John Keats: vita, pensiero e poesie

John Keats: vita, pensiero e poesie A cura di Teresa Bosica.

John Keats: vita, pensiero e opere di uno dei più importanti poeti del romanticismo inglese. Poeta dell’arte e della bellezza, fu il precursore dell’estetismo.

1John Keats: vita e opere

Il poeta romantico John Keats (1795 - 1821)
Il poeta romantico John Keats (1795 - 1821) — Fonte: getty-images

John Keats nacque a Londra nel 1795 in una famiglia modesta. Suo padre lavorava in una scuderia, morì in seguito a una caduta da cavallo quando Keats era ancora un bambino e sua madre morì di tubercolosi qualche anno più tardi.   

Sin da ragazzo, fu attratto dai libri e dall’antichità classica, ma dopo aver terminato la scuola, divenne apprendista chirurgo. Il suo amore per la poesia fu grande e dopo aver superato gli esami di medicina nel 1816, decise di abbandonare la carriera medica per dedicarsi completamente alla letteratura. Diventò amico del poeta e editore dell’Examiner, Leigh Hunt, che lo incoraggiò a perseguire la carriera letteraria. Conobbe molti importanti scrittori e artisti del tempo come Percy B. Shelley e il pittore Robert Haydon che gli mostrò i marmi di Elgin le sculture che Lord Elgin portò in Inghilterra da Atene esposti al British Museum a Londra. Keats era molto affascinato dall’arte greca la quale influenzò profondamente la sua poesia.   

Grazie a Leigh Hunt, il poeta riuscì a pubblicare le sue prime poesie. In seguito intraprese un viaggio nell’Inghilterra settentrionale e in Scozia con un suo amico, Charles Brown. Durante il viaggio Keats si ammalò e fu costretto a tornare in Inghilterra dove trovò suo fratello Tom morente a causa della tubercolosi, malattia che anche lui contrasse dopo qualche tempo. Nel frattempo il poeta continuò a comporre poesie e nel 1818 pubblicò Endymion, un lungo poema mitologico in distici rimati, sull’amore della dea Luna per il bellissimo pastore Endymion. Keats sapeva che il poema non era perfetto ma rimase deluso quando i critici lo attaccarono e reagì componendo un altro poema, Hyperion, che cominciò a scrivere nel 1818 e pubblicò incompleto nel 1820. Il poema riguarda la sconfitta dei Titani ed è chiaramente influenzato da John Milton

Casa di John Keats, Hampstead (Londra): fu qui che il poeta scrisse 'Ode to a Nightingale' e si innamorò di Fanny Brawne e fu da questa casa che si recò a Roma, dove morì di tubercolosi all'età di 25 anni.
Casa di John Keats, Hampstead (Londra): fu qui che il poeta scrisse 'Ode to a Nightingale' e si innamorò di Fanny Brawne e fu da questa casa che si recò a Roma, dove morì di tubercolosi all'età di 25 anni. — Fonte: getty-images

Nel 1818 s’innamorò di Fanny Brawne, a cui scrisse appassionate lettere d’amore che il poeta T.S. Eliot descrisse come “le più importanti mai scritte da un poeta inglese”, infatti, ci mostrano lo sviluppo artistico di Keats e la sua crescita spirituale ma anche la sua grande passione per la poesia. Sfortunatamente Keats e Fanny non poterono sposarsi a causa delle difficoltà finanziare del poeta e della sua cattiva salute.  

L’anno successivo, il 1819, è conosciuto come l’annus mirabilis di Keats, poiché in pochi mesi compose una serie di poemi il cui successo gli fece guadagnare fama eterna: il poema narrativo The Eve of St. Agnes (La Vigilia di Sant'Agnese), una storia d’amore ambientata nel medioevo, scritta in strofe spenseriane; La Belle Dame sans Merci, una ballata ambientata nel Medioevo, e le sue Grandi Odi: To Psyche (Ode a Psiche), Ode to a Nightingale (Ode a un Usignolo), Ode on Melancholy (Ode sulla Melanconia), Ode on a Grecian Urn (Ode su un’ Urna Greca), To Autumn (All’Autunno), Ode on Indolence (Ode sull’Indolenza).  

Nel 1820 la sua salute peggiorò e viaggiò in Italia con un amico, Joseph Severn, in cerca di un clima migliore. Andarono a Napoli e poi si ristabilirono a Roma, dove morì nel 1821. Fu sepolto nel Cimitero protestante di Roma. Non c’è il nome di Keats sulla sua tomba per suo espresso volere, ma solo un epitaffio: ”Here lies a man whose name was writ in water” (Qui giace colui il cui nome fu scritto sull’acqua).  

2Temi principali della poesia di John Keats

John Keats appartiene alla seconda generazione di poeti romantici, ma a differenza di Percy B. Shelley e Lord Byron, non fu veramente coinvolto nella situazione politica e sociale del tempo, era piuttosto attratto dalla natura, dall’arte, dal Medioevo e dalla cultura greca antica. La sua poesia fu profondamente influenzata dagli eventi tragici che caratterizzarono la sua vita, quali la morte dei genitori e di suo fratello Tom, egli stesso era malato di tubercolosi. Il poeta sentiva la morte incombere su di lui e trovò consolazione nella poesia e nell’arte, infatti, affermò di non poter “esistere senza la poesia” che considerava come “qualcosa di assoluto”, l’unico modo per sconfiggere la morte e vivere eternamente. Secondo Keats, la poesia nasce dal profondo dell’anima, supera la fugacità della vita e diventa immortale. Essa non deve trasmettere un messaggio ai suoi lettori, è dettata dall’Immaginazione e ciò che colpiva l’immaginazione del poeta più di ogni altra cosa era la bellezza. Keats bramava la bellezza che per lui era fonte di gioia, credeva fermamente nell’importanza della ricerca delle sensazioni, ricerca in cui erano coinvolti tutti i sensi e da cui derivavano tutti i piaceri. 

3Il Concetto di Bellezza

L'illustrazione mostra le prime cinque strofe dell'Ode to a Nightingale di John Keats
L'illustrazione mostra le prime cinque strofe dell'Ode to a Nightingale di John Keats — Fonte: getty-images

Secondo Keats, la bellezza è sia fisica sia spirituale. La percezione della bellezza fisica coinvolge tutti i cinque sensi, essa è percepita in tutte le sue forme e suscita gioia, infatti, in Endymion Keats scrive: “Una cosa bella è una gioia per sempre”, questa gioia conduce alla bellezza spirituale (l’amicizia, l’amore, la poesia). La bellezza fisica e la bellezza spirituale sono strettamente legate, poiché la prima è soggetta al tempo e svanirà e la seconda è eterna. Un artista morirà ma ciò che ha creato nel corso della sua vita sarà immortale. Keats identifica la bellezza con la verità come l’unico sapere e termina Ode all’Urna Greca con questi versi: “La bellezza è verità, la verità è bellezza, - questo è tutto ciò che sai sulla terra, tutto ciò che hai bisogno di sapere” ed è questo concetto della bellezza che fa di lui un precursore dei Preraffaelliti e degli Esteti, che consideravano il suo culto per la bellezza come l’espressione del loro motto Arte per Amore dell’Arte.

4Negative Capability (Capacità Negativa)

Keats formulò una teoria che chiamò capacità negativa (negative capability) cioè l’abilità del poeta di annullare la propria identità quando osserva un oggetto per lui fonte d’ispirazione in modo da identificarsi con esso. In questo modo è in grado di ricercare sensazioni e attraverso l’immaginazione, che considera più potente della ragione, può vedere la bellezza delle cose e creare poesia. È ciò che Keats faceva quando per ore osservava i marmi di Elgin che gli ispirarono una delle sue odi più belle: Ode su un’Urna Greca.

5Ode on a Grecian Urn (Ode su un’Urna Greca): trama e significato

Ode su un’Urna Greca fu scritta nel 1819, l’annus mirabilis di Keats, subito dopo aver composto La Belle Dame sans Merci. Il tema fondamentale di questa poesia è la relazione tra l’arte, la morte e la vita. Keats riflette sull’immortalità dell’arte opposta alla fugacità della vita. Si rivolge a un’urna greca come se fosse una persona e descrive le varie scene ritratte sul vaso. Cerca di immaginare la storia e il significato di ogni scena che osserva. Su un lato del vaso sono ritratte delle persone, uomini o dei, musicisti che suonano, un giovane uomo che insegue una bellissima ragazza e quasi la raggiunge, probabilmente si tratta di un festival dionisiaco con danze e musica. Il poeta dice che le figure rappresentate sull’urna sono eterne, le immagini ritratte non cambieranno mai, la ragazza nella scena rimarrà per sempre giovane e bella, il ragazzo non riuscirà mai a raggiungerla e a baciarla, il loro amore non avrà mai fine, i musicisti non smetteranno mai di suonare la loro canzone e gli alberi non perderanno mai le loro foglie. Sull’altro lato dell’urna sono rappresentati gli abitanti di un villaggio che si recano in processione a un sacrificio e Keats afferma che il loro villaggio sarà per sempre deserto e silenzioso perché gli abitanti non vi faranno mai ritorno. Nell’ultima strofa il poeta riflette sul vaso nella sua interezza e dice che l’urna è il simbolo dell’arte che resiste al passare del tempo e non perirà mai perché l’arte congela il tempo.