L'importanza della lettura e della scrittura: tema

Di Redazione Studenti.

Tema sull’importanza della lettura e della scrittura nella società contemporanea e nel passato. Esempio di tema argomentativo svolto

L'IMPORTANZA DELLA LETTURA E DELLA SCRITTURA, TEMA SVOLTO

L'importanza della lettura e della scrittura, tema
L'importanza della lettura e della scrittura, tema — Fonte: getty-images

Nella società in cui viviamo si legge poco, sembra che la lettura non ha più spazio nella nostra vita e né c’è il desiderio di leggere, soprattutto tra i giovani. Uno spazio che adesso è occupato dai mezzi di comunicazione e dalle nuove tecnologie (i social network per esempio). A cosa sono dovuti questi cambiamenti recenti? Quali effetti ha un libro sullo scrittore stesso e sui lettori? La letteratura offre numerosissimi spunti di riflessione da cui partire per analizzare il problema. Se pensiamo a Dante, che scrive la Divina Commedia per uscire dalla “selva oscura”, incontriamo un primo aspetto della scrittura che è quello della purificazione. Dall’altra parte, la lettura e la passione che questa suscita in chi ne riconosce le virtù, proprio da Dante ci viene rappresentata quasi come ossessione che può nuocere al lettore troppo avido, in particolare nel V canto dell’Inferno, in cui i protagonisti Paolo e Francesca sono portati alla rovina dal libro di Ginevra e Lancillotto.

Totalmente diversa è la visione che ci offre Boccaccio che scrive il Decameron con lo scopo d’intrattenere il suo pubblico ma, come possiamo leggere in “Genealogia deorum gentilium”, riconosceva nella poesia anche il fine di divulgare il bene, la virtù, la verità e la bellezza, opera questa di cui ci colpisce anche l’aspetto autobiografico: il Boccaccio espone il suo personale punto di vista nel raccontare che il padre lo voleva veder diventare mercante o giurista, ma Boccaccio riconosceva sin dai primi anni di studio la sua inclinazione naturale e attitudine alla letteratura.

Interessante è anche la vita intellettuale di Machiavelli che alla sera indossa “panni reali et curiali” per entrare nelle “antique corti” accolto da “antiqui huomini”, concezione affine a quella ariostesca che percepisce la scrittura come un viaggio compiuto attraverso l’immaginazione. Ariosto scrive infatti: “il resto de la terra, senza mai pagar l’oste, andrò cercando, con Ptolomeo, sia il mondo in pace o in guerra, e tutto il mar, senza far voti quando lampeggi il ciel, sicuro in su le carte verrò, più che sui legni, volteggiando.”

CONCLUSIONI

Ma cosa ne pensano gli scrittori a noi contemporanei? Charles Bukowski in un’intervista di Fernanda Pivano, afferma: “scrivere è come rotolare giù da una montagna. E’ liberatorio, è piacevole, è un volo”. E leggere? E’ un’inutile fatica? Leggere per Corrado Augias è la condizione dell’essere umano solo con i suoi pensieri. Nel caso della lettura, parole come “silenzio” e “solitudine” non assumono un significato di malinconia, ma di una condizione dell’uomo capace di dimenticare per qualche ora “ogni affanno”.

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