L'isola dell'abbandono: trama e riassunto del romanzo di Chiara Gamberale

Di Chiara Famooss.

Trama e riassunto dell’Isola dell’abbandono, il romanzo di Chiara Gamberale che ha come sfondo il mito di Arianna e Teseo

L'ISOLA DELL'ABBANDONO: TRAMA

Un'immagine dell'isola di Naxos
Un'immagine dell'isola di Naxos — Fonte: getty-images

“L’isola dell’abbandono” è un romanzo della scrittrice Chiara Gamberale. In queste pagine, emerge chiaramente quella sensazione di disagio che si prova davanti agli eventi della vita, soprattutto quando questi ultimi ci sovrastano senza preavviso. Si parla quindi di quello stato confusionale tipico di chi si trova di fronte ad un bivio. Il bivio rappresenta tutte quelle scelte che, in un modo o nell’altro, cambiano il nostro percorso e tutti quei momenti in cui bisogna decidere se restare fermi nelle proprie convinzioni e abitudini oppure provare ad aprirsi alla possibilità di cambiare.
Lo sfondo di questa storia è il mito greco di Arianna e Teseo che ha la funzione di offrire una particolare metafora dell’abbandono, uno degli eventi più dolorosi che possono capitare nella vita di ognuno ma che può portare anche alla rinascita.

Il mito narra che Teseo, una volta uscito dal labirinto di Creta grazie all’aiuto di Arianna, non rispetta la promessa di sposarla e abbandona la giovane ragazza sull’isola di Naxos. Proprio da qui deriva l’espressione “essere piantati in asso”.

L'ISOLA DELL'ABBANDONO: PROTAGONISTI

Arianna abbandonata da Teseo in un dipinto di Giordano, Luca (1632-1705)
Arianna abbandonata da Teseo in un dipinto di Giordano, Luca (1632-1705) — Fonte: getty-images

La protagonista del libro di Chiara Gamberale si chiama proprio Arianna ed è un’illustratrice di favole e fumetti per bambini. La paura più grande di Arianna è quella di perdere le persone che ama. Tale paura si è talmente impossessata di lei da condizionarle qualsiasi scelta di vita.

Arianna riporta queste ansie anche nel suo lavoro, come ad esempio in “Naso torna sempre”. In questa storia, “la bambina con gli occhi verde alieno” è felice solo quando gioca con “l’elefantino Naso”, un peluche ricevuto come regalo dal papà. Il problema è che Naso non fa altro che sparire e ogni volta che succede la bambina si ammala gravemente. Il papà, per farla guarire, le compra ogni volta un peluche identico che però scompare lo stesso. Questo continuo abbandono e ritorno rappresenta pienamente la paura di Arianna.

Arianna è stata abbandonata, un po' come “la bambina con gli occhi verde alieno”, sull’isola di Naxos da una persona che riteneva speciale, ovvero il grande amore Stefano, un uomo incapace di essere sempre presente e dall’umore fortemente instabile.

LUOGHI: L'ISOLA DI NAXOS

E’ lì che, dopo dieci anni, Arianna decide di tornare per chiedersi come fa un’assenza a rivelarsi più potente di una presenza e cosa è davvero finito o cominciato sull’isola misteriosa.

Arianna e Stefano si incontrano per caso in un momento in cui entrambi avevano bisogno l’uno dell’altro e questo li incastra in storia disperata e atipica. Se da un lato Stefano ha bisogno di Arianna per uscire dal labirinto della sua mente, dall’altra Arianna ha bisogno di legarsi a qualcuno che si comporti un po' come “l’elefantino Naso” e cioè che ogni tanto sparisca: questa assurdità la fa soffrire ma allo stesso tempo le dona un senso di conforto e familiarità.

La relazione tra Arianna e Stefano si trascina tra alti e bassi per sette anni, in un’alternanza di momenti felici e momenti di massimo sconforto causati dai continui abbandoni da parte di Stefano. Il tutto finisce con l’abbandono più straziante, quello avvenuto sull’isola di Naxos. Quella che doveva essere una vacanza per ritrovare la pace, diventa un incubo in cui Stefano è scappato a Londra con una ragazza inglese conosciuta sul posto.

IL SENSO DELL'ABBANDONO

Arianna abbandonata a Naxos in un dipinto di Evelyn De Morgan (1877)
Arianna abbandonata a Naxos in un dipinto di Evelyn De Morgan (1877) — Fonte: getty-images

L’abbandono di Stefano a Naxos spezza in mille pezzi la fragile Arianna e le produce una grandissima sofferenza. Proprio qui, però, avviene anche l’incontro con Di, un uomo disposto ad essere presente, ad amarla senza farle male e a restare al suo fianco. Di rappresenta l’occasione ideale per rinascere, voltare pagina e andare avanti senza rimpianti.

“Che cosa significa amare? Significa esserci.”

Di e Arianna parlano tanto, riflettono sugli eventi dolorosi che sono capitati loro ed è durante uno di questi dialoghi che Di, usando le metafore di “Papà Trauma” e “Mamma Ossessione”, spiega ad Arianna che le cose brutte ed impreviste che capitano nelle nostre vite non possono diventare una giustificazione per chiuderci in noi stessi, perché in questo modo si rischia di perdere anche la parte bella dell’ignoto.

Queste parole, purtroppo, non riescono a sedimentarsi nel cuore di Arianna, in quanto un tragico evento da sempre temuto la travolge: la morte di Stefano in un incidente. Ciò le fa perdere completamente la bussola interiore, tanto che non è più in grado di continuare il rapporto con Di, fatto di parole e presenza.

ARIANNA TORNA A ROMA

Arianna lascia quindi Naxos, e tutto ciò che di bello vi aveva trovato, per fare ritorno a Roma. Qui, distrutta e a pezzi, si fa ricoverare in una clinica dove viene presa in cura dallo stesso psichiatra e psicoterapeuta di Stefano, Damiano. Questo rapporto terapeutico diventa qualche mese dopo una relazione a tutti gli effetti a cui Arianna si aggrappa disperatamente. Damiano, d'altra parte, è un uomo che non può esserci sempre, a causa del suo rapporto complicato con la moglie. Dalla loro unione nasce però un bambino, Emanuele, che porta Arianna a vivere una situazione nuova e totalizzante. All’inizio, rischia di annullarsi per questo piccolo essere, come era già successo con Stefano, ma l’incontro con Lidia, una mamma in attesa conosciuta ad una seduta di gruppo di genitori single, le dà un’occasione per riflettere profondamente sul proprio ruolo.

“Se non trasformeremo i nostri figli nella scusa per perdere definitivamente il contatto con quello che davvero siamo, anche se è scomodo, soprattutto se è scomodo, io penso che quando un giorno loro ci chiederanno: che cosa è successo, mamma?, come mai qui, nella mia testa, è tutto per aria? Bè: almeno una risposta da noi ce l’avranno.”

IL RITORNO

Le parole di Lidia la scuotono nel profondo e la invitano a ricostruire la propria identità. La convincono a cercare da sola la strada per capire davvero quello che la rende felice. Arianna decide così di tornare a Naxos, dopo dieci anni, dove tutto era finito ed iniziato allo stesso tempo.

Arianna non può fare a meno di rivedere Di, colui che era riuscito ad instillare il seme del cambiamento che era stato poi bloccato a causa della morte di Stefano. Il nuovo incontro con Di rappresenta quindi un momento di riscatto per Arianna, un modo per far ripartire quel cambiamento, iniziando dal ricordo della storia vissuta con Di. La sfida che deve affrontare ora Arianna, è quella di imparare ad abbandonarsi alla vita con fiducia perché, anche se fa male, ne vale comunque la pena.

L'ISOLA DELL'ABBANDONO: CONCLUSIONE

“L’isola dell’abbandono”  è, in conclusione, un romanzo che riflette sia sull’abbandono inteso come evento doloroso, sia sull’importanza di abbandonarsi alle trasformazioni che nascono da scelte difficili. E’ un romanzo che scruta la nostra paura di perdere il controllo.

Nessuno, però, può sfuggire all’abbandono. Ma se si accoglie e se si sceglie di viverlo pienamente, in qualsiasi forma esso arrivi, dal dolore dell’abbandono può fiorire un’occasione di ripartenza, di rinascita e di nuova consapevolezza di sé.

Tutto dipende dal nostro modo di reagire: rimanere incastrati nel dolore dell’abbandono, lasciando che la paura si impossessi delle nostre scelte, oppure elaborare quel dolore, accettarlo come parte di noi per poi aprirci a nuove opportunità.

“Evidentemente l’amore, mentre ci prende, ci tira via da quello che eravamo fino a un attimo prima e inganna tutti i nostri buchi. Non solo ci fa credere che non verremo mai più abbandonati, ci fa anche dimenticare di esserlo stati.”

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