John Dewey e la pedagogia dell'attivismo

Di Redazione Studenti.

Pedagogia dell'attivismo in John Dewey: cosa si intende e come funziona nella pratica. Spiegazione della teoria di Dewey

PEDAGOGIA DELL'ATTIVISMO

John Dewey è il fondatore della pedagogia dell'attivismo
John Dewey è il fondatore della pedagogia dell'attivismo — Fonte: getty-images

Il Movimento per le scuole nuove è una vasta corrente di pensiero pedagogico iniziate alla fine dell’800 e durata con questo nome fino circa al 1920, anno nel quale Ferrière preferì il nome Scuole attive.

La scuola nuova, cui si rifà John Dewey, è un istituto in cui si mette da parte lo studio libresco e si fanno cimentare i ragazzi in lavori manuali, in libere ricerche, conversazioni, anche con estranei alla scuola, nata nella convinzione che i fanciulli non si educano con la coercizione, ma facendo affidamento alle loro spontanee attività, tenendo presente i diritti del fanciullo.

COS'È L'ATTIVISMO IN PEDAGOGIA

L’attivismo è il movimento delle Scuole nuove che sorge come critica ai metodi precedenti. È attivo ogni insegnamento che non parte da un programma di cose da insegnare e da un rigido metodo per riuscirvi, ma fa affidamento sul fatto che il bambino è intellettualmente e praticamente attivo, per cui sarà lui a scoprire prima  o poi quali sono i suoi interessi. L’attivismo è la pedagogia che ponendo il fanciullo al centro dell’atto educativo, riconosce che esso è il fattore primo della sua educazione. L’attivismo è nato:

  1. per evitare gli sperperi di energia intellettuale e fisica.
  2. per inserire i fanciulli nella società e non nella vita familiare.
  3. per impedire che le classi dirigenti impongano fini e metodi conformi ad una prospettiva politica. Criticano la scuola tradizionale.

CRITICA ALLA SCUOLA TRADIZIONALE

I fautori dell’attivismo criticano la scuola tradizionale perché:

  • non è adatta ai tempi: oggi si ha un’educazione di massa e occorrono dei metodi che non scaturiscono dal concetto di selezione, eliminando i peggiori ma aiutando ogni allievo;
  • è scuola dell’apprendimento passivo;
  • impedisce la collaborazione tra alunni, perciò non prepara alla collaborazione adulta;
  • è più adatta alle popolazioni soggette a regini autoritarie;
  • non favorisce la libera iniziativa;
  • provoca spesso manifestazioni di intolleranza verso norme e obblighi;
  • impartisce un insegnamento che risulta per molti troppo noioso.

La scuola tradizionale intende preparare alla vita adulta, ma non riesce bene in questo compito in quanto oggi vengono richiesti abilità pratiche o di lavoro manuale specifiche, capacità di agire e pensare con gli altri.

La scuola attiva è:

  • favorisce il lavoro manuale, favorisce la cultura specifica secondo attitudini ed interessi personali
  • si basa sul succedersi dei caratteri propri di ciascuna fase dell’età evolutiva e dei corrispettivi interessi
  • non si basa né sui premi, né sui castighi: al castigo sostituisce la presa di coscienza del proprio errore
  • all’emulazione sostituisce la collaborazione
  • pratica la musica, educa il gusto estetico

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