La Controriforma | Video

Con il termine Controriforma si definisce la controffensiva lanciata dalla chiesa cattolica allo scopo di impedire al Luteranesimo e al Calvinismo ulteriori progressi

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Durante il Concilio di Trento, che si svolse tra il 1545 ed il 1563, si discussero le verità di fede contestate da Lutero e Calvino. Contro la tesi luterana del libero esame si riaffermò come legittima solo l’interpretazione delle Sacre scritture data dalla Chiesa.

Fu ribadito il principio che la salvezza si ottiene in virtù della fede e delle opere e si riaffermo' la validità di tutti e sette i sacramenti. Respinsero, dunque, tutti i compromessi con i Protestanti, riaffermando i dogmi del Cattolicesimo Medioevale.

Il Concilio di Trento fu anche l'occasione per promuovere il rinnovamento morale e disciplinare della Chiesa: si introdusse il divieto del cumulo delle cariche ecclesiastiche e l’obbligo per i vescovi di risiedere nelle proprie diocesi. Si prestò maggiore attenzione alla formazione dei sacerdoti, si mantenne l’uso del latino nella liturgia e l’obbligo del celibato.

Le decisioni prese a Trento furono raccolte nel documento chiamato “Professione di fede tridentina” pubblicato da Pio IV nel 1564 e che resta tuttora il fondamento della dottrina cristiana.
La Chiesa divenne più che mai una monarchia assoluta dove il potere si concentrava nelle mani del papa. Dal concilio le strutture della Chiesa uscirono rafforzate e in grado di contrastare il divulgarsi del protestantesimo.

Sotto i pontificati di Paolo IV, Pio V e di Sisto V si dichiara guerra agli eretici e si rilancia la Santa Inquisizione, istituita da Innocenzo III.

A partire dal 1559 si introducce la censura sui libri e si procedette alla sistematica distruzione di tutti quei libri considerati profani: tutte le pubblicazioni furono sottoposte ad un esame preventivo da parte della Curia vescovile che ne verificava l'idoneità alla pubblicazione.

L’esigenza di rinnovamento si manifestò nel mondo cattolico anche attraverso la formazione di nuovi ordini religiosi. Nacque l'ordine dei frati Cappuccini, che seguivano rigorosamente l’insegnamento di San Francesco, i Filippini, dal nome del fondatore San Filippo Neri che si occupavano della gioventù, i Fatebenefratelli, che si occupavano degli infermi, i Barnabiti e gli Scolopi, che si dedicavano alla istruzione dei bambini poveri. Il loro atteggiamento virtuoso fu un esempio positivo ed un forte stimolo per il rinnovamento cattolico.

In quest’opera di riconquista dei fedeli bisogna ricordare la Compagnia di Gesù fondata da Ignazio Loyola nel 1540, una milizia dedita alla conversione degli infedeli, alla difesa della Chiesa e del papato.
Per distinguersi dagli altri ordini i Gesuiti aggiunsero ai consueti voti monacali come la castità e la povertà, anche quello della completa sottomissione al papa.

I Gesuiti si attivarono per assicurare la fedeltà alla Chiesa: nelle corti dei principi istituirono scuole e collegi che si occupassero dell’educazione religiosa dei figli dei dirigenti. Il gesuita stesso è un insegnante oltre ad essere oratore, confessore e missionario in  America, Cina ed India.

Il trattato di Cateau-Cambresis e l’incoronazione di Carlo V rappresentano la fine dell’età rinascimentale e l’inizio di un’età di decadenza. Per l'Italia inizia una fase di completa soggezione all’egemonia spagnola e alla Controriforma del pontificato.

La cultura di questo periodo è caratterizzata da inquietudini e contraddizioni politiche, religiose e morali. Torquato Tasso in una sua dolente poesia spiega l’ansia e l’insicurezza di questi anni che videro veri e propri martiri del pensiero moderno come Giordano Bruno e Galileo Galilei.

Al contrario in Francia, Inghilterra ed Olanda si vive una fase di crescita e sviluppoo: si afferma la borghesia ed artisti del calibro  di Shakespeare, Bruegel e Montaigne.

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