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ITS Umbria Academy, eccellenza dell'Italia centrale: come funziona

Di Veronica Adriani.

L'ITS Umbria Academy è al secondo posto nel ranking nazionale INDIRE 2022. Cos'è e come funziona l'istituto, tra percorsi, esperienze dirette e placement

ITS Umbria Academy

Il Labomec dell'ITS Umbria Academy
Il Labomec dell'ITS Umbria Academy — Fonte: ufficio-stampa

Nei ranking dei percorsi ITS del Monitoraggio INDIRE 2022, l'ITS Umbria Academy è al secondo e al terzo posto con due percorsi di ambito meccatronico. Non è un caso: è proprio da lì, infatti, che l'ITS è nato nel 2011, rispondendo alle necessità del distretto industriale della regione, e sviluppando via via nuovi percorsi sempre diversi a partire dal 2013, diventando eccellenza politecnica nel made in Italy.

Ad oggi i percorsi attivi sono:

  • 4 in ambito Meccatronico;
  • 3 in ambito digitale;
  • 2 nel settore delle biotecnologie, di cui uno specifico sull’economia circolare;
  • 1 in ambito marketing, per la creazione di professionisti sales specialist della filiera delle produzioni tipiche;
  • 2 in ambito turistico, uno incentrato sulla gestione e uno sulla promozione del settore;
  • 1 in ambito sistema casa BIM.

"Nel 2022 abbiamo intenzione di attivare in totale 15 corsi, introducendone uno sulla mobilità elettrica, che non abbiamo fatto in tempo a presentare alla Regione quest'anno" racconta il Coordinatore e Direttore didattico dell'ITS Umbria Oscar Proietti, che aggiunge poi altri numeri rilevanti: "Dal 2011 ad oggi abbiamo erogato 55 percorsi biennali. E oggi abbiamo 19 classi attive, quindi circa 450-500 studenti attivi fra primo e secondo anno".

ITS Umbria Academy: Corsi

Il successo dei corsi dell'ITS Umbria Academy non è casuale. La grande forza, oltre al rapporto con le aziende e le università del territorio, nasce dalla creazione di laboratori tecnologici di eccellenza: il Labomec di Foligno e il Biotech di Terni. Sono proprio i laboratori che attirano gli studenti, perché rendono la formazione dell'ITS teorico-pratica e preparano al mondo del lavoro in modo efficace.

"Abbiamo una formulazione del percorso diversa dagli altri" spiega Proietti. "Il primo anno comprende una formazione frontale di 1000-1200 ore. Successivamente parte il tirocinio, che viene svolto in circa 6-7 mesi" Il motivo è strettamente pratico, e viene incontro ad una necessità delle aziende partner: "È bene che le nostre aziende, quasi tutte PMI, abbiano consapevolezza del periodo in cui possono contare sulle risorse.

Attivando il tirocinio in questo modo, facciamo sì che le aziende sappiano che possono avere continuativamente per 7-8 mesi un ragazzo: un tempo sufficiente per formarlo e inserirlo".  

Il placement

Anche l'ITS è strutturato come un'azienda, con una figura di riferimento per ciascun settore: l'aria che i ragazzi respirano all'interno dell'istituto è così già molto simile a ciò che vivranno in azienda una volta in stage.
Proprio come in un'azienda, infatti, la figura responsabile del placement si comporta come farebbe un manager nella gestione delle risorse umane: attraverso una serie di colloqui tenuti con i ragazzi nel corso del tempo, cerca di costruire un quadro generale dei loro interessi e delle loro competenze per cercare il matching perfetto con l'azienda. "Raccogliamo le preferenze e organizziamo un colloquio fra ragazzo e azienda. Se il ragazzo piace all'azienda e l’azienda piace al ragazzo, si stipula la convenzione" spiega Proietti. "Ci sono delle aspettative a livello di formazione: se l’azienda non le rispetta, si cambia tirocinio".

La serietà con cui l'ITS Umbria approccia il placement è apprezzato non solo dalle aziende del territorio: "Ci contattano anche fuori dall'Umbria" confessa Proietti. "E nonostante tutto, non riusciamo con i nostri diplomati a coprire tutto il fabbisogno delle imprese".

Struttura della formazione

Ragazzi al lavoro in uno dei laboratori dell'ITS
Ragazzi al lavoro in uno dei laboratori dell'ITS — Fonte: ufficio-stampa

"Le nostre lezioni sono già pratiche e applicative" continua Proietti, raccontando i punti forti della formazione. "Siamo anche anticipatori rispetto ai fabbisogni delle imprese: siamo test center per Pearson per il conseguimento del patentino della robotica, che tutti i nostri ragazzi superano dopo aver fatto un corso".

Parte di questi corsi teorico-pratici di 1000 ore, però, è destinata espressamente all'acquisizione delle competenze trasversali: "100 ore sono di inglese e prevedono una certificazione di livello in uscita. Altre 100 sono di allineamento, e vengono fatte nella parte iniziale dell'anno. Altre 80 sono di soft skills: spieghiamo ai ragazzi come si sta in azienda, le basi del problem solving, come si costruisce un CV.

Nell’agroalimentare le soft skills hanno compreso anche un corso di teatro, che ha risvegliato la classe dal torpore del lockdown: la classe si era conosciuta online" spiega Proietti. "Abbiamo organizzato uno spettacolo nella cantina di Marco Caprai, ed è stato veramente una scoperta: per questo stiamo pensando di introdurre il teatro in modo sistematico nella programmazione, perché aiuta a stare insieme".

Nonostante il grande successo di placement - 80% in media, con punte del 100% negli ambiti meccatronici e digitali - gli ITS sono ancora una scelta secondaria per famiglie e studenti: "Questo è dovuto in primis a un fatto storico: in Europa l'ITS esiste da 50 anni, in Italia da 10" spiega Proietti. "Inoltre abbiamo un nome infelice, che ormai è diventato un brand: al posto di Istituto si poteva scegliere Accademia". Infine, "Le famiglie non riconoscono questo percorso, e le scuole ci vivono con alterna soddisfazione. I ragazzi sono bombardati da informazioni, ma quello che davvero funziona è il passaparola, o le indicazioni dei docenti". Per questo, buona parte dell'attività dell'ITS è dedicata all'orientamento nelle scuole: "ce ne sono alcune che fanno un ottimo lavoro e hanno laboratori tecnologici attrezzati: questo è il nostro principale bacino di utenza".

Esperienza diretta: studiare all'ITS Umbria Academy

Filippo Rossetti è uno degli studenti che dopo l'ITS ha deciso di proseguire con l'Università: "nel 2013 ho fatto l'ITS, nel 2014 il tirocinio, e dal 2015 al 2020 l'Università". Ci ha messo un po' di più a laurearsi, ma per un ottimo motivo: mentre studiava per la laurea, lavorava all'interno di una delle più grandi case vinicole italiane, Arnaldo Caprai. "La sfortuna della viticoltura è che se fai l'università, di tre sessioni d’esame puoi sfruttarne solo una: giugno è una fase di lavoro elevata per le aziende e settembre è momento di vendemmia: quindi avevo solo la sessione di dicembre-gennaio per dare gli esami".

Filippo arriva all'ITS dopo aver frequentato l'istituto agrario: "Conoscevo la viticoltura e la mia tesi di diploma era sull’impianto di un vigneto. Ma come si passasse da questo alla bottiglia, non lo sapevo". Così si iscrive all'ITS, nel percorso agroalimentare, dopo aver pensato a lungo se proseguire gli studi o iniziare da subito a lavorare. "All'ITS mi sono appassionato all’agricoltura e all’enologia e ho scelto subito l’azienda in cui fare il tirocinio. Al termine del percorso, visto l’interesse che si era risvegliato, ho pensato di continuare con l’università, dove ho studiato viticoltura ed enologia".

Studenti al lavoro all'ITS Umbria Academy
Studenti al lavoro all'ITS Umbria Academy — Fonte: ufficio-stampa

Filippo oggi è assistente enologo da Arnaldo Caprai: "Nel tempo ho fatto monitoraggi delle avversità in campo, ho seguito le squadre in vigneto, lo sviluppo della pianta e la difesa della vite", racconta. "Negli ultimi due anni sono entrato nella fase di trasformazione delle uve e adesso seguo stoccaggio, maturazione, imbottigliamento e vendemmia: quella di agosto sarà la mia prima vendemmia da solo".

È possibile frequentare l'ITS per chi ha fatto un percorso diverso dal suo? "All'ITS avevo diversi colleghi che non avevano frequentato l’agrario e alcuni si sono diplomati con un voto più alto del mio. Quindi, vedendo anche l’esperienza dei miei compagni, direi di sì: è possibile frequentare l’ITS avendo fatto un percorso diverso".

Il punto di vista dell'azienda

Mattia dell'Orto si occupa di Ricerca e Sviluppo in Arnaldo Caprai, la stessa azienda in cui è impiegato Filippo. Il rapporto con l'ITS è ormai sedimentato da tempo, tanto che Dell'Orto è uno dei docenti dell'istituto: "Ogni anno siamo in contatto con 20-25 ragazzi: un impegno importante ma che ci permette di conoscerli a fondo" spiega. "Il mio ruolo è legato alla capacità di conoscere e capire i ragazzi, oltre che stimolarli: hanno bisogno di un aiuto per capire le possibilità di lavoro, perché spesso non hanno idea di quali siano le professioni possibili".

Caprai si occupa in modo molto serio di sostenibilità in ambito vitivinicolo: "ne parliamo da anni e me ne occupo personalmente" spiega. "Ai ragazzi dico sempre che a noi arrivano in media due CV al giorno: se sono interessati al settore devono avere cognizione delle tematiche, perché oggi non è più così semplice trovare lavoro in agricoltura".

La formazione in aula e sul campo, in questo senso, permette di operare già una prima scrematura, ed entrare in contatto con i ragazzi davvero interessati al settore: "I ragazzi che abbiamo inserito in azienda sono 7-8: abbiamo avuto l'opportunità di sceglierli capendo le loro propensioni già in aula" spiega Dell'Orto. "Parte del mio lavoro è cercare di mettere insieme quella che penso possa essere la loro propensione con quello che le aziende chiedono all’ITS" continua. Poi, spiega meglio in cosa è consistito il corso di teatro attivato per i ragazzi, quello di cui parlava anche Proietti: "I ragazzi hanno bisogno di una guida quasi paterna, e giocare con l’arte è stata una bella iniziativa. Il corso di teatro aveva lo scopo di migliorare la comunicazione dei ragazzi nella promozione del vino. Dato che oggi si parla di turismo emozionale, abbiamo pensato a un modo diverso di raccontare il vino e il territorio".

I ragazzi dell'ITS Umbria al lavoro nella cantina Caprai
I ragazzi dell'ITS Umbria al lavoro nella cantina Caprai — Fonte: ufficio-stampa

Il vantaggio di entrare in un'azienda come Caprai è che c'è una fortissima contaminazione tra chi lavora e chi studia: "Per i dipendenti è normale essere continuamente in contatto con stagisti dell’università o dell'ITS. Anche per chi lavora è un momento di crescita e confronto, che crea un clima giovane e dinamico" spiega.

I contratti che vengono stipulati in azienda sono quelli tipici del mondo agricolo: "Facciamo contratti avventizi, a chiamata o a giornata" spiega.

"In realtà, se i ragazzi iniziano, poi lavorano tutti i giorni e questi contratti nel tempo vengono trasformati in contratti a tempo indeterminato".

Ma quali sono le caratteristiche che deve avere chi aspira a un tirocinio nella cantina Caprai? "Per noi il 90% è costituito dalla motivazione" racconta Dell'Orto. "Quest’anno ho chiesto a Confagricoltura se potessimo avere un ruolo diretto nell’orientamento: tanti ragazzi non conoscono nulla del mondo vitivinicolo, e la realtà dell’agricoltura va raccontata". La maggior parte dei ragazzi crede di poter iniziare con un percorso da agronomo, ma in realtà "il punto di caduta sono le lavorazioni in campo", conferma dell'Orto. "Ma se i ragazzi sono motivati e interessati, in breve tempo iniziano ad avere in cantina ruoli di gestione e responsabilità dei gruppi. Le aziende più piccole hanno una posizione unica, e se un ragazzo entra con umiltà e costruisce buone interazioni, è possibile che dopo un po’ diventi responsabile della cantina" conclude. "È innegabile che i ragazzi, per fare questo, debbano essere innanzi tutto coinvolti in modo molto onesto ed essere motivati".

Il grande vantaggio che fornisce questo ITS, secondo Dell'Orto, è "avere un taglio molto pratico sul lavoro: mette subito in luce quali sono le problematiche e dà una formazione tecnica importante. Si può conoscere il mondo della viticultura in ITS e poi decidere di proseguire gli studi" spiega. "L’università ha poche possibilità di inserirti così tanto in un mondo operativo per mostrarti come funziona davvero. L'ITS è completamente gratuito, e prevede anche momenti di visita nei territori vitati d’italia, per poter vedere sul campo quello che si fa".

Ovviamente, la formazione tecnica apre anche altre possibilità, ad esempio la comunicazione enologica: "Il valore enorme che ha questo ITS è formare persone che sappiano potare un vigneto e poi fare marketing su quello" prosegue.

"Facciamo anche giornate di degustazione professionale: per chi non si vede nel settore agricolo o di cantina questa formazione apre comunque prospettive". Si può insomma, lavorare sulla promozione del vino, conoscendone però anche tutti gli aspetti produttivi, che è il vero valore aggiunto: "La viticoltura in italia si apre anche all’accoglienza e al turismo, l'ambito che fa il maggior fatturato".

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