L'organizzazione sociale di Atene: riassunto

Di Redazione Studenti.

L'organizzazione sociale dell'Atene antica: com'era strutturata, quali erano le classi sociali, cos'erano il Demos o la Boulè. Riassunto breve

ATENE: ORGANIZZAZIONE SOCIALE

Com'era organizzata l'antica Atene in termini di società?
Com'era organizzata l'antica Atene in termini di società? — Fonte: getty-images

La situazione sociale all'interno della città di Atene nel 700 a. C. prevedeva una rigida divisione in classi: i Ghene, ovvero gli aristocratici, chiamati anche eupatrides (figli di padri gloriosi); i Tiasi, ovvero i plebei, e infine i Meteci, che non erano cittadini ma abitavano ad Atene.

Ogni bambino nato veniva iscritto alla Fratria, la quale gli dava il diritto di ereditarietà.

Ma com'era strutturata esattamente la città di Atene?

Atene era una polis dell'Attica; inizialmente strutturata come una monarchia, ben presto dovette dividere il potere fra più classi, per volere degli aruistocratici, che affiancò al sovrano i cosiddetti arconti, magistrati che valutavano il lavoro del re.

Ben presto anche al re fu imposta la carica di arconte: fu cosi che Atene passo da città monarchica a città aristocratica.

Ma la situazione degli abitanti di Atene era pessima: molti si indebitavano a tal punto che per pagare i propri debiti erano costretti a vendersi come schiavi al proprio creditore.

Proprio per questo nel 593 a. C. fu nominato come "Arbitro e Legislatore" Solone, che fece due importanti riforme: quella per cuinessun uomo poteva diventare schiavo per indebitamenti, e la riforma timocratica, con la quale veniva abolito ciascun privilegio per nascita e le classi sociali si basavano sul reddito agrario espresso in Medimni. Le classi sociali diventarono così quattro:

  • I Pentacosiomedimni, con un reddito superiore ai 500 medimni
  • I Cavalieri, con un reddito superiore ai 300 medimni
  • Gli Zeugiti, con un reddito superiore ai 200 medimni
  • I Teti, uomini senza terre ma non per questo più poveri (artigiani e commercianti).

Nonostante ciò, il popolo era ancora scontento perché le terre non venivano distribuite in modo equo: così Pisistrato andò al potere illegalmente supportato da un esercito personale.

Cosi prese forma un governo tirannico filopopolare, che fu quindi molto apprezzato dai cittadini. Pisistrato badò molto anche alla cultura artistica e teatrale di Atene.

Alla morte di Pisistrato i due figli ereditarono il potere, ma uno venne ucciso e uno cacciato.

ATENE DOPO PISISTRATO

Nel 508 a. C. andò al comando Clistene, il quale fece subito una riforma sull'istituzione di una nuva unità politico-amministrativa, il Demos. Tutto il territorio fu diviso in 180 demi raggruppati in 10 tribù; ogni tribù aveva a sua volta 3 sottotribù chiamate trittie, che si dividevano in:

  • Trittia di pianura, nella quale vivevano gli aristocratici
  • Trttia di montagna, nella quale vivevano i piccoli contadini
  • Trittia della costa, nella quale vivevano commercianti e artigiani

Queste tribù erano omogenee, con lo stesso numero di abitanti e una limitazione dei poteri, in quanto vi era una trittia di aristocratici e due di lavoratori.

LA BOULÈ

Clistene istitui anche un nuovo organo di governo, la Boulè.

La Boulè era un consiglio di 500 uomini (50 per ogni tribu): si poteva venire sorteggiati per farne parte solo due volte, e non si veniva pagati per l'incarico. Per questa ragione, i meno abbienti accettavano meno volentieri di farne parte.

Dal 451 a. C. per essere considerati cittadini ateniesi, oltre al padre bisognava avere anche madre ateniese.

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