Jean Cocteau: biografia, poesie e opere

Jean Cocteau: biografia, poesie e opere A cura di Elisabetta Garieri.

Biografia e opere di Jean Cocteau, poeta e scrittore francese autore - tra gli altri - di I ragazzi terribili, Oppio, Il libro bianco...

1Biografia di Cocteau, un artista eclettico

Jean Cocteau nel 1926
Jean Cocteau nel 1926 — Fonte: getty-images

Jean Cocteau, nato nel 1889 a Parigi da una famiglia borghese e colta, fu un artista eclettico, che promosse la convergenza tra diverse forme espressive da lui stesso incarnata. Poeta, autore di teatro, romanziere, regista di cinema, pittore: Jean Cocteau entusiasmò il pubblico fin da ragazzo, tanto da essere considerato un enfant prodige nell’ambiente del Tout-Paris, dove era conosciuto per il modo di conversare «più spiritoso di Parigi».

Fu un autore molto amato: visse per intero un’epoca letteraria, che non smise un attimo di interpretare e reinterpretare a modo suo, in diverse forme. Uno dei suoi aforismi più noti recita: «Coltiva sempre ciò che il pubblico ti rimprovera, perché quello sei tu».

Rispetto alle accuse di chi, in questo senso, lo tacciava di essere una girandola sempre pronta a seguire le mode del momento, lui diceva: «In realtà, non ho fatto altro che girare e rigirare la mia lanterna per illuminare i diversi aspetti dei temi che mi perseguitano: la solitudine degli esseri, il sogno a occhi aperti, la terribile infanzia, quella a cui non sfuggirò mai». L’infanzia fu in effetti uno dei temi centrali per Cocteau, che rispondeva anche al gusto di un’epoca, così come lo stile del «racconto poetico», il simbolismo surrealista, la riscrittura dei miti classici.

Il suo impegno era indirizzato verso un’idea di «arte totale», che mescolasse parola, pittura, musica e danza. Il «nome comune» che dava all’arte era «poesia», e, all’interno di essa, operava una distinzione tra «poesia critica», «poesia teatrale», «poesia grafica» e «poesia cinematografica».

2Le prime opere di Cocteau e il periodo avanguardista

Picasso e Cocteau a Cannes nel 1955
Picasso e Cocteau a Cannes nel 1955 — Fonte: getty-images

Cresciuto solo con la madre, dopo il suicidio del padre, Jean era un adolescente meno interessato alla scuola che a conoscere la vita mondana di Parigi. A soli diciannove anni fece il suo debutto in società come poeta, acclamato alla presentazione delle sue poesie nel corso di una matinée théâtrale.

In seguito, Cocteau si avvicinò alle avanguardie. Ammiratore della musica di Igor Stravinsky, ispirandosi a essa nel 1913 scrisse Le Potomak, creazione composita in prosa e disegni, caratterizzata da ironia pungente e laconismo, che alterna riflessioni lucide a derive oniriche. Il libro venne pubblicato per la prima volta nel 1919.

Venne quindi il periodo della guerra. Cocteau partì per il fronte, dove fu impegnato sulle ambulanze e dove scrisse il Discours du grand sommeil (Discorso del grande sonno), che uscì nel 1924.

Tornato dalla guerra, conobbe il musicista Erik Satie, il pittore Pablo Picasso, nonché lo scrittore Guillaume Apollinaire.

Su impulso di Cocteau, tra i quattro s’instaurò un rapporto di amicizia e collaborazione, con l’idea di dar vita a una corrente artistica che unisse le diverse forme di espressione. Ne nacque il balletto Parade, che destò scandalo e venne fischiato.

In quegli anni partecipò anche all’esperienza collettiva del «Gruppo dei sei», fondato da diversi compositori, mentre si scontrò con André Breton e con l’esperienza di Dada ai suoi esordi.

3L’incontro con Radiguet

Ritratto di Raymond Radiguet, dipinto di Jacques-Emile Blanche
Ritratto di Raymond Radiguet, dipinto di Jacques-Emile Blanche — Fonte: getty-images

Era stato un periodo prolifico per la produzione teatrale di Cocteau: nel 1920 era uscita la pièce Le boeuf sur le toit (Il bue sul tetto) e nel 1921 Les Mariés de la Tour Eiffel (Gli sposi della Torre Eiffel). 

L’incontro con lo scrittore Raymond Radiguet, che aveva quindici anni – quattordici in meno di Jean – fu per lui una svolta: aveva intuito la genialità del giovane amico, e ne era influenzato. Per scrivere, i due si ritirarono insieme ad Arcachon, dove Radiguet portò a termine Le diable au corps (Il diavolo in corpo). 

Nel 1923, sconvolto dalla morte precoce per malattia di Radiguet, scrisse in un anno i romanzi Thomas l’imposteur e Le grand écart. Non riusciva a darsi pace per la morte dell’amico e iniziò a darsi all’oppio, diventando dipendente. Fu proprio in una clinica per la disintossicazione che, nel 1929, scrisse forsennatamente, in tre settimane, il suo romanzo più conosciuto: Les enfants terribles (I ragazzi terribili). 

4Les enfants terribles: trama

Scena della produzione del 1950 del romanzo "Les enfants terribles" di Jean Cocteau. Attori: Nicole Stéphane e Edouard Dermithe
Scena della produzione del 1950 del romanzo "Les enfants terribles" di Jean Cocteau. Attori: Nicole Stéphane e Edouard Dermithe — Fonte: getty-images

Quello che viene ritenuto il capolavoro di Cocteau risente dell’influenza dei due libri di Radiguet Le diable au corps (Il diavolo in corpo) e Le bal du comte d’Orgel (Il ballo del conte d’Orgel). Protagonista è un gruppo di adolescenti: Gérard, Paul e Dargelos e due ragazze, Elisabeth, la sorella di Paul, e Agathe, una sua amica. Dargelos ha il ruolo di capobanda; i tre maschi sono legati dall’amore: Gérard ama Paul che ama Dargelos.

Il romanzo si apre con la scena, divenuta celebre, in cui Dargelos lancia una palla di neve in faccia a Paul. Dopo la morte della madre di Paul e Elisabeth, i due vivono reclusi e abbandonati a sé stessi nel loro appartamento parigino, in compagnia di Dargelos. Lì i tre fumano oppio, vivendo in una promiscuità incestuosa e ribelle.

Dopo tre anni, fallito il tentativo di matrimonio di Elisabeth, il trio si riforma, integrato da Agathe. Paul si innamora di Agathe, ma Elisabeth escogita una trama, perché ha paura di perdere il suo ascendente sul fratello: fa credere a Paul e a Gérard che Agathe sia innamorata di quest’ultimo.

Quando ricompare Dargelos, portando con sé del veleno, Paul lo ingoia e muore, mentre Elisabeth si suicida.

I temi più cari a Cocteau si concretizzano qui nella creazione di un universo che si oppone a quello adulto e borghese, con una pervicacia e un esito da tragedia greca.

5Il rapporto con i classici greci

Una volta abbandonate le avanguardie, Cocteau si era rivolto ai classici come fonte di ispirazione privilegiata, fin dalle riscritture delle tragedie di Sofocle Antigone, del 1922, e Oedipe roi (Edipo re), del 1925.

Con la pièce Orphée (Orfeo), del 1927, da lui definita «poesia teatrale», fu il primo, in Francia, a adottare il punto di vista della psicanalisi nella riscrittura dei miti greci. Questa proseguì con La machine infernale (La macchina infernale), del 1932, altra riscrittura teatrale del mito di Edipo, caratterizzata da ironia, giochi di parole e linguaggio onirico.

6Il cinema di Cocteau, la pittura e la notorietà

Jean Cocteau (a sinistra con cappello) dirige una scena del suo film "La belle et la bête". Francia, 1946
Jean Cocteau (a sinistra con cappello) dirige una scena del suo film "La belle et la bête". Francia, 1946 — Fonte: getty-images

La prosa mescolata alle immagini, le ibridazioni con il linguaggio musicale: tutto suggeriva l’approdo di quell’artista multiforme al cinema. Anche come regista cinematografico, utilizzò l’approccio psicanalitico che aveva adottato nelle sue ultime opere teatrali, mettendo in scena l’affiorare dell’inconscio e del subconscio. Dichiarò infatti che il cinema era un modo di esprimere «il personaggio sconosciuto» che lo abitava. 

Nel 1930 firmò il film surrealista, che si scompone in quattro parti, Le sang d’un poète (Il sangue di un poeta). Nel 1943 raggiunse il grande pubblico firmando la sceneggiatura del film L’éternel retour (L’eterno ritorno), trasposizione in chiave moderna della leggenda di Tristano e Isotta. Nel 1946 realizzò La belle et la bête (La bella e la bestia), ispirato al noto racconto di Mme de Beaumont

Cocteau aveva ormai raggiunto il culmine della notorietà: spesso veniva chiamato a intervenire alla radio, mentre era iniziata la pubblicazione delle sue opere complete, e nel 1955 fu eletto all’Academie française. Si fece anche pittore, decorando le cappelle di Villefranche sur mer e di Saint-Blaise-des-Simples à Milly. Morì nel 1963.