Italo Calvino: libri, saggi, pensiero e poetica

Italo Calvino: libri, saggi, pensiero e poetica A cura di Claudia Papaleo.

Pensiero, libri, saggi e poetica di uno dei più grandi intellettuali del Novecento italiano; autore, tra gli atri, de I nostri antenati e di Lezioni americane

1Introduzione: chi è Italo Calvino?

Italo Calvino è uno dei maggiori, se non il maggior narratore del secondo Novecento italiano. Nel corso di un’attività durata quarant’anni, infatti, l’autore ha raccontato e immaginato un’infinità di mondi possibili attraversando, senza lasciarsi ingabbiare da nessuna, le principali tendenze letterarie del tempo. La sua è un’eredità sorprendentemente vivace, fatta di romanzi, saggi e racconti che spaziano dal fantastico al realistico, dalla fiaba alla scienza, riflettendo la storia, la politica, il senso della scrittura e, più in generale, tutto ciò che può definirsi materia umana. 

2Italo Calvino: cronologia della vita

1923-25: Italo Calvino nasce nel 1923 a Santiago de las Vegas (Cuba) da genitori dediti alle scienze, e cresce a Sanremo, dove la famiglia si trasferisce nel 1925.

1930-40: riceve un’educazione antifascista, laica e colta sia in famiglia (il padre e la madre sono socialisti con inclinazioni anarchiche) sia presso il liceo classico di Sanremo, dove divide il banco con Eugenio Scalfari.

1943: rifiuta di prestare servizio militare sotto la Repubblica di Salò, fugge sulle Alpi Marittime e si unisce ai partigiani, militando nelle brigate comuniste Garibaldi.

2.1Il primo periodo: Torino (1945-1964)

Italo Calvino al premio Bagutta nel 1959. Vince con "I racconti"
Italo Calvino al premio Bagutta nel 1959. Vince con "I racconti" — Fonte: ansa

1945: s’iscrive alla Facoltà di Lettere di Torino e si avvicina al Politecnico, stringendo rapporti con la cerchia d’intellettuali che collabora con l’editrice Einaudi, tra cui Vittorini e Pavese.  

1947: si laurea con una tesi su Conrad e, incoraggiato da Pavese e dal critico Giansiro Ferrata, si dedica alla stesura del suo primo romanzo, I sentieri dei nidi di ragno, che esce nello stesso anno.  

1948-49: inizia a lavorare per Einaudi, vendendo libri a rate, e a collaborare assiduamente con L’Unità, il quotidiano del PCI.  

1949-50: pubblica Ultimo viene il corvo, la raccolta di racconti scritti dal 1945, e viene assunto stabilmente in Einaudi, dove si occupa di ufficio stampa e pubblicità, e dirige la parte letteraria della nuova collana Piccola Biblioteca Scientifico-Letteraria.  

1952-56: pubblica Il visconte dimezzato nella collana I Gettoni (diretta da Vittorini) e raccoglie, traducendole, le Fiabe italiane.  

1957: esce dal PCI e pubblica Il barone rampante.  

1958-59: escono I racconti, che comprendono storie di argomento sociale come La speculazione edilizia e La nuvola di smog, e viene pubblicato Il Cavaliere inesistente. Nel frattempo Calvino comincia a dirigere Il Menabò con l’amico Vittorini (la rivista continuerà fino al 1967).  

1960-63: raccoglie Il visconte dimezzato, Il barone rampante e Il cavaliere inesistente, ovvero i tre romanzi fantastico-allegorici, sotto il titolo I nostri antenati e pubblica Marcovaldo ovvero Le stagioni in città e La giornata di uno scrutatore.  

2.2Il secondo periodo: Parigi (1964-1980) e Roma (1980-1985)

Italo Calvino nel 1984
Italo Calvino nel 1984 — Fonte: getty-images

1964: sposa una traduttrice dall’inglese di origini argentine, Ester Judith Singer, e si trasferisce a Parigi. In Francia stringe rapporti con il gruppo di Oulipo e, soprattutto, con Queneau, di cui, per Einaudi, tradurrà I fiori blu. Il fermento letterario che lo circonda, e che lo influenza, lo porta a intendere la letteratura come «gioco combinatorio», ovvero come un’attività di composizione e scomposizione volta a costruire romanzi artificiali. Da questa idea nasceranno Il castello dei destini incrociati (1969), Le città invisibili (1973) e Se una notte d’inverno un viaggiatore (1979). 

1971: Einaudi gli affida un compito assai prestigioso, che lo impegnerà fino al 1985: dirigere Centopagine, la collana nella quale vengono pubblicati i classici europei che gli sono più cari, nonché scrittori italiani minori a cavallo fra ’800 e ’900. 

1974: inizia la collaborazione, che si protrae fino al 1985, con Il Corriere della Sera (dove appaiono alcuni racconti di Palomar, che infine esce nel 1983). 

1980: si stabilisce a Roma con l’incarico di consulente per Einaudi. 

1984: per via della profonda crisi in cui versa Einaudi, passa a Garzanti, con cui escono Collezione di sabbia (una raccolta di saggi e di articoli) e le Cosmicomiche vecchie e nuove

1985: tiene una serie di conferenze negli Stati Uniti (nella prestigiosa Harvard University), prepara le ormai celeberrime Lezioni Americane, che tuttavia rimarranno incompiute, e saranno edite solo postume. Questo stesso anno, infatti, Calvino viene colpito da un’emorragia celebrale e muore il 19 settembre a Siena, presso l’ospedale Santa Maria della Scala. 

3Italo Calvino: le opere

3.1La fase del Neorealismo

Come altri contemporanei del tempo, Calvino partecipa a quel rinnovamento linguistico e tematico noto come Neorealismo e scaturito dall’urgenza di raccontare, con lo spirito della testimonianza, il passaggio traumatico dal fascismo alla repubblica. Pure, Calvino prende parte al fenomeno con un tocco personalissimo, che dà spazio alla dura realtà, senza rinunciare alla fantasia. Lo fa, in particolare, con due opere: 

- Il sentiero dei nidi di ragno (1947)
- Ultimo viene il corvo (1949) 

3.2La narrativa degli anni ’50

Nel corso degli anni Cinquanta Italo Calvino sente che è arrivato il momento di percorrere nuove strade, scindendo l’elemento fantastico e quello realistico che invece convivevano nel suo romanzo d’esordio. Dal primo nasce il filone fantastico-allegorico che, ispirato ad Ariosto e Voltaire, si cristallizza nella trilogia de I nostri antenati

  • Il visconte dimezzato (1952)
  • Il barone rampante (1957)
  • Il cavaliere inesistente (1959)

L’elemento realistico, invece, si esprime attraverso una serie di novelle che ci restituiscono una visione critica della storia e della realtà italiana del dopoguerra

  • L’entrata in guerra (1954)
  • La speculazione edilizia (1957)
  • La nuvola di smog (1958)
  • La giornata di uno scrutatore (1963)

3.3Il mondo delle origini e la fantascienza

A partire dalla metà degli anni Sessanta per Calvino si apre una seconda fase letteraria, segnata da un indomabile interesse per le teorie scientifiche e, in particolare, per la nascita del cosmo e la struttura della materia. L’autore inizia a immaginare un mondo primigenio, precedente, quindi, alla comparsa dell’uomo e popolato da entità che, tuttavia, posseggono fattezze umane e conducono una vita quotidiana quasi riconoscibile. Le due opere più rappresentative di questo periodo sono:

  • Le cosmicomiche (1965)
  • Ti con zero (1967)

3.4Calvino, il gioco combinatorio e l’influenza postmodernista

Raymond Queneau nel 1973
Raymond Queneau nel 1973 — Fonte: getty-images

È l’8 novembre del 1972 quando Calvino partecipa per la prima volta a una riunione dell’Oulipo (Ouvroir de Littérature Potentielle, Officina di Letteratura Potenziale). 

Il gruppo nasceva a Parigi nel 1960 e si proponeva di integrare matematica e letteratura, mostrando come la seconda fosse soggetta a norme, vincoli e modelli di composizione che potevano essere ricostruiti attraverso i metodi della prima. Tra le pratiche più note del gruppo c’era la «scrittura sous contrainte» o «gioco combinatorio», dove l’autore mostra tutta la sua abilità componendo un testo tanto più originale quanto più riesce a far coincidere l’invenzione con il rispetto rigoroso di una regola formale. 

Calvino, in quanto inventore di mondi e geografie possibili, e legatissimo al fondatore del gruppo, Raymond Queneau, non poteva che lasciarsi rapire da una simile idea. Questa, ben presto, si arricchisce di una vena postmoderna che, soprattutto attraverso la metanarrazione, mette in discussione i meccanismi del racconto tradizionale. Le opere emblematiche di questo periodo sono: 

  • Castello dei destini incrociati (1969)
  • Le città invisibili (1972)
  • Se una notte d’inverno un viaggiatore (1979)
  • Palomar (1983)

3.5Calvino e la saggistica

Se è vero che Calvino è uno scrittore, è altrettanto vero che la sua attività di saggista, che lo impegna per tutto il corso della carriera, merita una menzione a parte. L’autore, nello specifico, s’interroga sempre sul senso dello scrivere e della letteratura e dà voce ai suoi pensieri dal 1955, con l’uscita de Il midollo del leone, cui seguono Il mare dell’oggettività (1950) e La sfida al labirinto (1962). È invece del 1980 Una pietra sopra. Discorsi di letteratura e società, che lo scrittore saluta così: «Ho messo insieme scritti che contengono dichiarazioni di poetica, tracciati di rotta da seguire, bilanci critici, sistemazioni complessive del passato e presente e futuro, quali sono andato successivamente elaborando e mettendo da parte durante gli ultimi venticinque anni». 

Pure, il suo saggio più ricordato, e rimasto incompiuto a causa della morte, resta Lezioni americane. Sei proposte per il prossimo millennio, dove Calvino, pensando a sei conferenze che avrebbe dovuto tenere all’università di Harvard nel 1985, si volge al domani individuando gli elementi che avrebbero dovuto nutrire la letteratura ancora da scrivere: leggerezza, rapidità, esattezza, visibilità, molteplicità e coerenza. 

Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore. (Lezioni americane)