto Atlantico che impegnava gli USA ad intervenire con le proprie forze in difesa di un alleato aggredito. A questo si contrapponeva, però, il Patto di Varsavia, l’alleanza militare dei Paesi comunisti. Il conflitto delle due superpotenze coinvolse tutto il mondo  e uno dei principali scontri si ebbe con la Guerra di Corea. Quando, in passato questo paese aveva ottenuto l’indipendenza, venne diviso in Repubblica popolare di Corea al Nord e Repubblica di Corea al Sud. Nessuno dei due governi era disposto ad accettare definitivamente la divisione del paese e la Corea del Nord attaccò la Corea del Sud. Dopo tre anni di guerra e un milione di morti, la pace riconfermò la divisione della Corea e i confini precedenti.

La Cina, alleata con Stati Uniti e Unione Sovietica durante la Seconda Guerra Mondiale, era divisa in due forze principali: il partito nazionalista e quello comunista, alleati per combattere il nemico giapponese. La fine della guerra segnò la ripresa del conflitto tra queste due forze, la prima sostenuta dagli Americani, la seconda dai Russi. Quando i comunisti, guidati da Mao entrarono a Pechino, i nazionalisti vennero sconfitti e si rifugiarono nell’isola di Formosa, oggi Taiwan. Da allora vi furono due Stati cinesi: Repubblica popolare cinese e Repubblica di Cina.

Mao si ritrovò a governare il Paese più popoloso al mondo, ma anche i più povero. Assistito dall’Unione Sovietica egli avviò lo sviluppo agricolo e industriale del Paese, seguendo il modello di quello Sovietico. La creazione dei due blocchi ebbe come conseguenza la corsa agli armamenti nucleari. Nel 1949 l’Unione Sovietica sperimentò con successo la bomba atomica; tre anni più tardi gli Americani lanciano nel Pacifico il primo esemplare di bomba all’idrogeno, tecnologia raggiunta dall’URSS nel 1957. Da quel momento il mondo visse nella paura che qualche incidente o crisi internazionale potesse sfociare in un conflitto nucleare. La morte improvvisa di Stalin, nel 1953, mutò lo scenario internazionale. Salì al governo Nikita Chruscev che diede via alla “destalinizzazione” della società, condannando tutti i crimini e gli orrori del regime di Stalin. Sul piano internazionale, non rinunciò ai territori conquistati e continuò l’opera di Stalin. Tuttavia, affermò il principio della coesistenza pacifica tra i due blocchi e contribuì a cambiare in meglio la situazione della guerra fredda.

Questo processo di distensione era lento e discontinuo, e la fase più contraddittoria fu quella in cui Chruscev ebbe come rivale John Kennedy. Ancora una volta si verificò una crisi a Berlino, dove in una notte del 1961, i Tedeschi dell’Est circondarono con un muro Berlino Ovest. Due mesi dopo, Americani e Sovietici, giunsero a confrontarsi con i carri armati, ma prevalse il buon senso e da entrambe le parti fu dato l’ordine di ritirarsi.

La crisi più grave ebbe luogo a Cuba dove Fidel Castro, insieme ad Ernesto Che Guevara, aveva instaurato una Repubblica Socialista, ispirata al modello sovietico. Il primo tentativo di rovesciare Castro lo fecero gli Americani, ma non riuscirono nel loro intento. L’anno successivo, degli aerei spia americani sorvolando l’isola scoprirono che i Sovietici avevano costruito delle rampe di lancio per missili offensivi, in grado di colpire le città statunitensi. A quel puto Kennedy, diede l’ordine di intercettare le navi sovietiche che trasportavano i missili verso l’isola. Si evitò lo scontro diretto grazie all’accordo proposto da Chruscev, che prevedeva il ritiro dei missili sovietici in cambio dell’impegno dell’America a non invadere Cuba.

Per evitare la distruzione reciproca, i due leader firmarono una serie di trattati. Proibirono gli esperimenti nucleari nell’atmosfera, nella litosfera e in acqua e installarono un collegamento diretto tra Washington e Mosca, in modo da ridurre il pericolo di guerra per errore, permettendo un negoziato diretto tra i maggiori responsabili. A favore della distensione intervenne anche papa Giovanni XXIII, chiedendo alle grandi potenze militari di rinunciare agli armamenti. Invitava, inoltre, i Paesi ricchi ad assistere quelli in via di sviluppo senza secondi fini.

In quegli anni la sfida fra i due blocchi riguardò anche la conquista dello spazio. Un numero elevatissimo di lanci e missioni diede il via ad una vera e propria gara in cui si misuravano le capacità tecnologiche e economiche delle due superpotenze. Furono i Sovietici a inviare nello spazio il primo satellite della storia, lo Sputnik 1, al quale gli Stati Uniti risposero con l’Explorer 1.

Fu ancora un russo, Jurij Gagarin, a effettuare il primo volo spaziale umano intorno alla Terra, pilotando l’astronave Vostok 1. Fu russa anche la prima donna astronauta, Valentina Tereskova, che compì 48 orbite intorno alla Terra.

Per arrivare per primi alla Luna, gli Stati Uniti diedero vita, nel 1960, al progetto Apollo, sostenuto vigorosamente dal presidente Kennedy. Diversi razzi ruotarono attorno alla Luna senza nessuno a bordo, fino a quando l’americano Neil Armstrong, nel 1969, toccò per la prima volta il suolo lunare. Tutto il mondo seguì in diretta tramite la televisione la passeggiata lunare degli astronauti americani. Si trattennero per circa 22 ore sulla Luna, dove depositarono strumenti scientifici e raccolsero campioni di rocce lunari.

La caduta del muro di Berlino nel 1989, lo sfaldarsi del blocco comunista, la riunificazione della Germania nel 1990 e il crollo dell’URSS segnarono la fine della Guerra Fredda. Si avviava un nuovo quadro internazionale.

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Arte: Il Surrealismo

Il Surrealismo è un movimento culturale molto diffuso nel Novecento. Ha coinvolto tutte le arti visive, ma anche letteratura e cinema. Questa corrente ebbe come principale teorico lo scrittore Andrè Breton che, dopo aver letto “L’interpretazione dei sogni” di Freud, arrivò alla conclusione che il sogno e l’inconscio avevano minimo spazio nella cultura moderna. Decise così di fondare un nuovo movimento culturale in cui questi due elementi avessero un ruolo fondamentale. Nacque così il Surrealismo. Il Surrealismo permette quindi, a quella parte di noi che emerge durante i sogni, di farsi spazio nella vita comune attraverso parole, pensieri o immagini, senza alcun freno. Il Surrealismo ha tre tematiche fondamentali:

  1. Amore, considerato fulcro della vita;
  2. Sogno e follia, gli unici mezzi per combattere la razionalità;
  3. Liberazione dell’individuo dalle convenzioni e dalla staticità sociale.

Salvador Dalì e La persistenza della memoria

Salvador Dalì, La persistenza della memoria
Salvador Dalì, La persistenza della memoria — Fonte: ansa

Uno dei massimi rappresentanti del Surrealismo in Arte fu il pittore, scultore e scrittore spagnolo Salvador Dalì. Dalì era un abile disegnatore tecnico famoso per la suggestività delle sue opere. Sotto l’influenza dei maestri rinascimentali realizzò la sua opera più famosa: La persistenza della memoria (1831). Era un uomo dotato di grande immaginazione, stravagante ed estroverso, capace di attirare sempre l’ attenzione su di sé. Nell’agosto 1929, incontra la sua musa, fonte di ispirazione, che diventerà in seguito sua moglie. Nello stesso anno organizza importanti mostre, diventando pittore surrealista professionista.

La Persistenza della memoria è un dipinto olio su tela esposto per la prima volta nel gennaio 1932 alla mostra dedicata ai surrealisti. La cosa che più colpisce guardando quest’opera è la forte asimmetricità delle figure. Possiamo notare che i colori sono accostati in maniera bizzarra, ritroviamo, infatti, la presenza di colori sia caldi, sia freddi, che scuri. L’idea che i surrealisti vogliono esprimere è di cancellare tutte le regole fisse. Infatti, gli orologi in questo dipinto non hanno forma ben definita e simboleggiano l’elasticità della memoria e del tempo. L’invenzione degli “orologi molli” diventa una chiave della pittura di Dalì. Quest’ultimi mettono in crisi la meccanicità del tempo messa in crisi dalla memoria umana, che del tempo ha una percezione ben diversa. In questo dipinto, i ricordi emergono dall’inconscio, è per questo che gli elementi come la Luna, appaiono deformati.

Musica: Vincenzo Bellini e Casta Diva

L’opera lirica ha affascinato, nel suo percorso, un vasto pubblico: dai nobili alla gente del popolo. Nell’800, e quindi nell’età romantica, i temi trattati sono incentrati su storie d amore passionali e intrica o sui profondi legami patriottici. Una delle opere più celebri e drammatiche dell’opera ottocentesca è la Norma di Vincenzo Bellini. Bellini nacque a Catania nel 1801 da una famiglia di musicisti e studiò presso il Conservatorio di San Sebastiano a Napoli. Dal 1827 al 1833 visse a Milano e successivamente a Londra e Parigi. Nel 1835 una malattia lo colpì all’apice della sua fama e lo condusse alla morte. Con il suo fascino aveva conquistato la gente contemporanea, tanto da guadagnarsi la descrizione di: biondo come il grano, dolce come un angelo, giovane come l’ aurora.

La Norma venne rappresentata per la prima volta il 26 dicembre 1831 alla Scala di Milano. La vicenda è ambientata nella Gallia del dominio Romano e, su questo sfondo storico, emerge Norma, sacerdotessa druida che ha infranto segretamente il voto di castità e ha dato alla luce due figli. Norma si trova in una situazione di conflitto con se stessa e dolorosamente divisa tra più sentimenti. Comprende il senso di dovere nei confronti della propria religione ma non riesce a sfuggire alla passione per Pollione. La sua sofferenza si trasforma in rabbia quando scopre l’amore che l’uomo nutre per Adalgisa, sua amica e confidente. Nel momento in cui Norma può vendicarsi di Pollione si autoaccusa di tradimento e finisce al rogo. Commosso dal coraggio della donna, sente rinascere l’antico amore e decide di morire arso assieme a lei.

Non vi è nessun lieto fine dunque, sebbene la riconciliazione dei due amanti restituisca nobiltà al loro amore. Il primo atto costituisce una vera e propria preghiera che la protagonista rivolge alla luna, durante un rito notturno:

Casta Diva, che inargenti
Queste sacre antiche piante,
a noi volgi il bel sembiante
senza nube e senza vel.
Tempra tu de’ cori ardenti,
tempra ancor lo zelo audace,
spargi in terra quella pace
che regnar tu fai nel ciel.

Educazione Fisica: addestramento astronauti

Durante gli anni ’60 la NASA si impegnò molto per rendere il più realistico possibile l’addestramento degli astronauti destinati alle missioni lunari. Una delle fasi di allenamento più delicate, era senz’altro quella legata alla riproduzione della gravità superficiale del nostro satellite naturale. Tale addestramento poteva essere conseguito in tre modi. Il più realistico era: il volo parabolico, ossia la sospensione dell’astronauta tramite dei cavi, che ne scaricano circa i 5/6 del peso. Questo sistema fu impiegato con molto successo, tanto che fu provato da molte persone, della NASA e non. Tra queste ricordiamo il giornalista Walter Cronkite, noto per aver seguito in modo particolarmente ravvicinato tutte le imprese spaziali americane degli anni ’60.

Geografia: Stati Uniti

Gli Stati Uniti, il primo paese a mandare un uomo sulla Luna, è un grande stato federale situato nell’America Settentrionale. Il suo territorio è per la gran parte pianeggiante, poiché le catene montuose si sviluppano lungo i bordi. Procedendo da Ovest verso Est si trova la Pianura Intermontana, poi la grande Pianura Centrale e infine la Pianura Costiera. Le montagne rocciose dividono il continente in due grandi bacini idrografici: San Lorenzo e Mississippi. A sud, invece, la penisola della Florida delimita il Golfo del Messico. Il clima è temperato e favorevole all’insediamento, più mite sulle coste, continentale nell’area della pianura.

Dal 1989, con il crollo dell’URSS, gli Stati Uniti sono rimasti l’unica superpotenza planetaria. Dall’attentato alle Torri Gemelle l’11 Settembre 2001, hanno scelto di attaccare direttamente Afghanistan e Iraq, Stati considerati colpevoli.

La popolazione è cresciuta notevolmente per via delle ondate migratorie. Sono, infatti presenti nel Paese numerosi gruppi di Irlandesi, Tedeschi, Italiani e Greci, oltre a milioni di Africani, mentre gli ispanici costituiscono il secondo gruppo del Paese. La gran parte degli emigranti era interessata ad integrarsi nel nuovo mondo e la società americana per molto tempo ha costituito un punto d’incontro per le varie etnie. Questa situazione si riflette immediatamente sulla lingua. Oggi il 12% della popolazione americana non utilizza l’inglese come prima lingua, ma il cinese o lo spagnolo. La maggioranza della popolazione è di fede cristiana protestante, il 24% è di fede cattolica, mentre Ebrei e Musulmani costituiscono il 2%.

L’insediamento urbano non è uniforme, ma tende a concentrarsi nelle megalopoli, la più importante è la megalopoli Atlantica, mentre sulla Costa Pacifica vi è la megalopoli Californiana, che unisce San Francisco, Los Angeles e San Diego. La crescita delle megalopoli e l’eccezionale mobilità della popolazione sono favoriti da una rete di trasporti molto efficiente, sviluppata e integrata.

La rete ferroviaria ha garantito la crescita delle industrie. La rete dei fiumi assicura il trasporto di merci a basso costo e l’aeroplano è ormai un mezzo di trasporto molto comune.

L’agricoltura degli USA è la più sviluppata al mondo, ma le produzioni sono largamente maggiori rispetto al fabbisogno della popolazione. Infatti, gli Stati Uniti sono tra i primi al mondo in gran parte delle produzioni, cereali, soia, pomodori, patate, ma anche cotone e lino. Altri fattori favorevoli sono la pesca e l’allevamento di bovini.

L’economia statunitense è inoltre avvantaggiata dalla disponibilità di enormi risorse minerarie e da una fiorente industria meccanica e automobilistica.

Gli USA hanno sempre organizzato e sviluppato al massimo la ricerca scientifica in tutti i campi e possono contare su un’affermata supremazia politica. Nonostante il Paese sia un gigante dell’industria deve comunque affrontare la concorrenza delle potenze emergenti, sia nelle produzioni di base, che in quelle avanzate.