L’arte di essere fragili. Come Leopardi può salvarti la vita: riassunto e spiegazione del libro di Alessandro D’Avenia

Di Chiara Famooss.

Trama riassunta e spiegazione del libro di Alessandro D’Avenia “L’arte di essere fragili”, una corrispondenza ideale tra l’autore e Leopardi in cui emergono i temi della solitudine, la voglia di infinito, le domande sul nostro essere al mondo. Temi, questi, che ci accomunano tutti e in tutte le epoche. “Ove tende questo vagar mio breve?”

L’ARTE DI ESSERE FRAGILI: TRAMA

Alessandro D'Avenia
Alessandro D'Avenia — Fonte: getty-images

L’arte di essere fragili. Come Leopardi può salvarti la vita”, edito da Mondadori, è uno degli ultimi romanzi dello scrittore Alessandro D’Avenia. In queste pagine, l’autore intrattiene una corrispondenza ideale con Giacomo Leopardi, ponendogli diverse domande e provando a rispondere agli interrogativi del grande poeta.

Il risultato di tale dialogo, che prova ad espandere la vita come solo la scrittura e la lettura possono fare, è che non esiste così tanta distanza tra i dubbi di un giovane di ieri e quelli di uno di oggi. La paura della solitudine, la tendenza verso qualcosa di infinito e le domande circa il nostro essere al mondo ci accomunano tutti e in tutte le epoche. La convinzione odierna della perfezione che non accetta debolezze, qui viene smentita senza veli. L’autore, attraverso una scrittura limpida e pulita, prova a far capire l’importanza di accettare le proprie fragilità e di continuare a guardare il mondo con la meraviglia nel cuore, senza essere schiacciati dal limite e “vedendo l’infinito a cui rimanda”. D’Avenia cerca di scuotere principalmente i giovani delle nuove generazioni che, a suo giudizio, sembra quasi che abbiamo dimenticato da dove vengano e quale sia la loro strada. La società di oggi, infatti, con il suo vortice di informazioni facili, ha diminuito la sapienza di questi ragazzi, cioè la loro capacità di andare in profondità nelle questioni.

L’ARTE DI ESSERE FRAGILI: STRUTTURA

Il libro è perciò suddiviso in quattro parti che vanno a rappresentare i momenti cruciali della esistenza umana: Adolescenza o arte di sperare, Maturità o arte di morire, Riparazione o arte di essere fragili, Morte o arte di rinascere. In ognuna di queste parti, vengono affrontate diverse tematiche proprie di quel preciso momento esistenziale. Così come nell’Adolescenza troviamo capitoli dedicati alle illusioni, ai desideri, alle passioni e all’amore, in Maturità troviamo il disincanto dell’età adulta, la morte apparente di sogni e progetti e la necessità di accettarsi per quello che si è. Nella sezione Riparazione troviamo, invece, diverse riflessioni sul destino, sull’importanza della vera amicizia e sulla capacità del saper sostare, mentre in quella dedicata alla Morte troviamo pagine che parlano della consapevolezza finale di ciascuno di noi di ciò che è valso la pena vivere. Se si trascura una di queste tappe, una indispensabile all’altra, si rischia di passare il tempo a recuperarla in altre età, con tutti gli squilibri che questo può portare.

L’ARTE DI ESSERE FRAGILI E L’ADOLESCENZA

L’adolescenza è una delle tappe a cui viene data più importanza in questo libro, in quanto è il momento in cui si semina ciò che sboccerà nel futuro, si cerca l’ispirazione e ci si chiede come si possano raggiungere le stelle così lontane. E’ il momento in cui l’informe cerca la forma, il caos l’ordine, la speranza l’esperienza e l’impossibile il possibile. Nell’adolescenza esplodono le illusioni, che nascono proprio dalla ricerca di infinito e dall’osservazione appassionata della realtà. Il limite, durante questa fase così fertile, viene scorto solo per essere superato o per essere distrutto, perché il desiderio di avere presa sulla vita porta ad aprirsi al mondo, in cerca di ciò che possa soddisfare la propria sete di conoscenza. Tutto questo significa crescere che non equivale ad avere successo, ma a discendere, andare in profondità per mettere le radici del proprio “rapimento”. Creare quindi senza lasciarsi paralizzare dalla paura di fallire è il modo per far sì che questa vocazione diventi reale e tangibile.

Esiste un metodo per la felicità duratura? Si può imparare il faticoso mestiere di vivere giorno per giorno in modo da farne addirittura un’arte della gioia quotidiana?”.

Ecco altre domande a cui prova a rispondere D’Avenia. Domande piuttosto comuni che ognuno di noi si sarà posto tantissime volte, magari senza trovare alcuna risposta. Secondo lo scrittore, la loro soluzione può raggiungerci anche all’improvviso, in un momento inaspettato, grazie ad un evento, a qualcuno, ad una lettura.

COME RAGGIUNGERE LA FELICITA’

Per D’Avenia, ad esempio, è stato proprio l’incontro con l’opera di Giacomo Leopardi a mostrargli il metodo per raggiungere la felicità. Ciò che lo ha colpito è stata la capacità di questo grande poeta di rimanere fedele alla propria vocazione letteraria. Leopardi era un giovane uomo affamato di vita e di infinito che cercava di lottare per affermare la propria voce, nonostante l’indifferenza e la derisione dei suoi contemporanei. Il poeta è stato un vero e proprio cacciatore di bellezza, amante delle piccole cose quotidiane e attento a cogliere la pienezza di tutto ciò che gli stava intorno. Il suo non rinunciare alla poesia, anche quando sembrava che la vita non mantenesse le promesse, è stato il suo vero atto eroico da prendere come esempio da seguire.

D'altronde, solo la fedeltà al proprio “rapimento” può rendere la vita come un’appassionante esplorazione delle infinite possibilità e solo questa può trasformarle in nutrimento, anche quando la realtà sembra sbarrarci la strada. È infatti il processo creativo che conta, non il successo, come spesso siamo indotti a credere. Il senso della vita è nel compimento e il compimento è un processo che conosce lotte, cadute, battute d’arresto ma anche partenze nuove. Solo il tempo può dimostrare la grandezza di un amore, di un’opera o semplicemente di un uomo.

Nei versi di Leopardi, D’Avenia trova tutto quello di cui ha bisogno per riflettere e interrogarsi: nostalgia, amore, dolore, vita. Da questi squarci poetici, trae poi lo spunto per rispondere agli innumerevoli interrogativi che gli vengono posti dai ragazzi di ogni parte d’Italia, tutti alla costante ricerca di se stessi e del proprio posto nel mondo.

Stesse domande che si pongono anche i vari personaggi di Leopardi, da Saffo a Nerina, da Silvia al pastore errante che osserva la luna chiedendosi quale sia la strada giusta da seguire. Attraverso queste figure, la speranza e il terrore diventano domande concrete che hanno la necessità di essere vissute prima ancora che di essere risolte.

Queste domande infatti non hanno una risposta semplice ed univoca, perché facile la vita non lo è mai, ma il parlarne e il discuterne soprattutto può orientare il modo di vivere di ognuno. Questo continuo dialogo può aiutare ad imparare ad essere felici e a indirizzare la bussola interiore. La risposta vera non è quasi mai la soluzione che ci aspettiamo, ovvero quella che fa sparire il problema come se non fosse mai esistito. La risposta vera è l’apertura alla vita, di cui il domandare è il segno per eccellenza. Ponendo le domande giuste, vivendole giorno per giorno e condividendole con gli altri, si avrà la possibilità di incontrare compagni di viaggio fondamentali nel nostro percorso di vita e per la crescita dello spirito.

LEOPARDI E LA POESIA COME RAGIONE DI VITA

Per Leopardi, è stata la poesia la sua ragione di vita, quel qualcosa che gli ha dato la forza di andare avanti contro ogni pregiudizio. La poesia è stata la cura alle sue ferite, nate dalla guerra tra ragione e sentimento. Il poeta aveva capito l’importanza del ridare dignità al cuore, risvegliandolo dal letargo in cui era stato rinchiuso, costruendo un rapporto nuovo con le cose della natura. Aveva capito che per salvare la ragione bisognava prima recuperare il cuore. Senza tensione tra questi due poli opposti, non può esserci energia, non può esserci vita.

Con le sue scelte, Leopardi ha dimostrato che la ricerca della propria ragione, del proprio “rapimento” è di fondamentale importanza per vivere una vita come sogniamo e non come sognano gli altri. Ma per rispondere sinceramente e rimanere fedele alla propria vocazione è necessario prima di tutto ascoltarsi e discutere con l’altro, andando alla ricerca dei lati più nascosti del nostro animo. Bisogna imparare a comprendere le proprie sfumature e contraddizioni e bisogna sforzarsi di amarsi per quello che si è, con tutte le mancanze che ci portiamo dietro e dentro.

La bellezza delle cose fragili, ci suggerisce poi l’autore, sta proprio nel loro continuo “bramare di essere ciò che ancora non sono, nel loro lottare per compiersi e per fiorire nella loro pienezza”.

Attraverso i suoi versi, Leopardi è rimasto fedele alla propria essenza e alla propria fragilità, riuscendo in alcuni momenti a sfiorare quell’infinito che tanto cercava. Leopardi è quindi un esempio da seguire non solo per le grandi capacità di scrittura ma anche per la forza dimostrata nel perseguire i propri ideali fino alla fine dei suoi giorni. Tutto ciò, dimostra che dalle inquietudini adolescenziali alle prove della maturità, siamo costretti a scontrarci con la realtà e a fare i conti con le nostre debolezze. Forse la chiave di tutto sta nel provare a ripararle.

“La felicità non è che il compimento”.

    Domande & Risposte
  • Cosa vuol dire essere fragile?

    Significa essere vulnerabili e sensibili.

  • Quante pagine ha L'arte di essere fragili?

    Il libro ne ha 209.

  • Cosa significa essere emotivi?

    Significa avere una profonda sensibilità ed empatia.

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