Jacques Prévert: biografia e poesie

Jacques Prévert: biografia e poesie A cura di Elisabetta Garieri.

Biografia e poesie di Jacques Prévert, poeta francese aderente al movimento surrealista famoso per le sue poesie d'amore

1Biografia di Prévert e origini di un poeta dell’immaginario

Jacques Prevert, 1951: poeta e scrittore francese
Jacques Prevert, 1951: poeta e scrittore francese — Fonte: getty-images

Me ne frego totalmente di quale sia il ruolo del poeta, mi hanno chiamato poeta, ma io ho scritto così, sono un artigiano, ho scritto per far piacere a molti e infastidire altri, e va bene!” dichiarò in un’intervista alla radio Jacques Prévert. L’autore forse più popolare in Francia, dove viene studiato moltissimo, della scuola diceva di amare solo il suono della campanella. Le canzoni composte a partire dai suoi versi, e i film di cui scrisse i dialoghi, sono entrati a far parte dell’immaginario collettivo

La notorietà di cui gode gli ha però anche fatto torto: la sua figura viene spesso edulcorata, ridotta all’aspetto dolce e innocente di poesie d’amore e filastrocche infantili. Fu invece un artista eclettico, un pacifista convinto e un libertario, che riempiva i propri versi di critica sociale: seppe persino, da precursore, denunciare la dominazione maschile sul femminile nella lingua, nella poesia Il pleut (Piove).

Si schierò sempre in favore degli ultimi, e se era tenero con poveri e marginali, era sempre pronto a scagliarsi, anche con ferocia, contro i rappresentanti di un ordine che vedeva come repressivo. Guerrafondai, bigotti e razzisti: erano adulti che, a suo dire, “non erano mai stati bambini”. 

Jacques Prevert con la sua famiglia in vacanza a San Paolo di Venza nell'estate 1951
Jacques Prevert con la sua famiglia in vacanza a San Paolo di Venza nell'estate 1951 — Fonte: getty-images

Nacque nel 1900 a Neuilly-sur-Seine, nella banlieue parigina, da una madre povera, che di mestiere costruiva sacchi di patate, e da un padre un po’ scapestrato. Per quanto provenisse da un milieu borghese, non riusciva a mandare avanti la famiglia in modo stabile, ma coltivava l’arte di sbrigarsela, tra un lavoretto e l’altro. 

Uno dei mestieri del padre era fare visita ai poveri della città, per vedere se “meritavano” di ricevere degli aiuti, e nelle visite portava con sé il figlio Jacques, che conobbe le condizioni dei quartieri più miserabili di Parigi, sviluppando una sensibilità particolare per gli ultimi. Il padre lo portava anche a teatro, di cui era un assiduo frequentatore, e lì Jacques forgiò il suo gusto per gli spettacoli, e quindi per la fantasia, il fiabesco e il senso dell’umorismo

2Prévert, i surrealisti, il teatro con il “Groupe octobre” e il Tentativo di descrizione

Cresciuto, Prévert non aveva intenzione di prestare servizio militare, ma fu arrestato e inviato al fronte. Tornò munito di un forte sentimento antimilitarista e andò a vivere con degli amici nel centro di Parigi. Fu in questo periodo che conobbe André Breton e il movimento surrealista, all’epoca in pieno fervore: più interessato a ciò che il movimento faceva per le strade e nei teatri che al suo aspetto strettamente letterario, lo abbandonò nel 1929. Aldilà delle controversie teoriche – di cui lui proprio non si occupava – sembra che, a Breton, rimproverasse soprattutto di “occuparsi troppo della vita amorosa dei suoi amici”.  

Jacques Prevert e Pablo Picasso, aprile 1951
Jacques Prevert e Pablo Picasso, aprile 1951 — Fonte: getty-images

Nel 1932 nacque ilGroupe octobre”, una compagnia di teatro operaio, di cui Jacques Prévert entrò a far parte, scrivendo buona parte del repertorio. La compagnia andava a esibirsi nelle fabbriche in sciopero, e nel 1933 vinse anche il primo premio alle Olimpiadi del teatro operaio a Mosca

Nella pièce La bataille de Fontenoy (La battaglia di Fontenoy), va in scena una parodia della Prima guerra mondiale: un crudele gioco al massacro dato in pasto a spettatori che esigono il sangue delle giovani vittime, sacrificate sull’altare dei loro assurdi ideali. La vicinanza con l’Unione sovietica, e quindi la disciplina di partito, fecero però allontanare Prévert da questa esperienza. 

Aveva già iniziato a scrivere, senza curarsi della pubblicazione dei suoi testi: del 1931 è Tentative de description d'un dîner de têtes à Paris-France (Tentativo di descrizione di un banchetto in maschera a Parigi-Francia). Il testo è una parodia amara, grottesca e surreale della buona società parigina, costruita su ripetizioni e giochi di parole e immagini, che finisce con un inno ai diseredati della terra: “il sole splende per tutti, non splende nelle prigioni, non splende per chi lavora in miniera” inizia la chiusa, per continuare con un elenco di tutti i più sfortunati della società. 

3Prévert e il cinema del “realismo poetico”

L'attrice francese Arletty sul set di "Les Enfants du Paradis", scritta da Jacques Prévert e diretta da Marcel Carné
L'attrice francese Arletty sul set di "Les Enfants du Paradis", scritta da Jacques Prévert e diretta da Marcel Carné — Fonte: getty-images

Tramite il fratello Pierre, che aveva fatto una lunga gavetta nel mondo del cinema, a fianco di personaggi come Luis Buñuel, Jean Renoir, Jean Vigo, Jacques si avvicinò al mestiere di sceneggiatore e dialoghista. Ciboulette (Erba cipollina), del 1933, è il primo film che scrisse, adattando il libretto di un’opera teatrale, e inserendovi musica e canzoni. 

Assieme al fratello prima, poi da solo, scrisse le sceneggiature di film che resteranno i capolavori della cinematografia tra le due guerre, soprattutto per il regista Marcel Carné. Quai des brumes (Il porto delle nebbie, 1938), Le jour se lève (Alba tragica, 1939), Les enfants du paradis (Amanti perduti, 1945): sono i titoli più noti firmati Carné e Prévert, protagonisti della corrente cinematografica delrealismo poetico”, attiva negli anni ’30 e ’40, che univa l’ispirazione proveniente dalla realtà con la poesia dell’immaginario che appartiene a ciascun individuo. 

Quel cinema, in cui i protagonisti erano gli abitanti dei quartieri periferici di Parigi, che Prévert ben conosceva, era anche espressione della realtà politica del Front populaire (Fronte popolare), la coalizione di partiti di sinistra che governò la Francia tra il 1936 e il 1938. 

La critica ha individuato quattro tratti salienti del Prévert dialoghista, costituiti da figure di stile, che ricorrono anche, più in generale, nella sua poetica: 

  1. frasi brevi e assenza di connettivi tra esse;
  2. ripetizioni;
  3. uso frequente del nome proprio della persona a cui si rivolge chi parla;
  4. molte frasi esclamative.

Prévert scrisse anche la sceneggiatura di un film d’animazione disegnato e diretto dall’amico Paul Grimault: Le roi et l’oiseau (Il re e l’uccello), ispirato alla fiaba di Andersen La pastorella e lo spazzacamino, che uscirà solo nel 1980. 

4Prévert scrittore: le raccolte poetiche

Solo dopo la seconda guerra mondiale, nel 1946, i testi di Prévert, che fino a quel momento erano stati pubblicati singolarmente su delle riviste, vennero riuniti, con l’accordo dell’autore, in un libro: Paroles, che si apriva con Tentative de description d’un dîner de têtes à Paris-France e conteneva 91 poesie (nell’edizione successiva 95). 

La copertina della raccolta era d’impatto: la fotografia di un graffito su un muro di Parigi, con le scritte “Jacques Prévert” e, più sotto, “Paroles”, tracciate alla svelta a pennellate rosse

Gli attori francesi Arletty e Jean-Louis Barrault sul poster del film "Les Enfants du Paradis", scritto da Jacques Prévert e diretto da Marcel Carné
Gli attori francesi Arletty e Jean-Louis Barrault sul poster del film "Les Enfants du Paradis", scritto da Jacques Prévert e diretto da Marcel Carné — Fonte: getty-images

Paroles ebbe un successo di pubblico strepitoso: vendette cinquemila esemplari in una settimana e venticinquemila in un anno. La critica e il mondo delle lettere si divisero tra chi accolse Prévert poeta con entusiasmo e chi lo denigrò, come Luis Aragon, considerandolo un pagliaccio che si barcamenava tra cliché triti e ritriti. Prévert giocava sì con gli stereotipi, ma per ribaltarli. 

Con uno stile orale e argotico, i versi di Paroles hanno lunghezza variabile, e mescolano prosa e poesia per fare critica sociale: senza imbastire un programma rivoluzionario, contrappongono alla denuncia di ingiustizie e sfruttatori di ogni sorta la gioia di vivere, l’amore, la libertà creatrice. Si tratta di una scrittura dalle atmosfere fiabesche e surreali, a volte dotata anche di una certa gravità. I procedimenti che la caratterizzano sono: 

  • enumerazioni, elenchi;
  • citazioni;
  • salti di palo in frasca;
  • giochi di parole;
  • accostamenti eterocliti.

A Paroles seguirono molte altre raccolte poetiche, e i versi di Prévert, trasposti in musica dal compositore Joseph Kosma, e cantati da interpreti come Yves Montand, Serge Gainsbourg, Juliette Greco, Serge Reggiani, hanno acquisito una popolarità senza tempo. Prévert morì nel 1977 a Parigi

5I ragazzi che si amano - Les enfants qui s’aiment

Il famoso poeta e cantautore francese Jacques Prevert (1900-1977) vicino al Moulin Rouge di Parigi, 1977
Il famoso poeta e cantautore francese Jacques Prevert (1900-1977) vicino al Moulin Rouge di Parigi, 1977 — Fonte: getty-images

I tredici versi liberi della poesia Les enfants qui s’aiment (I ragazzi che si amano), musicati da J. Kosma e cantati da Yves Montand e Juliette Greco, sono forse i più popolari di Prévert. La poesia affronta il tema del primo amore. Si apre con l’immagine degli amanti che si baciano contro le porte della notte, descritti come avulsi dalla realtà, e contrapposti ai passanti che li additano, mentre quelli “non ci sono per nessuno”: è solo la loro ombra tremolante a stimolare la rabbia dei passanti. Rabbia, disprezzo e risa sono però dettate dall’invidia, perché il primo amore porta con sé una gioia tanto totalizzante da essere esclusiva, e da sovvertire le leggi dello spazio e del tempo. Gli amanti infatti sono “ben più lontano della notte” e “ben più in alto del giorno”: l’accostamento di “notte” e “giorno”, che indicano il tempo, con “lontano” e “alto”, che si riferiscono allo spazio, esprimono il superamento di ogni confine, che avviene, come suggella l’ultimo verso, tramite “l’abbagliante splendore del loro primo amore”.