Sei demotivato? Forse è il momento di cambiare lavoro

Di Veronica Adriani.

Una tendenza in arrivo dagli USA che invita a cambiare lavoro ogni due anni per ridurre stress e ritrovare la motivazione. Si chiama Job hopping e tra i giovani è diffusissima

JOB HOPPING, COS'È

Cambiare spesso lavoro aiuta a guadagnare di più, ridurre lo stress e sentirsi più motivati. E piace alle HR.
Cambiare spesso lavoro aiuta a guadagnare di più, ridurre lo stress e sentirsi più motivati. E piace alle HR. — Fonte: istock

Lo chiamano job hopping con termine anglosassone, ma più banalmente è identificabile con la tendenza a cambiare spesso lavoro. Questione di noia? No, o almeno non solo. Il job hopping nasce dalla noia ma ha motivazioni più profonde: si aumentano i guadagni, si accolgono nuove sfide, si ritrova la motivazione per ciò che si fa e si impara sempre qualcosa di nuovo.

Secondo uno studio condotto dall’agenzia californiana di HR Robert Half, negli Stati Uniti sarebbero job hoppers il 64% dei lavoratori, il 22% in più rispetto a soli 4 anni fa. Una tendenza diffusa soprattutto fra i giovani, che giovano della facilità con cui si invia il proprio curriculum online o utilizzando LinkedIn. Un modo di fare visto negativamente dalle Risorse Umane? Niente affatto: la flessibilità è un valore sempre più apprezzato anche dagli HR manager.

QUANDO CAMBIARE LAVORO

Marina Osnaghi, Master certified coach, fa sapere che sono sempre di più "le persone che scelgono di rimanere nella stessa azienda per brevi periodi. Non si pensa più alla carriera come ad un percorso lineare, che va dalla cosiddetta gavetta all’esperienza, ma si cambia frequentemente alla ricerca di benefit più vantaggiosi". 

Secondo l’ultimo report annuale di LinkedIn, negli Stati Uniti i millennial cambiano quasi 2,85 posti di lavoro nei primi 5 anni dalla laurea, contro una media di 1,6 della generazione precedente. E lo fanno principalmente per motivi economici: cambiando più spesso, guadagnano di più.

Il paradigma che voleva la fedeltà all'azienda come punto di forza per un dipendente e che faceva guardare con sospetto a chi cambiava spesso luogo di lavoro, ora - assicurano gli esperti - è superato. E imparare a capire quando è il momento di cambiare è assolutamente essenziale.

“Le persone sperimentano spesso sentimenti contrastanti" continua Osnaghi. "A volte sono divise fra quel che desiderano, quello che pensano di dover fare e quello che sognano ma sembra irraggiungibile o di difficile realizzazione. Questo porta allo scatenarsi di conflitti e stress a volte incomprensibili sia in famiglia sia a casa, specchietto per le allodole che nasconde la demotivazione".

A volte naturalmente la paura può frenare l'istinto: "Dobbiamo essere consapevoli di questi condizionamenti (in molti abbiamo un mutuo da pagare e una famiglia da mantenere e lo stipendio serve), ma anche dei nostri desideri e non temere di partire alla ricerca di una soluzione migliore”.

CAMBIARE LAVORO: COME CAPIRE QUANDO È IL MOMENTO

Ecco, secondo la coach, quali sono le domande giuste da porsi per capire se è il momento di cambiare lavoro: 

  1. Quali sono gli elementi che mi soddisfano o scontentano nel contesto della mia professione?
  2. Quale disegno/ciclicità intuisco nel mio percorso lavorativo rispetto all’esperienza maturata negli ultimi anni?
  3. Quali sono i miei obiettivi?
  4. Quali sono gli elementi che mi condizionano?
  5. Quali sono le mie attitudini personali (senza farsi condizionare da schemi e convenzioni)?
  6. Qual è il posto di cui ho veramente bisogno?
  7. Vale davvero la pena di cercarlo?
  8. Qual è il punto di equilibrio fra obbligo (le incombenze della vita) e desiderio (quel che vorrei)?