Iosif Stalin: biografia, pensiero politico e il Socialismo in un solo paese

Iosif Stalin: biografia, pensiero politico e il Socialismo in un solo paese A cura di Edoardo Angione.

Biografia e pensiero politico di Iosif Stalin, rivoluzionario e politico societico promotore del Socialismo in un solo paese. Storia del dittatore che, dopo la seconda guerra mondiale, consolidò il predominio sovietico sull’Europa Orientale

1Chi è stato Stalin?

Iosif Stalin da giovane, 1906
Iosif Stalin da giovane, 1906 — Fonte: getty-images

Iosif Vissarionovič Stalin (18 dicembre 1878 - 5 marzo 1953), fu un rivoluzionario e uomo di stato russo nato in Georgia, segretario generale del Partito Comunista dell’Unione Sovietica (1922-53), e capo dello Stato sovietico (1941-53). Per 25 anni, Stalin esercitò sull’Unione Sovietica una leadership dittatoriale, trasformandola in una delle principali potenze globali. 

Negli anni in cui fu al potere, il potere personale di Stalin, esercitato con un proverbiale pugno di ferro, fu immenso. A lui si devono una veloce industrializzazione delle Repubbliche sovietiche ed una collettivizzazione forzata dell’agricoltura, che ebbero costi umani altissimi. 

Durante la Seconda guerra mondiale, Stalin giocò inoltre un ruolo fondamentale nella sconfitta della Germania nazista. Oltre che per i risultati ottenuti, Stalin è ricordato per la sua efficiente ma spietata organizzazione politica, che limitò al massimo le libertà individuali in Russia, e che consolidò l’ideologia comunista sovietica in senso imperialistico. 

2Biografia di Stalin: i primi anni

Il leader sovietico Iosif Stalin nel suo studio al Cremlino (Mosca)
Il leader sovietico Iosif Stalin nel suo studio al Cremlino (Mosca) — Fonte: getty-images

Stalin nacque nel 1878 nella città di Gori (allora una colonia russa) nel Caucaso, in Georgia, come Iosif Džugašvili. Suo padre era un calzolaio con problemi di alcolismo, e sembra che in famiglia fosse piuttosto violento. Sua madre, una lavandaia molto religiosa, sognava per Iosif un futuro nella Chiesa ortodossa russa. Nonostante le umili origini, Stalin ebbe così l’opportunità di studiare presso la scuola religiosa di Gori (1888-94), per poi, date le sue doti brillanti, essere ammesso in seminario presso Tbilisi.  

Nel Caucaso, luogo di deportazione di prigionieri politici, Stalin ebbe occasione di entrare segretamente in contatto con le ideologie liberali ed in seguito rivoluzionarie, leggendo ben presto Karl Marx e aderendo al socialismo, e probabilmente la sua espulsione, avvenuta nel 1899, fu dovuta a questo.  

Alla fine del 1899 Stalin trovò lavoro come impiegato presso l’Osservatorio di Tbilisi, e l’anno successivo iniziò in modo definitivo la sua instancabile attività politica ed organizzativa. In questi primi anni Stalin fomentò l’adesione a manifestazioni e scioperi nei centri industriali del Caucaso, e venne arrestato e deportato in più occasioni

Dopo il 1903 il Principale partito della Russia di allora si divideva in due fazioni, Menscevichi e Bolscevichi, Stalin, tornato nel Caucaso, aderì ai secondi, diventando un fedele discepolo del loro leader Lenin. Stalin fu arrestato ed esiliato in più occasioni, riuscendo sempre ad evadere con relativa facilità, e ad emergere tra gli attivisti politici del Causo. Nel 1904 sposò Ekaterina Svanidze una devota ragazza georgiana, che sarebbe morta tre anni più tardi dopo aver dato alla luce un figlio, con il quale il dittatore ebbe un rapporto molto difficile.   

3Iosif Stalin e la scalata verso il potere

Iosif Stalin (1879-1953) con un gruppo di rivoluzionari bolscevichi a Turukhansk, Russia, 1915
Iosif Stalin (1879-1953) con un gruppo di rivoluzionari bolscevichi a Turukhansk, Russia, 1915 — Fonte: getty-images

La scalata di Stalin nella gerarchia bolscevica nei primi anni fu lenta, ma inarrestabile: nelle conferenze dei primi anni non destò particolari impressioni, ma riuscì ad imporsi presto grazie alla sua attività politica. Nel 1907 fece parlare di sé partecipando in prima linea all’organizzazione della cosiddettarapina di Tbilisi”, un esproprio di fondi per il Partito, che si risolse in un rocambolesco e sanguinoso assalto a una diligenza.  

Nel febbraio del 1912, quando la scissione tra Bolscevichi e Menscevichi in seno al Partito operaio socialdemocratico era ormai completa ed il partito si sciolse definitivamente, Lenin nominò Stalin membro del primo Comitato Centrale del Partito. L’anno successivo, Stalin pubblicò un saggio sul Marxismo e la questione nazionale iniziando a far parlare di sé negli ambienti rivoluzionari. 

Ormai un rivoluzionario di professione, in questi anni iniziò a firmare i suoi numerosi articoli per l’appena fondato quotidiano bolscevico, la Pravda, con il nome di “Stalin”, dal russo “stal”, ferro, prima di essere esiliato in Siberia per il periodo più lungo della sua vita, tra il 1913 ed il 1917

Nel marzo del 1917, dopo la Rivoluzione di febbraio, di ritorno dalla Siberia Stalin ricominciò a scrivere per la Pravda, dirigendo il quotidiano insieme a Kamenev: sotto l’influenza di Lenin, ad aprile aderì alle tesi rivoluzionare di Lenin, che ponevano l’obiettivo della presa del potere con le armi. Nella rivoluzione bolscevicadel Novembre del 1917 (ottobre secondo il vecchio calendario), Stalin giocò un ruolo importante, anche se inferiore a quello svolto da Lev Trockij, suo principale rivale. 

4Il ruolo di Stalin durante la guerra civile

Statua di Stalin davanti al Municipio di Gori, Georgia
Statua di Stalin davanti al Municipio di Gori, Georgia — Fonte: getty-images

Durante la Guerra civile (1918-1920), Stalin svolse un ruolo di comando politico e militare su vari fronti. Nel 1917 fu nominato Commissario del popolo alle Nazionalità dal governo Bolscevico, e nel 1919 Commissario del popolo all’Ispezione operaia e contadina. Soltanto con l’ottenimento del posto di Segretario generale del Comitato centrale, nel 1922, Stalin poté iniziare a porre le basi per il suo futuro potere, esercitando, grazie a questa carica organizzativa, un controllo crescente sul partito. 

Oltre a ciò, fu anche un membro del potente Politbjuro e di altri comitati: era diventato insomma un burocrate di primo piano, che riuscì progressivamente ad isolare i suoi rivali. A differenza di bolscevichi di primaria importanza come il già citato Trockij, o Zinovyev, l’ambizioso Stalin, pur dotato di un’intelligenza straordinaria, non era un intellettuale né un teorico, ma un organizzatore, e per questo fu da loro sottovalutato. 

5Stalin e il Socialismo in un solo paese

Dopo la morte di Lenin (gennaio 1924), Stalin, la cui vita personale ebbe anche in questi anni risvolti tragici, promosse un culto del leader deceduto. Il suo principale rivale era a questo punto Trockij, un tempo il delfino di Lenin, che venne progressivamente escluso dal potere da un triumvirato formato, oltre che da Stalin, anche da Zinovyev e Kamenev. Ben presto, alleandosi con altri due antichi rivali come Bucharin e Rykov, Stalin seppe eliminare anche loro. 

La via verso il comunismo predicata da Stalin, il Socialismo in un solo paese, era una teoria politica secondo cui l’Unione Sovietica andava potenziata al massimo, sia industrialmente che militarmente. Soltanto in una fase successiva la rivoluzione sarebbe stata esportata in tutto il mondo: dunque non occorreva più senza attendere la rivoluzione mondiale. 

Stalin e Lenin
Stalin e Lenin — Fonte: getty-images

Supportato da queste idee, Stalin seppe coinvolgere i burocrati di partito isolando Trockij, secondo cui il socialismo andava costruito su base internazionale, in modo ormai definitivo e irreversibile: fu espulso dall’Unione Sovietica nel 1927, e sarebbe stato assassinato in Messico nel 1940 da un agente di Stalin.   

Nel 1929 Stalin pose fine allaNuova politica economica” di Lenin, abolendo la proprietà privata, collettivizzando l’agricoltura ed avviando una decisa industrializzazione per tappe forzate, i “piani quinquennali”, che avrebbero sortito per la Russia un effetto devastante.   

Queste politiche colpirono in particolar modo i contadini russi, ed in particolare i più benestanti (kulaki): 25 milioni di loro furono obbligati a riunirsi in fattorie collettive di Stato in pochi anni. Chi provava a resistere veniva arrestato dalla polizia politica, deportato, giustiziato, o spedito nei Gulag: una rete di campi di concentramento in cui si lavorava in condizioni atroci, spesso fino alla morte. 

La collettivizzazione e l’industrializzazione peggiorarono le condizioni di mortalità e carestia, ma Stalin non volle comunque diminuire le esportazioni di grano all’estero, nonostante le gravi condizioni che coinvolgevano in particolare alcune aree, come l’Ucraina: ciò costò la vita a circa 10 milioni di contadini. Nonostante ciò, un paese industrialmente arretrato venne tramutato in pochi anni in una potenza industriale, come osservarono testimoni dell’epoca tra i più vari: da Adolf Hitler allo scrittore di fantascienza H.G. Wells.  

6Cosa sono le purghe della Rivoluzione russa?

Campo di lavoro di Gulag. Costruzione della ferrovia Salekhard-Igarka. Molti prigionieri Gulag sono morti a cause delle condizioni meteorologiche estreme della Siberia settentrionale. La ferrovia non fu mai completata e fu abbandonata dopo la morte di Stalin
Campo di lavoro di Gulag. Costruzione della ferrovia Salekhard-Igarka. Molti prigionieri Gulag sono morti a cause delle condizioni meteorologiche estreme della Siberia settentrionale. La ferrovia non fu mai completata e fu abbandonata dopo la morte di Stalin — Fonte: getty-images

Alla fine del 1934, proprio quando le sue politiche sembravano essersi mitigate, Stalin lanciò una nuova campagna di terrore politico ai danni degli stessi membri del Partito Comunista che anni prima ne avevano favorito l’ascesa. Il pretesto fu l’assassinio, a Leningrado, di Sergey Kirov. Attraverso una serie di processi spettacolari, Stalin riuscì a consolidare il proprio regime seminando il terrore

Nell’agosto del 1936 toccò a Zinovyev e Kamenev, condannati a morte dopo processi-messinscena, nel 1938 a Bucharin. Ma altri processi colpirono ampi settori delle élite dell’Unione Sovietica, tra cui non soltanto politici, ma anche militari, intellettuali, artisti ed esponenti del mondo produttivo. 

Lev Borisovich Kamenev (1883-1936), rivoluzionario bolscevico che fu processato e condannato a morte nel periodo delle Grandi purghe
Lev Borisovich Kamenev (1883-1936), rivoluzionario bolscevico che fu processato e condannato a morte nel periodo delle Grandi purghe — Fonte: getty-images

Questo lato di Stalin, che dalla propaganda venne rappresentato come un grande leader, buono ed eroico, venne discusso in Russia soltanto dopo la sua morte. Negli anni tra il 1934 ed il 1939 la paranoia regnò in tutta l’Unione Sovietica: vennero giustiziati 93 membri sul 139 del Comitato centrale del Partito comunista, 81 su 103 tra generali e ammiragli. Fu colpita anche la popolazione, ed in tutto in questi anni circa tre milioni di russi vennero accusati di anticomunismo e spediti nei gulag

In questo modo, Stalin riuscì a domare il Partito comunista e l’élite sovietica, consolidando ulteriormente il proprio potere personale spropositato. Non mancarono inoltre comunisti stranieri che si trovavano in territorio sovietico e membri della polizia politica sovietica, la NKVD. Sarebbe stato lo stesso Stalin a ridurre la morsa del terrore sul popolo russo, sebbene mai del tutto, soltanto allo scoppio della Seconda guerra mondiale. 

7Stalin e la Seconda guerra mondiale

Nell’agosto del 1939, dopo alcuni tentativi di formare un’alleanza antinazista con le potenze occidentali portati avanti sin dalla metà degli anni ‘30, Stalin finì per stringere con la Germania il famigerato patto Molotov-Ribbentrop, che incoraggiò i Tedeschi ad attaccare la Polonia: iniziava così il secondo conflitto mondiale.   

Firma del Trattato di non aggressione (patto Molotov-Ribbentrop), 23 agosto 1939
Firma del Trattato di non aggressione (patto Molotov-Ribbentrop), 23 agosto 1939 — Fonte: getty-images

Stalin seppe immediatamente approfittare della situazione per rinforzare ed allargare le frontiere Sovietiche verso Ovest, annettendo la Polonia orientale, l’Estonia, la Latvia, la Lituania ed alcune aree della Romania, oltre ad attaccare la Finlandia. Nel maggio del 1941 Stalin si autonominò Segretario del Consiglio dei commissari del popolo, assumendo non soltanto de facto, ma anche ufficialmente il ruolo di capo del governo

Inizialmente, la “guerra lampo” tedesca mise l’Unione Sovietica in seria difficoltà dopo l’attacco del 22 giugno 1941. Stalin, che assunse anche il ruolo supremo del comando militare, incarnò per l’Unione Sovietica un ruolo quasi paterno, facendo leva su valori tradizionali che erano stati ben lontani dalla rivoluzione bolscevica, come il patriottismo e la solidarietà tra popoli slavi.  

Churchill, Roosevelt e Stalin alla conferenza di Yalta, febbraio 1945
Churchill, Roosevelt e Stalin alla conferenza di Yalta, febbraio 1945 — Fonte: getty-images

Da Mosca, minacciata dai nazisti, Stalin ed i suoi generali seppero organizzare un’efficace controffensiva. Con l’eroica battaglia di Stalingrado (1942) e quella di Kursk (1943) l’invasione tedesca venne rimandata indietro. Il sacrificio da parte del popolo sovietico fu enorme, ed ebbe un ruolo determinante nella sconfitta della Germania, che sarebbe capitolata definitivamente nel maggio del 1945. 

Con la Seconda guerra mondiale, Stalin dimostrò straordinarie doti di trascinatore e seppe mantenere uno stretto controllo sull’Unione Sovietica, ma seppe anche delegare le decisioni militari più rilevanti ai capaci ufficiali che lo circondavano. Con la sconfitta del nazi-fascismo, Stalin acquisì un prestigio internazionale enorme, partecipando alle determinanti riunioni militari dei “Big Three” (con Churchill e Roosevelt) a Teheran, Jalta e Potsdam, dimostrando anche doti di straordinario negoziatore. 

8Gli ultimi anni

Voroshilov, Molotov, Stalin e Yezhov
Voroshilov, Molotov, Stalin e Yezhov — Fonte: getty-images

Dopo la guerra, Stalin rinforzò il controllo sull’Europa orientale attraverso regimi comunisti indipendenti di nome, ma di fatto asserviti alla Russia tramite la creazione del Cominform, che dirigeva l’operato dei partiti comunisti d’Europa. Nel 1948, tuttavia, la Jugoslavia di Tito si sottrasse al dominio stalinista schierandosi come potenza comunista indipendente. Per evitare casi analoghi, Stalin ricorse nuovamente alla strategia del terrore: ci furono una serie di processi in cui vari esponenti di altre Repubbliche comuniste confessarono la propria aderenza al “Titoismo”, venendo puniti in molti casi con la morte. 

Memoriale di guerra del massacro di Katyn, Varsavia
Memoriale di guerra del massacro di Katyn, Varsavia — Fonte: getty-images

L’alleanza con Stati Uniti e Gran Bretagna si era ormai conclusa. Negli ultimi anni sotto il regime di Stalin, in Russia ci fu un ulteriore consolidamento ideologico dello Stalinismo: l’atmosfera di sospetto e di paranoia continuò fino alla fine.  

Poco prima della morte di Stalin stava iniziando una nuova persecuzione ai danni di medici del Cremlino, accusati dell’omicidio di diversi leader. Il 5 marzo del 1953 Stalin morì in circostanze non del tutto chiarite. La questione dei rapporti tra l’Unione Sovietica ed il comunismo globale, non soltanto in Jugoslavia ma anche in Cina, rimaneva aperta.  

9Guarda il video sulla seconda guerra mondiale