L'appello di Alessandro D'Avenia: trama e riassunto

Di Chiara Famooss.

Trama e riassunto del romanzo L'appello del professore e scrittore Alessandro D'Avenia che racconta di un insolito viaggio verso l'esame di maturità.

L’APPELLO: TRAMA

Alessandro d'Avenia
Alessandro d'Avenia — Fonte: getty-images

L’appello”, edito da Mondadori, è un romanzo dello scrittore e docente Alessandro D’Avenia. In queste pagine, attraverso forme letterarie e linguaggi diversi, lo scrittore racconta di una classe che, per arrivare all’esame di maturità, viene affidata ad un professore cieco, diventando così un’orchestra diretta da un maestro particolare.

“Di quanto amore abbiamo bisogno per avere un volto?”

RIASSUNTO E PERSONAGGI DE L’APPELLO

Omero Romeo è un professore di scienze diventato cieco da qualche anno che decide di tornare ad insegnare, prendendo in carico una classe del quinto liceo. La classe è diversa da tutte le altre, ha delle prerogative tutte sue. Si tratta, infatti, di una classe piuttosto problematica che riunisce ragazzi feriti dalle loro vite e con sogni e ideali sbiaditi o distrutti.

“Canta una infelicità corale, a cui ciascuno partecipa con un timbro inconfondibile”.

Romeo non è un professore tradizionale e la sua idea di scuola non ha nulla a che vedere con il classico metodo di insegnamento, finalizzato esclusivamente al futuro professionale. Fin da subito, emerge chiaramente il suo voler conoscere davvero i ragazzi che ha di fronte per guidarli verso la maturità intesa, non solo come pezzo di carta, ma come realizzazione di sé. Romeo desidera aiutarli a diventare ciò che ciascuno di loro vuole essere.

UN NUOVO MODO DI FARE L’APPELLO

Il primo segnale che con il nuovo professore qualcosa cambierà sicuramente è appunto l’appello, da cui viene preso il titolo del romanzo. Non potendo vedere i volti degli alunni, Romeo inventa un nuovo modo di fare l’appello, convinto che per salvare il mondo occorra salvare anche ogni singolo nome presente. Ecco perché invece di svolgere questo compito in maniera meccanica e distante, il professore gli dedica molto tempo, mettendoci tutta l’attenzione necessaria. Sono i ragazzi a pronunciare il proprio nome, per poi raccontare che cosa li definisce al meglio, qual è il loro orizzonte, con chi canta all’unisono il loro cuore. Dopo, si lasciano toccare il volto da Romeo, mettendosi quindi realmente nelle mani di un altro.

“Il contatto ci fa sapere chi siamo e chi non siamo, dove cominciamo e dove finiamo e la carne che abbiamo in comune. La vita è tutta questione di tatto.”

In questo modo, il professore può davvero imparare a conoscere questi ragazzi, scoprendo per la prima volta le difficoltà, i desideri e i sogni tipici di un adolescente ma anche le paure e i drammi personali di ognuno dei presenti. Questo appello non si limita quindi ad essere una mera presentazione del primo giorno di scuola, ma si ripete continuamente durante tutto l’anno scolastico. I ragazzi evolvono nelle loro idee, nei loro pensieri e le loro personalità si fanno sempre più evidenti man mano che passano i mesi.

Della classe fanno parte: Elena, così chiamata perché doveva essere la più bella; Cesare detto Ruggine, che parla attraverso un rap poetico in rima; Achille, genio del computer che in paradosso con il suo nome soffre d’asma; Stella, segnata dalla precoce morte del padre; Oscar, che riesce a respirare solo su un ring; Caterina, che ha capito che l’amore così com’è è quello che serve; Ettore, che deve fare da genitore ai suoi stessi genitori; Elisa, che ama viaggiare e che detesta il suo corpo; Mattia, schiavo delle droghe e amante della poesia come Rimbaud; Aurora, che cerca sempre il lato positivo delle cose per non soccombere nel buio.

COME EVOLVONO I PERSONAGGI

Non sono, però, solo i ragazzi a crescere e a cambiare nel corso del romanzo. Anche Romeo, ascoltando l’universo che nasce ogni volta dalle voci di questi giovani disperati, riflette sulla propria condizione, sulle scelte che ha preso e sull’amore incondizionato che prova per sua moglie, colei che gli ha mostrato un nuovo mondo nel momento in cui lui aveva perso la luce. Queste riflessioni vengono riportate, quasi come un flusso di pensieri, su un diario che va a creare un intervallo, un respiro tra i vari mesi che precedono la maturità.

“Non credo sia un caso che la scuola cominci a settembre, niente rappresenta meglio il toccarsi dell’inizio e della fine.”

In tutto ciò, il professore non si limita a dar voce a chi prima non l’aveva mai avuta ma si impegna nell’insegnare scienze in un modo tale che possa scuotere le menti dei ragazzi, portarli ad interrogarsi sul mondo che li circonda e che, a volte, sembra tanto ostile. Il fatto è che soltanto quando si osservano intensamente i misteri della vita, si può provare meraviglia e quindi speranza per un qualcosa di più luminoso.

Il suo modo di condurre le lezioni e di instaurare un rapporto con i ragazzi procura molte perplessità, sia tra i genitori sia tra gli altri insegnanti della scuola. Quest’ultimi sembrano quasi più interessati alla resa scolastica e ai voti alti nelle materie piuttosto che all’alunno inteso come persona che deve essere curata per fiorire nel migliore dei modi. Sono di fatto all’oscuro della vita, dei sogni e delle paure dei ragazzi che incontrano ogni giorno nelle loro lezioni.

Il disinteresse nei confronti della vita interiore dei ragazzi, però, non emerge solo dal corpo docente ma anche dagli stessi genitori, troppo presi dai loro problemi di adulti per accorgersi di quelli dei loro figli. Il professor Romeo non può fare altro che provare compassione per questi genitori che cercano di fare un bilancio della loro vita andando ai colloqui, come se il giudizio sui loro figli potesse in qualche modo dimostrare quanto hanno sempre creduto, nel bene e nel male. Ma spesso il giudizio non combacia con le aspettative ed è proprio lì, in questa discrepanza, che i genitori entrano in crisi, non ricordandosi che mettere al mondo un figlio non è riprodurre individui uguali a noi stessi.

I ragazzi Elena, Cesare, Achille, Stella, Oscar, Caterina, Ettore, Elisa, Mattia, Aurora sono invece profondamente affascinati dal nuovo professore, perché si sentono in qualche modo ascoltati e compresi. Grazie a Romeo, hanno appreso tanto l’uno dell’altro e anche su loro stessi. Per questo decidono di diffondere la pratica dell’appello in tutta la scuola, per dare a tutti un mezzo di comunicazione e di ascolto reciproco.

L’iniziativa si diffonde a macchia d’olio, tra rimproveri del preside, note disciplinari e una folla di giornalisti che intasa le linee telefoniche della scuola per saperne di più su tutta questa storia. Alla fine, i ragazzi della classe ghetto vengono addirittura invitati ad incontrare il Ministro. A quel punto la “rivoluzione” sembra essersi compiuta veramente, tanto che l’appello finisce come prima notizia su tutti i telegiornali.

L’ESAME DI MATURITA’

Infine, arriva anche colei che tutti temono: la maturità. Con il loro bagaglio di vita fatto di riflessioni, appelli e conoscenze personali, questi ragazzi guardano al loro esame non più come un punto di arrivo, ma piuttosto come un inizio di quello che sarà il loro cammino in un mondo tutto da scoprire.

Capiscono che ciò che rimarrà loro non sarà il voto della maturità ma tutte le giornate passate in quell’aula insieme a discutere con il professor Romeo.

“L’importante è aver custodito i loro nomi, nient’altro, perché ogni nome che salviamo è un pezzo di mondo che salviamo”.

CONCLUSIONE

L’appello” dello scrittore Alessandro D’Avenia è, in conclusione, un romanzo che parla della scuola e degli adolescenti, della formazione e dell’apprendimento. Un romanzo che cerca di scuotere un’istituzione in cui, troppo spesso, i desideri, i sogni, le difficoltà degli alunni non vengono né ascoltati né compresi. Ma è solo dal sapersi ascoltare reciprocamente che si impara a vedere oltre, dove le nostre convinzioni ci oscurano la vista.

In questi anni sono loro che mi hanno costretto, a volte in modo doloroso, a guardare dove io non sapevo o non volevo guardare, perché avevo le mie idee, le mie convinzioni, le mie ipocrisie.

Gli altri libri letti dalla redazione