La Belle Époque: riassunto

Di Redazione Studenti.

La Belle Époque: riassunto del periodo storico-culturale e artistico europeo che fu caratterizzato da molte invenzioni e scoperte e da un nuovo stile di vita.

LA BELLE EPOQUE: RIASSUNTO

La Belle Époque: riassunto
La Belle Époque: riassunto — Fonte: getty-images

Col termine “Belle Époque” ci riferiamo al periodo storico, culturale e artistico che va dalla fine dell’Ottocento allo scoppio della prima guerra mondiale. Bella epoca perché a seguito di una serie di progressi ed invenzioni si modificò lo stile di vita delle classi borghesi. Già nella seconda metà dell’800 abbiamo l’inizio di diversi studi scientifici e innovazioni tecnologiche. Per i primi possiamo parlare di cosiddetta idea di progresso, tanto che nel 1889 a Parigi si apre l’Esposizione Universale, in cui ogni paese presentava i propri nuovi prodotti del progresso. In quell’occasione, si innalza la Tour Eiffel, messa a punto da Gustave Eiffel, diventato il simbolo del progresso proprio perché era fatta di acciaio, materiale innovativo del periodo e poi per la sua altezza come a simboleggiare la salita verso il cielo.

La Belle Époque viene anche chiamata seconda rivoluzione industriale perché seguiva la prima nel 1700 che in modo coevo a quella Americana e Francese, avevano rappresentato il 1700, cioè il periodo chiamato “Età delle rivoluzioni”. Con questa nuova rivoluzione industriale abbiamo l’utilizzo di nuove fonti di energia: al carbone, si aggiungono il petrolio e l’elettricità e come materiale edile vi è l’introduzione dell’acciaio (le applicazioni dell’acciaio furono tante in campo edile: ferrovie, ponti, strade, edifici ecc..). Il petrolio, chiamato oro nero, copre una vasta gamma di applicazioni con diretta conseguenza della nascita del motore a scoppio: un motore che utilizza i derivati del petrolio per compiere combustione e produrre energia, a questo si aggiunge la nascita di industrie automobilistiche, come ad esempio nel 1889 la nascita della FIAT (acronimo di Fabbrica Italiana Automobili Torino).

L’elettricità di Edison, ingegnere e studente americano che mise a punto la prima lampadina già nel 1879 che va a sostituire l’illuminazione a gas e a petrolio. Durante la Belle Époque l’elettricità viene poi applicata anche alle fabbriche. L’elettrificazione delle fabbriche o meccanizzazione rivoluziona il mondo lavorativo: nacque la turnazione, ossia la divisione del lavoro a seconda delle fasi di fabbricazione del prodotto, quella che verrà chiamata catena di montaggio. La cantena di montaggio, già sperimentata nell’Inghilterra del 1700 in una fabbrica di spilli, ora viene applicata per la prima volta su larga scala. Ciò viene messo in atto dall’ingegnere statunitense Frederick Taylor nella fabbrica automobilistica della Ford, per questo si parla anche di Taylorismo.

In questo periodo nascono le prime forme di specializzazioni, le qualifiche dell’operaio, in contrapposizione a questo nella catena di montaggio non era richiesta una speciale qualifica ma una preparazione generica era più che sufficiente in quanto la mansione era sempre la stessa.

L’elettrificazione delle fabbriche porta anche al lavoro notturno. Anche le città vengono elettrificate: Londra fu la prima città al mondo ad avere una rete elettrica pubblica, in Italia la prima città fu Milano verso gli anni ’20, mentre Napoli fu la prima città d'Italia ad avere un impianto di illuminazione a gas.

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BELLE EPOQUE: INVENZIONI E SCOPERTE

Durante il periodo della Belle Époque viene inventato un nuovo metallo, la lega dell’alluminio, e vengono messi a punto i fertilizzanti chimici per l’agricoltura che come conseguenza drastica fu l’inquinamento ambientale. Nel campo farmaceutico, c’è la nascita dell’aspirina dalla casa Bayer; la scoperta della penicillina; la scoperta della cura della tubercolosi dal medico Cock. Nel campo tessile si iniziano ad utilizzare i colori industriali. In campo edile viene scoperta la dinamite. Viene inventata la bachelite, progenitrice della plastica. Antonio Meucci inventa il telefono e vende il brevetto agli americani. Il bolognese Marconi per la prima volte fa una trasmissione radiotelegrafica senza filo. Nasce anche un nuovo modo di fare notizia con le testate giornalistiche: “Corriere della sera”, “Il Messaggero”, “Washington post”. I due fratelli Wright mettono a punto l’aereo tra l’800 e il ‘900 tant’è vero che all’inizio del ‘900 compiranno il primo volo sulla manica per testare questo nuovo mezzo.

Questo nuovo stile di vita ha come conseguenza su cultura e società la nascita del Desing che si basa sullo “Stile Liberty”, in Italia “Floreale”, in Francia “Art Nouveau”. Questo è lo stile degli oggetti che entrano a far parte della vita quotidiana dei borghesi. Un nuovo modo di fare arte è il “Futurismo” che celebra il mito della velocità e della guerra vista come purificazione del mondo. Nasce inoltre un altro nuovo modo di fare arte, “l’Impressionismo francese” dove i pittori inizieranno a dipingere “en plain air” in quanto l’industria comincia a produrre i colori nei tubetti. Nascono i tre grandi sport di massa (calcio, corse automobilistiche e ciclismo) e le due più grandi manifestazioni del settore: il Giro d’Italia e il Tour de France.

Da qui nasce il tempo libero, l’idea dello shopping e dei grandi magazzini (Milano come prima città vede la comparsa dei negozi: Standa, Brambilla e Grandi Magazzini).

Nasce il varietà, il cinema con i fratelli Lumière, il teatro, i vari locali di intrattenimento. Nasce in questo periodo la cosiddetta società dei consumi, con la conseguente nascita della pubblicità con le sue varie forme come i manifesti di Toulouse-Lautrec.

A tutto ciò si aggiunge il problema delle condizioni degli operai: iniziano quelle lotte che porteranno alla nascita delle organizzazioni che già nel corso della prima rivoluzione industriale si chiamavano “Trade Unions”. Le richieste erano: l’aumento dei salari, la riduzione delle ore di lavoro e un giorno festivo alla settimana. E ancora, nascono anche i partiti politici che all’inizio si occupavano della tutela dei lavoratori e il movimento delle Suffragette che chiedevano il diritto al voto, un diritto che arriva solo nel 1946.

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