Jobs Act, cos’è il contratto a tutele crescenti

Di Redazione Studenti.

Cos’è il Jobs Act e cosa sono le tutele crescenti introdotte dalla riforma del lavoro con il governo Renzi: quello che c'è da sapere

JOBS ACT: COSA PREVEDE

Jobs Act, ecco cosa prevede il contratto a tutele crescenti
Jobs Act, ecco cosa prevede il contratto a tutele crescenti — Fonte: istock

Il Consiglio del Ministri lo scorso governo ha dato il via libera ai primi due decreti attuativi della riforma del lavoro, nota anche come Jobs Act.

Il Jobs Act tecnicamente è la legge che delega il governo Renzi a completare la riforma del mondo del lavoro, rispettando le linee guida e i “paletti” imposti dal Parlamento.

Il Consiglio del Ministri ha varato appunto i primi decreti attuativi del Jobs Act, che istituiscono definitivamente il contratto a tutele crescenti e i nuovi ammortizzatori sociali.

CONTRATTO A TUTELE CRESCENTI: COS'È

A partire dal primo marzo 2015 e fino a tutto il 2018 le aziende hanno potuto assumere con il nuovo contratto di lavoro a tempo indeterminato con tutele crescenti. Come funziona questo nuovo tipo di contratto? Per chi assume con il contratto a tutele crescenti secondo la nuova normativa è prevista sostanzialmente una decontribuzione a carico dello Stato (in altre parole, meno tasse). Per chi viene assunto, invece, in caso di licenziamento illegittimo non è più previsto il reintegro in azienda, ma solo un indennizzo in denaro che aumenta in base a quanto tempo il lavoratore ha prestato servizio nell’azienda con il contratto a tempo indeterminato (è fissato comunque un tetto massimo di 24 mensilità).

Una recente sentenza della corte Costituzionale ha però dichiarato illegittima la parte che riguarda il calcolo delle indennità, che ora non sarà automatico ma dovrà essere affidato a un giudice.

Quanto al reintegro, esso è previsto solo nel caso di licenziamento discriminatorio, nullo o nel caso di licenziamento disciplinare se viene provata l’insussistenza del fatto materiale contestato.

JOBS ACT, NUOVI AMMORTIZZATORI SOCIALI

Oltre al decreto sul contratto a tutele crescenti il Cdm ha varato anche il decreto attuativo sui nuovi ammortizzatori sociali, cioè la Naspi e la Dis-Coll.

  • La Naspi è un sussidio di disoccupazione previsto in caso di disoccupazione involontaria. A differenza della vecchia Aspi durerà più a lungo e potrà arrivare ad un massimo di 24 mesi.
  • La Dis-Coll, invece, è un nuovo ammortizzatore sociale previsto in via sperimentale per chi perderà il lavoro nel 2015. La Dis-Coll consiste in un’indennità di disoccupazione per i collaboratori coordinati e continuativi e per i collaboratori a progetto iscritti in via esclusiva alla Gestione separata, non pensionati, privi di partita Iva e che hanno almeno 3 mesi di versamenti contributi a partire dal 1° gennaio dell’anno precedete alla cessazione del rapporto di lavoro.

JOBS ACT, CONTRATTI A TERMINE

Il decreto sul riordino dei contratti a termine ha invece portato, a partire dal 2016, alla scomparsa dei contratti a progetto. Per il 2015, quindi, questo tipo di contratti ha potuto ancora essere stipulato, ma dal 2016 hanno iniziato ad essere stipulati contratti co.co.pro. solo previ accordi sindacali. Dal 2016 sono scomparsi anche i contratti di associazione in partecipazione e c'è stata una rimodulazione di altre tipologie di contratti a tempo determinato.