L'Infinito di Leopardi: riassunto e commento

Di Redazione Studenti.

Riassunto e commento della poesia L’Infinito di Leopardi, una delle poesie più celebri del poeta di Recanati.

L'INFINITO DI LEOPARDI

L'Infinito di Leopardi: riassunto e commento
L'Infinito di Leopardi: riassunto e commento — Fonte: ansa

Titolo. La poesia "L'infinito" di Leopardi è tratta dagli "Idilli", che indica un componimento dedicato alla contemplazione di un paesaggio e all'espressione dei sentimenti intimi del poeta.

Autore. L'autore della poesia L'infinito è Giacomo Leopardi, nato nel 1798 a Recanati. A dieci anni continuò a studiare da solo, attingendo alla ricchissima biblioteca paterna. A diciassette anni Giacomo riemerse dalla biblioteca di casa con il desiderio di vivere esperienze intellettuali al di fuori di Recanati. Nel 1830 Leopardi lasciò definitivamente il paese natale e si recò a Firenze, dove si innamorò di Fanny Targioni Tozzetti. Morì nel 1837, in seguito a una crisi d'asma, a soli trentanove anni.

L’INFINITO DI LEOPARDI: RIASSUNTO

Mi è stato sempre caro questo colle solitario e questa siepe che l'orizzonte esclude. Ma quando mi siedo e osservo spazi interminati e silenzi, in tutta quella quiete, mi nascondo nei pensieri, e il cuore si spaventa. E come il vento soffia tra gli alberi, io penso a questo silenzio infinito, e ricordo il tempo passato e quello presente e vivo e il suo rumore; Così, in questa immensità il mio pensiero affonda: e naufragare in questo mare sterminato è dolce.

L’INFINITO DI LEOPARDI: COMMENTO

Questi versi sono un richiamo ad un Romanticismo più "europeo"; infatti la contemplazione della natura è un elemento ricorrente nelle letterature tedesca, inglese e francese di quegli anni, ma è pressoché assente nel Romanticismo italiano, forse più teso al patriottismo e agli ideali liberali. Il poeta si trova sulla sommità di una collina e osserva il cielo, soffermandosi a riflettere sul paesaggio che lo circonda e sugli elementi della natura; ecco allora che il rumore del vento riporta alla mente il suono degli anni che passano, e che l'immensità che avvolge l'autore è come una marea che travolge il suo corpo e il suo spirito. L'inizio della poesia è concreto e il colle inteso è il monte Tabor. I pensieri del poeta sono stimolati da elementi esterni concreti che diventano occasione di riflessioni al di là della concretezza: in questo senso l'immagine della siepe non è un elemento molto negativo (limita la veduta) perché permette al poeta di pensare con la fantasia che cosa ci sia al di là; la siepe rappresenta pertanto il limite della possibile conoscenza umana.