La fine dell'Impero romano d'Occidente: riassunto

Di Redazione Studenti.

La storia della fine dell’Impero romano d’Occidente: riassunto. Cause, conseguenze, eventi principali e protagonisti

FINE DELL’IMPERO ROMANO D’OCCIDENTE: RIASSUNTO

La fine dell'Impero romano d'Occidente: riassunto
La fine dell'Impero romano d'Occidente: riassunto — Fonte: getty-images

Il ruolo di Stilicone. Alla morte di Teodosio nel 395 d.C. l’impero venne diviso in due parti tra i suoi figli: Arcadio la parte orientale e Onorio la parte occidentale.

I due figli erano giovani, ma una volta cresciuti non furono in grado di governare ed i Goti ne approfittarono con continue richieste di denaro allo stato che vedeva le sue risorse sempre più ridotte.

Il generale Stilicone aveva servito fedelmente Teodosio fino a diventare comandante dell’esercito e, in punto di morte, Teodosio gli aveva affidato il figlio Onorio.

Egli si trovò ad essere il vero capo dell’Impero Occidentale e a dover affrontare i Visigoti che erano entrati in Italia sotto la guida del re Alarico ma riuscì a sconfiggerli a Pollenzo, in Piemonte nel 402 d.C.

Dopo aver sconfitto il re Alarico, lasciò che questi si ritirasse oltre le Alpi, proseguendo la politica di Teodosio che tendeva ad integrare pacificamente i Goti e trasformarli in guardiani dell’impero.

L’aristocrazia romana non gradì questo atteggiamento sospettando che Stilicone volesse favorire i barbari a discapito dei loro interessi.

Poco dopo, un’altra popolazione germanica, gli Ostrogoti, riuscirono a penetrare in Italia ma furono sconfitti da Stilicone nel 406 d.C. a Fiesole.

Il saccheggio di Roma.

L’ultima vittoria di Stilicone fu a Fiesole contro gli Ostrogoti. I confini settentrionali erano rimasti indifesi a ondate di barbari (svevi, alamanni e vandali) erano riusciti a penetrare nelle Gallie e in Spagna.

A Ravenna, che nel 404 d.C. era diventata la capitale dell’impero, si decise la condanna a morte di Stilicone al quale venivano attribuite le responsabilità dell’invasione.

In questo modo fallì la politica di collaborazione tra barbari integrati e romani, i Goti che combattevano a fianco di Stilicone abbandonarono l’esercito e Alarico nel 410 d.C. riscese indisturbato in Italia e saccheggiò Roma.

Alla sua morte, il suo successore Ataulfo conquistò la Gallia e fondò il primo regno barbarico nel territorio dell’impero, con capitale Tolosa. Poi sposò la sorella dell’imperatore Onorio, Galla Placidia, ed i rapporti con l’impero furono buoni.

Genserico e la conquista di Cartagine.

Nel frattempo, nella parte occidentale dell’impero si erano istallate nuove popolazioni germaniche. In particolare, i Vandali, sotto la guida del re Genserico, riuscirono a penetrare in Africa ed a conquistare Cartagine (429 d.C.).

Fu l’unico popolo ad allestire una flotta e, in breve tempo, divennero padroni del Mediterraneo occidentale. Dopo il 430 d.C. l’Impero d’Occidente fu costituito solo dall’Italia, da alcune parti della Gallia e poche terre nei Balcani.

Gli Unni di Attila in Occidente.

Gli Unni erano un popolo di origine asiatica che, dalla Cina, si erano spostati verso l’Europa. Al comando di Attila assalirono prima le regioni orientali devastando le città e, successivamente, la parte occidentale dell’impero romano.

Il comandante dell’esercito romano, Ezio, nobile di origine gallica, per fronteggiare gli Unni fece un’alleanza con i Visigoti e, insieme a loro, mosse contro Attila che aveva già oltrepassato il Reno e stava devastando la regione.

Nella battaglia ai Campi Catalaunici, nel 451 d.C., in uno scontro sanguinosissimo, Attila fu sconfitto e decise di bruciarsi vivo qualora il nemico fosse riuscito ad arrivare fino a lui.

Ezio però preferì evitare che gli Unni fossero sconfitti definitivamente e Attila potè ritirarsi. L’anno successivo (452 d.C.) però tornò dall’Italia, dove non c’erano forze sufficienti per contrastarlo.

Gli Unni devastarono il Veneto e Aquileia e le popolazioni locali si rifugiarono sulle isole della laguna dando vita a quella che sarebbe diventata Venezia.

Anche il papa Leone I fu mandato da Attila con un’offerta di pace.

Tra gli Unni era scoppiata una pestilenza e l’imperatore d’Oriente, Marciano, decise di attaccarli alle spalle. Allora Attila decise di concedere una tregua e si ritirò. L’anno dopo morì ed il suo impero si dissolse.

Gli ultimi eredi di Teodosio.

Gli Unni non erano più un problema ma l’impero d’Occidente non aveva più le forze per risollevarsi.

L’imperatore era Valentiniano III, figlio di Galla Placidia, ultimo rappresentante della dinastia di Teodosio ma il potere era nelle mani di Ezio, il comandante dell’esercito.

Durante una lite, Velentiniano III uccise Ezio e privò l’impero dell’ultimo personaggio in grado di difenderlo.

Nel 455 d.C. anche Valentiniano III fu assassinato e così si estinse la dinastia di Teodosio che aveva provocato all’impero romano i guai peggiori.

IL CROLLO DELL’IMPERO ROMANO D’OCCIDENTE

Approfittando del vuoto che si era creato nell’impero, i Vandali nel 455 d.C., assalirono Roma e la saccheggiarono per 14 giorni e 14 notti, spogliandola di tutte le opere d’arte e le ricchezze che si erano accumulate.

Negli anni successivi si susseguirono vari imperatori sotto la tutela del comandante dell’esercito Ricimero.

L’ultimo imperatore romano d’Occidente: Romolo Augustolo.

Quando il potere passò nella mani di Oreste, patrizio romano che era stato segretario di Attila, egli fece acclamare imperatore il figlio Romolo Augustolo che regnò per pochi mesi e fu l’ultimo imperatore dell’impero Romano d’Occidente.

Nel 476 d.C. Romolo Augusto fu deposto da Odoacre, il capo delle milizie barbariche al servizio dell’impero. Dopo di lui nessun altro riuscì ad essere proclamato imperatore.

Odoacre accettò dall’imperatore dell’Impero d’Oriente, Zenone, il titolo di patrizio e l’autorizzazione a governare a nome suo l’Italia. L’Impero Romano d’Occidente era estinto (476 d.C.).