La globalizzazione

Di Redazione Studenti.

Cos’è la globalizzazione? Che significa globalizzazione culturale? Scopri il significato e le caratteristiche del termine “globalizzazione”

GLOBALIZZAZIONE, STORIA

La globalizzazione: storia, significato e caratteristiche
La globalizzazione: storia, significato e caratteristiche — Fonte: istock

Nella politica internazionale il crollo dell'Urss ha segnato una cesura storica, aprendo uno scenario profondamente nuovo, sul piano economico, sociale e culturale. Nell’ultima parte del Novecento, tuttavia, il termine che più di ogni altro riassume i cambiamenti avvenuti da ogni punto di vista è "globalizzazione".

Globalizzazione indica che tutti i processi decisivi nei campi economici e tecnologici avvengono ormai su scala mondiale e con un altissimo grado di interdipendenza reciproca: ogni punto della grande rete mondiale della produzione e dello scambio risente di quanto accade a livello mondiale.

L'internazionalizzazione dell'economia, cioè la dilatazione dei commerci per volume ed estensione geografica, è un fenomeno storico che risale addirittura al XVI secolo. Ma negli ultimi decenni si è enormemente intensificata, soprattutto a causa dell’avvento di Internet che ha accelerato enormemente i flussi di informazione, che un tempo viaggiavano su canali e a velocità completamente diversi.  

LA GLOBALIZZAZIONE COMMERCIALE

Un primo aspetto della globalizzazione è la dilatazione degli scambi commerciali, dovuta ai progressi nelle comunicazioni e alle politiche di liberalizzazione seguite a livello mondiale sia dai singoli stati, sia da grandi organizzazioni come il Wto (l'organizzazione mondiale del commercio).

Le politiche di liberalizzazione hanno comportato un forte abbattimento delle barriere doganali e la nascita di grandi aree di libero mercato, come quella, ad esempio, del mercato unico europeo.

Naturalmente, la crescita degli scambi commerciali a livello mondiale, riguardando sia beni che servizi, ha implicato una forte omologazione dei consumi e degli stili di vita. Solo un grande mercato mondiale che produce e consuma gli stessi beni e servizi può sostenere la crescita del volume degli scambi. A tale proposito, è stata rilevante l’estensione a livello mondiale di un’economia capitalistica, persino in quei regimi socialisti che l’avevano rifiutata così a lungo.

LA DELOCALIZZAZIONE

Se da un lato c’è la globalizzazione commerciale, però, dall’altro prende piede una globalizzazione produttiva, che risponde più semplicemente al termine delocalizzazione. In altre parole, molte grandi imprese occidentali, rispondendo a una necessità di risparmio e ottimizzazione, hanno iniziato a trasferire le produzioni in paesi del Terzo Mondo, spesso accompagnando questi trasferimenti con strategie di riduzione del personale.

Protagoniste di tale fenomeno sono le cosiddette imprese transnazionali, che producono i loro prodotti dislocando in diverse parti del globo le varie fasi della loro catena produttiva, dalla progettazione alla produzione di componenti, fino all'assemblaggio o al controllo. La gestione telematica e in tempo reale dei processi ha enormemente semplificato questa gestione.

LA GLOBALIZZAZIONE FINANZIARIA

Infine, esiste anche una globalizzazione bche riguarda la crescita dei capitali a livello mondiale, sia per investimenti che per speculazioni, acquisto e vendita di titoli e valute sulle borse mondiali.

Se dal punto di vista tecnico la globalizzazione finanziaria è un prodotto dello sviluppo delle telecomunicazioni, dal punto di vista economico-politico è piuttosto il risultato dei provvedimenti di liberalizzazione finanziaria, che consente un alto numero di movimenti di capitali da e per l’estero, introdotti da molti governi per attrarre investitori.

LA TERZA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE E LA NEW ECONOMY

È impossibile separare il concetto di globbalizzazione dalla rivoluzione informatica di questi decenni, al punto che si parla di Terza rivoluzione industriale. Non solo infatti tutte le grandi innovazioni del nostro tempo – dai robot agli smartphone –  sono ricollegabili allo sviluppo di una tecnologia e di un settore che ha portato il personal computer in ogni ufficio e quasi in ogni casa, ma internet ha nei fatti dato avvio a una modalità di accesso all'informazione di comunicazione e di scambio di dimensioni planetarie.

La forza e la rapidità di questa innovazione sono state tali che nella seconda metà degli anni novanta sembrava che la nuova economia legata all'informatica, alle telecomunicazioni, alle reti telematiche e del commercio elettronico – la cosiddetta new economy – fosse sul punto di sbaragliare la vecchia economia di produzioni materiali. Le imprese legate alla new economy si moltiplicavano, le loro quotazioni in borsa crescevano per effetto degli acquisti azionari indotti da aspettative positive di grandi e piccoli investitori, senza che vi fosse spesso reale corrispondenza con imprese effettivamente produttive. Dagli anni 2000 si è addirittura iniziato a parlare di nuove professioni legate a queste tecnologie, rivoluzionando per sempre anche il mercato del lavoro e dell’educazione.

GLI EFFETTI SOCIALI E AMBIENTALI DELLA GLOBALIZZAZIONE

La globalizzazione ha però avuto anche l’effetto di aumentare le diseguaglianze tra i paesi del mondo, in base al loro sviluppo economico e alla capacità di gestire le risorse e la velocità della nuova economia.

La globalizzazione ha nel contempo avvantaggiato e sfavorito alcune nazioni del mondo, creando divari e disuguaglianze soprattutto tra i paesi del Nord e del Sud. Gli Stati del Nord sono quelli con una maggiore ricchezza ed una migliore aspettativa di vita, mentre quelli del Sud hanno un elevato tasso di mortalità dovuto alla malnutrizione, alla mancanza di acqua potabile e al difficile accesso alle cure mediche. Anche i paesi del primo mondo hanno però subito delle ripercussioni negative, come la perdita del senso di comunità, le malattie da stress, la criminalità e la paura per la nuova situazione mondiale. Inoltre, esiste il problema della sovrappopolazione che ha dato vita al fenomeno dell’urbanizzazione, soprattutto nel terzo mondo. Questo eccesso di popolazione unito all’industrializzazione dovuta alla globalizzazione rappresenta una minaccia per l’ambiente e per le risorse naturali, causando cambiamenti climatici, inquinamento e riduzione delle risorse non rinnovabili.

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