La fattoria degli animali, il riassunto

Di Francesca Ferrandi.

Riassunto e recensione de La fattoria degli animali, il capolavoro politico-letterario di George Orwell

SPECIALE SCUOLA 2017/2018

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LA FATTORIA DEGLI ANIMALI, RIASSUNTO E COMMENTO – La fattoria degli animali, in inglese Animal Farm, è uno dei romanzi più famosi di George Orwell insieme a 1984. Scritto negli anni 1937-1943, La fattoria degli animali venne pubblicato nel 1945, dopo il termine della Seconda Guerra Mondiale.
Dai tratti apparentemente fiabeschi – protagonisti del romanzo sono infatti gli animali – La fattoria degli animali è un’opera pregna di forti messaggi politici, che prendono slancio dalla Rivoluzione in Russia del 1917 e dal successivo avvento del Comunismo, prima con Lenin e poi, dopo una lotta per il potere che vide coinvolto anche Trotsky, con Stalin.

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ORWELL, LA FATTORIA DEGLI ANIMALI - Carico di satira politica, La fattoria degli animali vuole quindi offrire una visione alternativa dei fatti storici, cercando di far aprire gli occhi al lettore mostrandogli l’altra faccia del Comunismo e, più in generale, dei totalitarismi: ogni animale, infatti, rappresenta un determinato personaggio del regime staliniano.
Vuoi saperne di più su questo libro in vista dell’interrogazione della professoressa? Noi non possiamo far altro che consigliarti vivamente di leggerlo; però, qualora il tempo stringesse, ecco per te un completo riassunto de La fattoria degli animali di George Orwell.

Focus:
1984 di Orwell, breve sintesi in lingua inglese

LA FATTORIA DEGLI ANIMALI, RIASSUNTO – L’intera vicenda raccontata da Orwell si svolge all’interno della fattoria padronale di Coltivatore Jones, un fattore perennemente ubriaco che, spesso e volentieri, maltratta le proprie bestie. Una sera gli animali, stanchi di essere sfruttati dal loro padrone, indicono una riunione in cui a prendere voce è un anziano maiale di dodici anni, Vecchio Maggiore, da tutti ammirato e stimato. Dopo aver raccontato agli altri animali della fattoria il suo sogno, in cui tutti venivano liberati dalla schiavitù dell’uomo, Vecchio Maggiore si lancia in un appassionato discorso, in cui esorta gli altri animali ad unirsi tra di loro e ribellarsi all’umano oppressore in modo che, in un futuro prossimo, possano essere liberi. Il Vecchio Maggiore muore improvvisamente 3 notti dopo, senza poter cogliere i frutti del proprio discorso.

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LA FATTORIA DEGLI ANIMALI, RECENSIONE - A raccogliere l’eredità di Vecchio Maggiore sono tre giovani ed intraprendenti maiali – Napoleon, Palla di Neve e Clarinetto – che riescono a portare a compimento la ribellione, cacciando Coltivatore Jones e gli esseri umani dalla fattoria, prendendone il possesso e dandole il nome di Fattoria degli Animali, luogo dove vige un principio: tutti gli animali sono uguali. Ormai di proprietà degli animali, la Fattoria inizia rapidamente a progredire grazie alla collaborazione e al duro lavoro di ognuno. Piano piano, però, i maiali iniziano ad acquisire sempre più potere, creando un netto distacco tra la loro categoria e quella degli altri animali che, illusi dagli utopici ideali della rivoluzione, non si accorgono di essere di nuovo sottomessi a dei padroni.

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LA FATTORIA DEGLI ANIMALI, SCHEDA LIBRO – La situazione va via via degenerando dal momento in cui Palla di Neve e Napoleon iniziano a contendersi sempre più ferocemente il potere. Il primo, desideroso di costruire un mulino per approvvigionare la fattoria con l’elettricità, è costretto a fuggire quando il secondo gli sguinzaglia contro i cani da guardia che ha allevato come sua polizia privata. Dopo la fuga di Palla di Neve, Napoleon diventa il dittatore assoluto della fattoria e, ad ogni tentativo di sovversione del sistema, sguinzaglia i propri temibili cani.

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RIASSUNTO DE LA FATTORIA DEGLI ANIMALI – Dopo aver diffuso la notizia che Palla di Neve si fosse appropriato dei suoi progetti, Napoleon fa costruire il famigerato mulino che, di seguito ad un temporale, crolla: la colpa, di questa come delle altre inefficienze della fattoria, viene addossata al fuggitivo Palla di Neve. Napoleon comincia ad assumere progressivamente tutti i comportamenti degli esseri umani e la sua, da pacifica supervisione dei lavori, si tramuta in una terribile dittatura. Crollati tutti gli ideali della rivoluzione, anche il comandamento con cui era iniziata la rivoluzione della Fattoria degli Animali subirà una modifica, trasformandosi in: Tutti gli animali sono eguali, ma alcuni animali sono più eguali degli altri.

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LA FATTORIA DEGLI ANIMALI, PERSONAGGI – Può essere a tal punto interessante svelare quali personaggi reali si nascondano sotto il velo allegorico degli animali della fattoria.
Vecchio Maggiore: l’anziano e saggio maiale rappresenta sia Karl Marx che Lenin, uomini i cui ideali di rivoluzione erano genuini e incorruttibili
Il fattore Jones: rappresenta lo Zar Nicola II, la vecchia e schiavizzante classe politica
Napoleon: sotto le sembianze del maiale-dittatore si cela Stalin
Palla di Neve: rappresenta Lev Trotsky, l’avversario con cui Stalin si contese il potere lasciato vacante da Lenin

Tra gli altri personaggi presenti nel libro, possiamo ipotizzare che il cavallo Gondrano, lavoratore instancabile, sia Stachanov; Clarinetto, propagandista di Napoleon, è forse il giornale Pravda, assoggettato al potere stalinista; Beniamino, asino che non crede nella rivoluzione animale, potrebbe essere lo stesso Orwell, l’intellettuale disilluso che guarda con distacco gli eventi; mentre Minimus è lo scrittore asservito al potere, forse allegoria di Gorkij. Mosè, il corvo imperiale che racconta storie, rappresenterebbe la Chiesa Ortodossa, mentre Mollie, il cavallo che decide di abbandonare la Fattoria quando gli animali iniziano a ribellarsi, sarebbe l’aristocrazia russa. Pilkington e Frederick, due esseri umani, sono l’allegoria dell’Inghilterra democratica e della Germania nazista. Infine cani, pecore, e topi (o conigli), rappresenterebbero rispettivamente la polizia politica, le masse facilmente manipolabili e i fuorilegge della società russa.