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ITS Turismo Puglia: accesso, formazione, placement

Di Veronica Adriani.

Cos'è e come funziona l'ITS Turismo Puglia: corsi, accesso, placement, esperienze dirette delle aziende e degli studenti e approfondimenti

ITS Turismo Puglia: eccellenza italiana del settore turistico

I ragazzi dell'ITS Turismo Puglia
I ragazzi dell'ITS Turismo Puglia — Fonte: getty-images

Al ventottesimo posto su 260 percorsi ITS e al primo per il settore turistico, l'ITS per il turismo della Puglia si conferma una vera eccellenza per il settore turistico secondo il ranking nazionale INDIRE 2022.

A caratterizzarlo, oltre al forte focus sul territorio, dato dal rapporto con le aziende locali, è soprattutto l'offerta formativa variegata e orientata ai bisogni delle singole province: "I profili che possono andar bene in una provincia vanno magari meno bene in un’altra", spiega Giuseppa Antonaci, Presidente della Fondazione. "Riuniamo attorno ai tavoli tecnici le imprese, ma anche il Comune e le associazioni di categoria, ad esempio, e apriamo un dibattito sui profili di cui più si è sentita la carenza negli ultimi anni. Le imprese hanno ben chiaro quello che vogliono, tanto che quest’anno abbiamo avuto una richiesta altissima di personale, che nonostante tutto non riusciamo a soddisfare".

Nel biennio 2016-2018 l'ITS ha diplomato i suoi primi 50 ragazzi, e ha poi proseguito fino ad arrivare ad avere all'attivo 14 classi, con una media di 25-30 ragazzi per classe. I prossimi corsi sono in partenza a ottobre 2022. Il tasso di placement? Altissimo: arriva al 98%.  

Come funziona il placement

Chi riesce a superare la selezione iniziale - composta da una prova scritta e da un colloquio motivazionale - ha accesso a due anni di formazione completamente gratuita, al termine dei quali si consegue un Diploma di tecnico superiore, che corrisponde a un 5° livello del Quadro Europeo delle qualifiche per l’apprendimento permanente (EQF). Chi si distingue - per merito o per reddito - può anche avere diritto a borse di studio. Non solo: esiste anche la possibilità di fare esperienza all'estero grazie al programma Erasmus+.  

Il placement, abbiamo detto, è molto alto. Non è un caso: l'ITS cura moltissimo il momento di incontro fra domanda e offerta, soprattutto attraverso delle giornate specifiche in cui i ragazzi possono entrare in contatto diretto con le imprese del territorio: "Organizziamo i Job day, giornate di incontro tra ragazzi dell’ITS, ma anche delle medie o delle superiori", spiega Antonaci.

"Sono momenti in cui le aziende si presentano con le loro offerte e i ragazzi possono fare il colloquio". Ragazzi che vengono preparati a sostenere queste interazioni anche durante l'anno: "Abbiamo attivato un supporto ai ragazzi per il completamento del CV, diamo input su come sostenere un colloquio…ma mettiamo anche a disposizione delle aziende dei corner dove possono informarsi sull’apprendistato o altri tipi di contratto" spiega. "Sono stati i comuni stessi a promuovere tutto questo. È fondamentale perché in questo modo si apre ancora di più la platea delle imprese: l’ITS diventa una realtà per le imprese stesse e per i ragazzi".

La più grande difficoltà per chi entra in un ITS - qualunque esso sia - è capire esattamente cosa accadrà dopo: quali professioni si potranno svolgere? Come funziona il mondo del lavoro per un determinato settore? Oltre a garantire un incontro quasi quotidiano con le imprese in aula - dato per per legge il 60% dei docenti deve provenire dalle aziende - l'ITS Puglia organizza anche delle masterclass con gli imprenditori, che spiegano ai ragazzi il funzionamento della loro azienda o li portano in sede per mostrare loro il lavoro sul campo.

Successivamente, viene fatto un colloquio individuale tra i ragazzi e il direttore del corso, per capire interessi e aspirazioni. Si prende nota delle aziende in cui gli piacerebbe svolgere lo stage, e lo stesso si fa con le imprese: se più imprese sono interessate allo stesso ragazzo, è a lui che va la scelta finale.

Chi frequenta l'ITS Turismo Puglia

I ragazzi dell'ITS vivono un momento di turismo esperienziale
I ragazzi dell'ITS vivono un momento di turismo esperienziale — Fonte: ufficio-stampa

La maggior parte dei ragazzi che frequenta l'ITS Turismo della Puglia proviene da scuola tecniche o professionali. Ma c'è anche un buon 20% di ragazzi che invece proviene da percorsi accademici, e che sceglie l'ITS per ricollocarsi con più facilità: "chi viene da Scienze della comunicazione o Beni culturali lo fa perché è attratto dal settore turistico", spiega Antonaci.

"Ha probabilmente un buon eloquio, sa parlare in pubblico, conosce le lingue straniere e ha una personalità già completa, anche dal punto di vista della persona: questi studenti considerano l’ITS una sorta di master", racconta. Ma molti laureati provengono anche dal mondo scientifico: "Abbiamo avuto anche laureati in giurisprudenza o in biologia. Quest’anno parte una specializzazione in Gestione e conduzione del cantiere di restauro architettonico: un profilo professionale che crea un professionista nella gestione di un cantiere di restauro" racconta. "In questo percorso applichiamo software come CAD, BIM, GIS: la maggior parte degli iscritti e composta da laureati. Questo percorso è stato riconosciuto dall’Ordine nazionale dei geometri come biennio di praticantato".

Come sta cambiando il turismo

Lavorare nel settore turistico significa anche capire in che direzione sta andando il mercato: "Nessun settore come quello turistico è più invaso dalle tecnologie", spiega Antonaci. "C’è il robot receptionist, ad esempio. Se andiamo poi sulle tecnologie 3D, o il metaverso…ci rendiamo conto che un bene culturale può essere visto anche da casa, o si può essere spinti a vederlo di persona perché lo si è già visitato virtualmente".

Per questo i ragazzi vengono formati da subito a un tipo di turismo diverso: "In estate si svolge una summer school di turismo esperienziale: i ragazzi escono, guardano la fauna e la flora, fanno attività di enogastronomia sul campo. Si rendono conto, insomma, di quante potenzialità ha un territorio, oltre agli aspetti culturali". Gli esperti non fanno altro che raccontare insieme ai ragazzi quello che vedono, perché questo sviluppa nei ragazzi la capacità di fare storytelling: "oggi anche il maitre di sala, se vuole attirare il cliente, deve saper descrivere un olio, le sue caratteristiche, gli aneddoti".

Per questo i ragazzi vengono preparati anche allo sviluppo delle soft skills: "Abbiamo introdotto anche corsi di dizione e postura", racconta la Presidente.

"Già l’atteggiamento di una persona nel corpo fa capire se il turista è ben accetto o meno". Altro aspetto che viene trattato nel corso delle lezioni è il problem solving: "Un imprenditore che lavorava con noi diceva: non voglio che un ragazzo sia formato con grandissima professionalità, a quello ci penso io. Ma mi serve qualcuno che mi accolga con un sorriso e mi dica Sa, c’era un problema. . . ma l’ho già risolto”.

Il punto di vista dell'impresa

Luisa Sportelli, Presidente del CTS e referente aziendale di Masseria San Domenico
Luisa Sportelli, Presidente del CTS e referente aziendale di Masseria San Domenico — Fonte: ufficio-stampa

Luisa Sportelli è Presidente del CTS dell'ITS Puglia, ma anche uno dei principali partner aziendali dell'Istituto: il gruppo San Domenico Hotels è un gruppo di strutture ricettive di alto profilo, del quale fa parte anche Masseria San Domenico, antica masseria riconvertita a hotel di lusso nell'area di Fasano (BR), della quale è referente. "Siamo sempre alla ricerca di figure professionali sul territorio: per questo siamo all’interno della Fondazione come una delle aziende turistiche che l’ha formata", racconta. "Abbiamo dato la disponibilità dei nostri manager a fare lezione in aula: è vero che il professore è importante, ma il manager che sta sul campo dà esperienze dirette sul lavoro. Pensiamo a un reparto di sala, ad esempio".

Luisa Sportelli è stata anche docente presso l'ITS: "Ho fatto lezioni di galateo: quello che manca ai ragazzi è la pratica. Quando affrontano l’educazione spicciola, il rapporto spicciolo col cliente, devono conoscere anche le piccole linee base di cortesia ed educazione", spiega. "Ai ragazzi dico sempre che bisogna essere sempre molto empatici nella gestione del complain: se un cliente si altera, è perché ha un problema. Bisogna cercare prima di tutto di mettersi nei suoi panni, e, nella maniera più educata possibile, rispondere senza alterarsi".

La scelta dei candidati

Come avviene per la maggior parte degli ITS, anche in questo caso, a fare da padrona nella scelta di un candidato rispetto a un altro, è la motivazione: "Le figure che cerchiamo di più sono quelle che operano in cucina, sala e accoglienza: front office e back office.

Privilegiamo chi conosce inglese e tedesco, chi frequenta con assiduità, chi si mostra interessato", spiega Sportelli. Sull'inglese, in particolare, torna più volte, sottolineando come una conoscenza scolastica della lingua non sia assolutamente sufficiente a interagire con i turisti, soprattutto in ruoli di primo livello come il centralinista, il porter o il navettista: "Sono loro lo specchio dell’azienda", spiega. "La prima cosa che il porter fa quando apre lo sportello della macchina del cliente è dare il benvenuto nella lingua, chiedere se il viaggio è andato bene, se è la prima volta che il cliente viene in Italia. . . il navettista invece porta i clienti alla spiaggia: non può essere un orso o non conoscere l’inglese. In ambito turistico, se non ti apri, non sai dare informazioni, non conosci il territorio, non puoi fare quel lavoro". Questo è valido sicuramente nelle strutture ricettive di alto livello, dove per mantenere uno standard è necessario fornire servizi di livello costante, ma anche in quelle più piccole o a gestione familiare: perché un turista torni, insomma, deve essere sempre accolto con ospitalità e professionalità: "Bisogna sapere da dove veniamo: in Puglia devi sapere cos’è un trullo, cos’è la civiltà messapica. Il cliente vuole vivere un’esperienza, e tornerà se l’ha fatta e se c’è gente che ama il proprio territorio".

Giornate di orientamento dell'ITS Turismo Puglia
Giornate di orientamento dell'ITS Turismo Puglia — Fonte: ufficio-stampa

"Quando facciamo il colloquio con i ragazzi, una parte importante è quella del colloquio motivazionale", continua Sportelli. "Parlando con i ragazzi ci rendiamo conto dei loro sogni e delle loro illusioni, che a volte cozzano con la realtà, che non è sempre rosa e fiori", spiega. "Quello che io noto e che vorrei dire ai ragazzi è che i due anni di biennio non bastano a formarli come manager".

Masseria San Domenico non fornisce stage gratuiti: "Negli stage diamo minimo 600 euro al mese, la mensa e la giornata libera: sono lavoratori e come tali vengono rispettati". Ma per diventare manager servono tempo, costanza e formazione.

In Masseria san Domenico al momento operato quattro stagisti: due del primo anno e due del secondo. A Borgo Egnazia, altro resort del gruppo, ce ne sono diversi, che hanno frequentato i corsi e lavorano a tempo pieno. Il contratto è stagionale, ma può anche durare diversi mesi, da aprile a ottobre. Proprio a proposito del contratto, Luisa Sportelli spiega qual è il limite del settore turistico: "I percorsi ITS sono a numero chiuso, quindi 20-25 ragazzi vengono collocati facilmente. Ma se un ragazzo cerca un posto in cui lavorare 12 mesi l’anno, deve arrendersi al fatto che qui sono poche le strutture che glielo possono concedere" racconta. Qualcuno, per coprire i mesi non retribuiti, sfrutta per alcuni mesi l'indennità di disoccupazione, fino all'inizio della nuova stagione. Qualcun altro, invece, si sposta nei mesi di chiusura: "In inverno molti vanno a lavorare in Svizzera: questo per noi è un rischio, perché qualcuno di loro potrebbe decidere di restare lì anche per la stagione estiva e non tornare. In alcuni casi, quindi, facciamo dei pre-contratti proprio per garantire ai ragazzi di poter tornare la stagione successiva".

Studiare all'ITS Turismo Puglia

Antonio Giordano si è iscritto all'ITS Turismo Puglia durante il suo secondo anno di attività. Il suo percorso non è stato del tutto lineare: liceo classico, iscrizione alla Facoltà di Economia, poi lavoro in un'azienda farmaceutica. Ma la passione per la ristorazione era più importante: "Sai quando senti qualcosa dentro? Ecco: quando uno sente di avere una passione per una determinata attività, quella diventa un motore trainante. Ed ecco perché quella all'ITS è stata un’esperienza fondamentale".

Antonio fa il suo primo stage in un'azienda ricettiva del territorio, e da lì scaturisce un contratto di lavoro di circa tre anni: "Ho fatto un’esperienza formativa importante che mi porterò dietro nel corso della mia vita. Il referente che avevo mi ha formato e insegnato veramente tanto: quella dell'ITS è stata una scelta positiva che rifarei ad occhi chiusi", spiega.

Ragazzi dell'ITS Turismo Puglia in aula
Ragazzi dell'ITS Turismo Puglia in aula — Fonte: ufficio-stampa

Oggi Antonio sta lavorando per mettersi in proprio: "Ho iniziato una collaborazione con un’attività ristorativa a Lecce. Ho costituito con loro una nuova società e ho deciso di aprire un ristorante qui a Lecce", spiega. Per farlo non ha usufruito del supporto dell'ITS, ma sa che, in caso di necessità, non mancherebbe: "La rete di contatti dell'ITS mi è stata utile", racconta. "Continuo ad avere rapporti con loro e porto spesso la mia esperienza in giro. Da un punto di vista strettamente operativo, loro sono presenti e mi hanno detto che se avessi necessità sarebbero stati ben disposti a diventare un canale e fare da tramite".

Ci sono state difficoltà nel percorso? "Eccezion fatta per la lingua tedesca, che è del tutto fuori dalle mie corde e che ho studiato insieme all’inglese nel mio corso, è stata un’esperienza positiva con pochissime difficoltà" spiega Antonio. Lo stesso vale per gli stage: "Quando ci si approccia a una realtà aziendale anche grande, hai a che fare con dipendenti che hanno competenze trasversali. Incontri persone dall’indole e dal carattere diverso, e ci possono essere difficoltà. Ma superarle dipende dallo spirito e dall’obiettivo che si vuole perseguire".

Antonio spesso segue l'ITS nelle scuole durante le attività di orientamento: "Il mondo delle scuole è un mondo difficile: la maggior parte degli studenti non ha le idee chiare, come non le avevo io, del resto" racconta.

"Capisco le difficoltà e le ansie che possono avere, ma l'ITS è un buon rifugio: è diverso dal mondo universitario perché si ha un rapporto personale anche con i professionisti del settore. C’è la possibilità di entrare in contatto diretto con le aziende del territorio, che è una cosa molto importante. Ci sono aule di pochi alunni, quindi si crea un rapporto diretto sia tra alunni che con professori e tutor. È un canale diretto col mondo del lavoro, e va preso in considerazione. I moduli iniziano a ottobre e finiscono a maggio, e in estate si fanno gli stage e si può imparare tanto". E conclude: "Se l’ITS fosse esistito quando ho iniziato io, sarebbe stata la mia prima scelta".

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