L'uso dell'indicativo in grammatica

Di Redazione Studenti.

L'uso del modo indicativo in italiano: ecco quali sono i tempi verbali semplici e composti e quando si usano. Spiegazione ed esempi

Introduzione

L'uso dell'indicativo in grammatica
L'uso dell'indicativo in grammatica — Fonte: getty-images

L'indicativo è il modo grammaticale attraverso cui si presenta la realtà, sia quella percepita come reale dal soggetto che la esprime, sia quella che risulta essere oggettivamente una constatazione fattuale.

L'uso dell'indicativo è estremamente frequente nella lingua italiana, tanto da poter essere considerato come il modo più utilizzato, spesso abusato a sfavore del congiuntivo.

L'indicativo dispone di otto tempi: un tempo presente, due tempi futuri e cinque tempi per il passato. In particolare, questi tempi sono: il presente, il futuro semplice e quello anteriore, l'imperfetto, il passato prossimo, il passato remoto, il trapassato prossimo e quello remoto.

Vediamo più nel dettaglio cosa dispone la grammatica per quanto riguarda l'uso dell'indicativo, analizzando inoltre tutti gli ambiti nei quali è possibile usare questo importante verbo.

La suddivisione in tempi semplici e composti

Il modo indicativo è suddiviso in tempi semplici e composti. I tempi semplici sono: il presente, l'imperfetto, il futuro semplice e il passato remoto. I tempi composti sono: il passato prossimo, il trapassato prossimo, il trapassato prossimo e il futuro anteriore.

L'uso di questi tempi è maggiormente frequente nelle frasi indipendenti, cioè quelle che hanno di per sé un significato, ma non ne è escluso l'utilizzo nelle frasi dipendenti (cioè quelle che dipendono dalla proposizione principale). Ad esempio:

  • So che Giulia non è stata promossa perché ha studiato poco la matematica: è una frase che esprime in maniera chiara un fatto conosciuto dal soggetto.

L'utilizzo dell'indicativo presente

Per quanto riguarda il tempo presente del modo indicativo, spesso viene usato per indicare un'azione, un modo di essere o uno stato che esiste o che diventa esplicito nel momento in cui il soggetto lo esprime. Ad esempio:

  • Sono uno studente universitario
  • Abbiamo molta fame
  • Quelli che vediamo sono dei bellissimi fiori

Un'ulteriore utilizzo del tempo presente si esplica nel momento in cui debba essere espresso un fatto universalmente vero o un avvenimento che avviene sempre in un determinato periodo, ad esempio:

  • Il pipistrello è un mammifero
  • Chi troppo vuole nulla stringe

Dunque, in tutti questi casi, come visto, il tempo presente del modo indicativo sta ad evidenziare sempre un'azione che si sta compiendo.

Passato remoto e passato prossimo

Per quanto riguarda l'uso del passato, si utilizza il passato remoto per indicare avvenimenti avvenuti in un passato lontano e che non hanno rapporti espliciti con il presente.

Scopo del passato prossimo, invece, è quello di visualizzare un'azione passata come un evento compiuto e concluso nel passato. Ad esempio, si può dire:

  • Ieri sono andato al cinema
  • L'altro giorno ho mangiato la pizza
  • Due giorni fa ho incontrato Sergio.

Tutti esempi che ci dimostrano come l'indicativo possa essere utilizzato anche al passato.

Trapassato prossimo, trapassato remoto e imperfetto

Il trapassato prossimo è una forma verbale che indica la compiutezza di una azione avvenuta nel passato oppure l'anteriorità temporale di un evento rispetto ad un momento passato. Un esempio può essere il seguente:

  • Ieri ho ricevuto il buono sconto che avevo richiesto il giorno prima.

Il trapassato remoto serve ad indicare dei fatti che si sono svolti poco prima di un momento indicato nel passato remoto.

Troviamo poi l'imperfetto, solitamente un verbo utilizzato ampiamente nei romanzi: indica situazioni ed abitudini considerate in un tempo passato, ed è la forma più adatta da utilizzare per descrivere dei fatti avvenuti nel passato.

L'uso dell'indicativo con i tempi futuri: semplice e anteriore

Il futuro semplice indica situazioni ed eventi presenti e futuri che in qualche modo possono risultare incerti ad esempio possiamo dire:

  • Domani andrò a Roma
  • Stasera dormirò tutta la notte
  • Mirko giocherà a calcio

Il futuro anteriore, invece, indica eventi, esperienze e fatti considerati come compiuti ma che si trovano nell'ambito dell'avvenire. Alcuni esempi possono essere i seguenti:

  • Domani a quest'ora, Marco sarà già andato a casa
  • Manuel non c'è, sarà andato alla partita di calcio

L'utilizzo dell'indicativo come sostitutivo di altri modi verbali

C'è infine da aggiungere che, da un po' di tempo, nella lingua parlata e nei testi che non hanno un registro elevato, l’indicativo viene utilizzato sempre più di frequente per sostituire altri modi verbali. Per esempio, il modo indicativo è sempre più usato come surrogato o sostitutivo del congiuntivo.

Ciò accade in special modo nelle proposizioni dipendenti che indicano un dubbio, un’incertezza, oppure che espongono un timore o una perplessità. Avvaliamoci ora di alcuni esempi per meglio comprendere la situazione descritta: Ho l'impressione che Gaspare non ha studiato bene la storia dell'arte; Temo che la mia amica è già andata via.

Ciò accade anche nel congiuntivo e nel condizionale nel periodo ipotetico. Anche qui, ecco un buon esempio: Era meglio se studiavi un po’ di più la storia dell'arte; Se ti recavi in ufficio in bici, impiegavi meno tempo che andandoci a piedi.

Questi sono gli errori grammaticali più comuni e che sono assolutamente da evitare!

Consigli

Non dimenticare mai:

  • l'indicativo può essere usato sia nelle proposizioni principali che in quelle secondarie.

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