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ITS Sistema Meccanica e Informatica Abruzzo: l'eccellenza abruzzese nel sistema meccanico

Di Veronica Adriani.

Come funziona l'ITS Sistema Meccanica e Informatica Abruzzo, parte del Sistema ITS Abruzzo. Esperienze dirette, sbocchi professionali, corsi attivi

Fondazione ITS Sistema meccanica e informatica Abruzzo

I ragazzi dell'ITS Sistema meccanica & informatica Abruzzo
I ragazzi dell'ITS Sistema meccanica & informatica Abruzzo — Fonte: photo-courtesy

L'ITS Sistema meccanica e informatica di Lanciano (CH) è, secondo il monitoraggio Indire 2022, posizionato al 24° posto sui 260 percorsi ITS d'Italia - 13° su 47 nel ranking relativo al Made in Italy - rivelandosi così un'eccellenza nel paese nel settore meccanico e meccatronico.

La ragione non è solo nell'efficacia dei corsi, né nel numero di studenti diplomati nel biennio, ma soprattutto nello strettissimo rapporto con le imprese del territorio, a naturale vocazione meccanica. Basti pensare che il Sistema ITS Abruzzo, di cui il polo di Lanciano fa parte, è nato proprio per formare tecnici per uno dei settori più rappresentati in Abruzzo: quello dell'automotive, che fattura nella sola regione 7 miliardi l'anno. Ma oggi, anche grazie alla transizione digitale, ha ampliato il suo campo di interesse, toccando anche l'agroalimentare, l'efficienza energetica, il sistema moda e i trasporti.

Come funziona l'ITS

Come tutti gli Istituti Tecnici Superiori, anche l'ITS Sistema Meccanica Abruzzo, nella sede di Lanciano, organizza corsi standard di 1800 ore, 1000 di aula - divise in teoria e laboratori pratici - e 800 di tirocinio in azienda, la cosiddetta formazione on the job. "Ad ottobre partono i corsi di riallineamento per rendere omogenea la classe: sono percorsi di 50-60 ore in cui iniziamo anche a capire quali sono i livelli di conoscenza dei singoli ragazzi" racconta il coordinatore Antonio Maffei. E aggiunge: "L’ITS opera una sorta di formazione di precisione rispetto al ragazzo, alle sue ambizioni, aspettative e reali capacità".

La formazione dell'ITS è in effetti tagliata su misura per i ragazzi e le aziende stesse, che prendono parte alla programmazione dei corsi e correggono il tiro nel caso in cui gli strumenti di lavoro cambino nel tempo: "Il programma è realizzato in collaborazione con le aziende. I ragazzi si trovano a contatto con docenti che provengono dalle imprese e parlano in classe del loro mondo" spiega Maffei.

"I ragazzi entrano così da subito in una logica che li accompagnerà fuori dall’ITS: non saranno ingegneri, ma dei tecnici smart, che conosceranno le tecnologie dell'industria 4.0, che noi abbiamo iniziato a introdurre dal 2017, quando le aziende ce le hanno richieste".

Formazione e placement

Oltre ai corsi biennali, l'ITS dà ai ragazzi anche la possibilità di prendere la Laurea specialistica in Ingegneria gestionale presso Uninettuno, con cui la Fondazione ha siglato una convenzione che riconosce ai diplomati ITS circa la metà dei crediti di un percorso triennale: "L'ITS non è pensato come una scorciatoia per la laurea" puntualizza Maffei, "ma come uno strumento per entrare nel mondo del lavoro con tutte le carte in regola. Il ruolo dell'università telematica è quello di permettere ai ragazzi di prendere la laurea dopo essere entrati nelle imprese, spendendo il titolo nella stessa azienda in cui si sono già guadagnati la fiducia dei loro datori di lavoro. Questa formazione ulteriore è molto apprezzata dalle aziende", conclude.

Ma l'ITS ha siglato anche un'altra importante convenzione, questa volta con l'ISIPM, l'Istituto Italiano di Project Management: l'ITS ha infatti attivato un modulo di circa 30 ore al termine del quale i ragazzi possono ottenere la certificazione base di project manager riconosciuta a livello internazionale. Il motivo? Ancora una volta, dare agli studenti uno strumento in più per essere efficaci per le aziende, formando quella middle-class che per le imprese è fondamentale ma che costa molto in termini di investimento e formazione: "Il modulo di project management fa sì che il ragazzo si abitui da subito a capire come lavorare in team e per progetto" spiega Maffei. "In azienda ci si occupa di una parte di un progetto più grande, di cui però si deve conoscere il prima e il dopo.

Bisogna poi tenere conto del timing e delle scadenze, concetti che i ragazzi che arrivano dalla scuola non hanno del tutto chiari. Si deve imparare poi a lavorare per obiettivi e con una valutazione, non intesa come voto, ma come processo di miglioramento continuo".

Antonio Maffei, coordinatore dell'ITS sistema Meccanica e Informatica Abruzzo
Antonio Maffei, coordinatore dell'ITS sistema Meccanica e Informatica Abruzzo — Fonte: photo-courtesy

Il placement dei ragazzi è, naturalmente, una parte fondamentale del percorso ITS. La formazione personalizzata fa sì che ogni studente possa incontrare l'azienda adatta a lui e viceversa: "Le aziende vengono in ITS e presentano i project work - su cui si basano i tirocini - dicendo che tipo di posizioni offrono" spiega Maffei. "Il ragazzo ha a disposizione due scelte. Presentiamo quindi i ragazzi alle aziende e queste ultime fanno i colloqui. In ultimo, è sempre l’azienda che decide". Se nessuna delle due aziende scelte dai ragazzi è disponibile, allora è l’ITS a scegliere. "Ma non c’è mai necessità di farlo", conclude Maffei.

Apprendistati di Alta Formazione

Un'altra opportunità per i ragazzi che frequentano l'ITS è data dalla possibilità di essere inseriti in apprendistati di alta formazione, grazie a una partnership con Adecco: il primo è partito nel 2019, il secondo nel 2021. "È un modo per garantire ai ragazzi un minimo di reddito durante la loro formazione" spiega Maffei. "L'apprendistato dà garanzia di placement, perché si stabilisce da subito una forma contrattuale – Adecco manda i ragazzi in staff leasing presso le aziende, ma il contratto è a tempo indeterminato – e parte già dopo sei mesi, senza attendere la fine del percorso". I ragazzi sono infatti abbinati ad un'azienda già in fase di selezione, attraverso un percorso di assessment, e per l'impresa questa è una garanzia: pagando uno stipendio al ragazzo, può formarlo da subito secondo le sue necessità.

L'ITS come ascensore sociale

Un punto su cui Maffei si sofferma particolarmente riguarda il ruolo dell'ITS come mezzo di contrasto alla povertà educativa.

Un suo studio condotto su 350 allievi dell'ITS dal 2016 al 2020 ha messo in rilievo un dato importante: per l'89% delle famiglie di provenienza, l'allievo ITS rappresenta il primo membro ad aver avuto accesso ad una formazione terziaria avanzata (almeno rispetto ai genitori). Il 40% dei genitori, inoltre, ha un livello di istruzione compreso tra elementari e medie.

"Con l'ITS diamo l’opportunità di crescere e istruirsi anche a ragazzi che non avrebbero altre chance di migliorare la propria condizione di istruzione e formazione al di fuori di questo ambiente", racconta Maffei. "Inoltre spesso capita che qui ai ragazzi torni la voglia di studiare e si iscrivano all’università. Questo è vincente per il sistema paese: l'Italia è l’ultimo paese in europa per numero di laureati, e la metà di questi lo sono in discipline umanistiche, anche se siamo il secondo paese manifatturiero in Europa".

Iscriversi all'ITS ha senso soprattutto nei territori in cui le aziende - spesso grandi gruppi industriali internazionali - sono alla ricerca di figure altamente specializzate per scegliere di restare e non delocalizzare la produzione: "Nella sola provincia di Chieti abbiamo un patrimonio industriale enorme: solo nel settore automotive lavorano 25.000 persone. L'Italia non può essere competitiva sul costo del lavoro rispetto ad altri paesi, ma possiamo giocare sul valore aggiunto delle competenze. Un’azienda internazionale resta in Italia perché qui trova la risorsa umana che non trova in un altro paese".

Esperienza diretta: studiare all'ITS Sistema Meccanica di Lanciano

Gli allievi dell'ITS sistema meccanica Abruzzo al lavoro
Gli allievi dell'ITS sistema meccanica Abruzzo al lavoro — Fonte: photo-courtesy

Cosmo d'Orazio ha iniziato a frequentare l'ITS di Lanciano lo scorso ottobre, e alla fine del primo anno inizierà lo stage in azienda: "Mi piacerebbe orientarmi sulla progettazione meccanica e sul campo logistico". Della sua esperienza parla con trasporto: "Ho preso inizialmente in considerazione l'università, ma avevo paura di arrivare al mondo del lavoro senza la preparazione richiesta dalle aziende.

Noi studenti purtroppo non sappiamo cos’è il mondo del lavoro: è un mondo misterioso per noi".

Cosmo conosce l'ITS già alla fine del suo percorso scolastico, sia grazie all'orientamento fatto alle superiori, sia perché consigliato da chi lavorava già: "I vantaggi dell'ITS sono molti: è associato con molte aziende e anche con le scuole. Inoltre ha stipulato una  convenzione con l’Uninettuno per la laurea in ingegneria gestionale, che dà la possibilità di andare avanti nella magistrale", possibilità che oggi Cosmo si lascia aperta per il futuro.

La giornata tipo all'ITS Sistema Meccanica Abruzzo

All'ITS le giornate sono piene: otto ore di studio quotidiano dal lunedì al venerdì, con corsi teorici e laboratori pratici: "Abbiamo fatto da poco la parte teorica di programmazione PLC, e poi costruito internamente un prototipo", spiega Cosmo. Inoltre, c'è la possibilità di fare attività extrascolastiche, come concorsi fra ITS che mirano a risolvere problemi concreti delle aziende, "ad esempio, integrare impianti con tecnologie 4.0. Noi, in uno di questi concorsi, abbiamo usato anche un robot antropomorfo". Ovviamente, sono previste in apertura d'anno le ore di Fondamenti di cui parlava anche Antonio Maffei, per uniformare al meglio le classi. Dunque, spiega Cosmo, "chi non viene da un indirizzo tecnico può frequentare l'ITS senza difficoltà, se ha una passione per i motori. Prima di iniziare le materie obbligatorie facciamo le basi di ciascuna materia, proprio per rispondere alle esigenze di chi non ha questo tipo di conoscenza".

Preparazione ai colloqui

Nonostante lo stage sia ancora lontano, Cosmo sta già preparando tutto il necessario per i colloqui: preparazione alle domande - anche in inglese - oltre, ovviamente, al curriculum. L'inglese, in effetti, è uno dei punti di forza dell'ITS: grazie alla collaborazione con la John Cabot University, i ragazzi hanno accesso a un modulo dedicato alle soft skills, interamente in inglese.

Non solo: preparano anche una newsletter mensile, per abituarsi alla scrittura e alla comunicazione.

"Facciamo project work, esperimenti, ore di inglese, simulazione dei colloqui. E poi lavoriamo sulla struttura dell’account Linkedin, sulla critica costruttiva e sul public speaking", racconta Cosmo. Quella dell'ITS è un'esperienza che consiglierebbe? "Sì, consiglierei di fare l’ITS soprattutto per l'ambito pratico: qui abbiamo la possibilità, oltre che di fare ore ore teoriche, anche di immergerci davvero nel mondo del lavoro".

Il punto di vista dell'azienda

Alessio Lorenzi, Account manager di Taumat, con i ragazzi dell'ITS
Alessio Lorenzi, Account manager di Taumat, con i ragazzi dell'ITS — Fonte: photo-courtesy

"Con l’ITS operiamo attivamente dal 2017. Ci siamo conosciuti in ambito confindustriale e questo ci ha portati subito a capire chi eravamo noi per l’ITS e l’ITS per noi". A parlare è Alessio Lorenzi, Account manager di Taumat, azienda storica del chietino che si occupa di meccanica di alta precisione, ma anche docente presso l'ITS Sistema Meccanica Abruzzo. Sul sistema duale ITS-Azienda non ha dubbi: "funziona in maniera entusiasmante", spiega. Il motivo è semplice: "L’ITS è stato una forte novità per la tipologia di formazione che eroga. Ci ha subito chiamati per fare formazione nei percorsi di studio e per formare noi stessi delle persone attraverso i tirocini. Nel tempo le cose si sono trasformate in maniera molto positiva, perché i bacini che attingono all’ITS sono sempre maggiori, ed è bellissimo che i ragazzi possano scegliere le aziende in cui fare stage. Noi aziende siamo in vetrina: esponiamo quello che facciamo e loro decidono dove voler fare il loro percorso, avvicinandosi a noi per curiosità, predisposizione personale e background tecnico".

Rapporto tra azienda e ITS

Oltre che referente aziendale, Lorenzi è anche docente presso l'ITS: un'esperienza che definisce "molto motivante", ma che è stato necessario approcciare nel modo giusto: "un conto è una formazione accademica, un altro è avere di fronte, in classe, una persona operativa che condivide la sua conoscenza".

Lorenzi in aula parla di aspetti di natura economica, ma lo fa in inglese: "Questo rende l'ITS simile a un college internazionale, dove alcuni corsi specifici sono fatti in una lingua diversa dall'italiano. Questo porta i ragazzi inizialmente a uno shock" scherza "però alla fine del percorso porta a ottimi risultati, sia dal punto di vista dell’apprendimento, sia in termini di partecipazione". Il vantaggio che chi studia all'ITS ha, in effetti, è decisamente competitivo rispetto a chi fa percorsi diversi e si affaccia più tardi al mondo del lavoro.

Ovviamente, la formazione in aula passa anche per progetti che coinvolgono gli studenti: "Dal 2016 abbiamo iniziato un progetto di conversione di motocicli da endotermici a elettrici, nell’ottica dell’economia circolare, e abbiamo coinvolto anche alcuni ragazzi dell’ITS in una fase progettuale" spiega Lorenzi. "Questa collaborazione ci dà la possibilità di avere dei ragazzi che abbiano curiosità e interesse di mettersi in gioco, e permette ai ragazzi apprendere caratteristiche specifiche di quell’azienda".

Inserimento in azienda

I ragazzi inseriti in Taumat al momento sono tre. Nella fase di selezione, ciò che conta è soprattutto l'interesse verso ciò di cui l'azienda si occupa: "Siamo una torneria, quindi i ragazzi devono essere interessati al CNC e alle lavorazioni meccaniche". Dopo un periodo di tutoraggio nei vari reparti di produzione, i ragazzi vengono affidati a un team leader di un reparto, e con lui iniziano a toccare con mano le operazioni. "Un ragazzo è entrato come operatore ed è diventato attrezzista macchine", spiega Lorenzi, mostrando concretamente che in azienda i ragazzi dell'ITS possono ottenere facilmente un progresso di carriera: "succede perché loro stessi hanno già un obiettivo specifico: crescere e andare avanti". Uno dei ragazzi inseriti, racconta Lorenzi, è entrato in apprendistato e oggi "è l’alter ego del team leader del reparto di riferimento: ha contezza del disegno meccanico e sa trasformarlo in linguaggio macchina".

E conclude: "La capacità di crescita del ragazzo dell’ITS è il 50% più veloce di quello di un ragazzo di altri corsi di studio, non solo perché conosce l’azienda, ma perché conosce anche il territorio: è lì che ha vissuto e ha studiato".

Tanto della capacità degli studenti di integrarsi in azienda viene proprio dal rapporto con i docenti: "I ragazzi dell’ITS si integrano molto velocemente all’interno dello staff aziendale, perché nel loro percorso formativo hanno momenti di condivisione con l’azienda. Crescono con docenti che provengono da lì e gli fanno percepire il senso della dedizione e cosa significhi davvero stare sul posto di lavoro" spiega Lorenzi. Ed è forse per questo che rispetto a un laureato, che ha un approccio più teorico, un diplomato ITS ha un approccio più pratico al lavoro e allo stare in azienda.

Per Lorenzi, il rapporto delle aziende con l'ITS è fondamentale. "Sono molto contento del fatto che ci sia l’ITS sul territorio", spiega, "perché dà la possibilità al territorio di crescere in ambito meccatronico. Inoltre dà lustro a questa zona, anche grazie ai nuovi corsi e alla collaborazione con altri enti di formazione", dice. "Permette poi ai ragazzi di sapere già cosa aspettarsi dal mondo del lavoro, cosa che è tutta a vantaggio delle aziende".  

Infine, proprio come Maffei, torna anche lui sull'importanza di dare un'alternativa allo studio accademico dopo le superiori: "L'ITS è anche un modo per impegnare i ragazzi dopo la scuola: subito dopo le superiori si tende ad accomodarsi, e questo significa non fare scelte nell'immediato o rimanere inoccupati per tanti anni", spiega. "L'ITS rimette i ragazzi in pista e gli consente in maniera naturale di entrare nel mondo del lavoro.

Le opportunità ci sono, e le aziende come la nostra ne traggono vantaggio".