Invisibilità e superiorità dell'anima per Platone

Di Redazione Studenti.

Platone e l'anima: la sua concezione di anima invisibile e superiore rispetto al corpo. Spiegazione breve sulle idee del filosofo

PLATONE

Secondo Platone, la realtà si divide in due parti:

  • Una parte è rappresentata dal mondo sensibile, nel quale tutto scorre e di cui possiamo ottenere una conoscenza approssimativa attraverso i sensi
  • L’altra parte, invece, è costituita dal mondo delle idee, eterne e immutabili, che è possibile conoscere usando la ragione.

L'ANIMA SECONDO PLATONE

Platone medita sull'immortalità
Platone medita sull'immortalità — Fonte: getty-images

Anche l’uomo è formato da due parti: ha un corpo legato al mondo sensibile che scorre come tutto ciò che appartiene a questo mondo, e un’anima immortale che può contemplare il mondo delle idee.

Solo l'anima conosce le idee, e secondo la teoria per cui "il simile conosce il simile", esattamente come le idee sono invisibili, anche l'anima lo è, al contrario del corpo che è visibile e immerso nel mondo sensibile.

Inoltre per essere veramente “libera” l’anima deve liberarsi dalla prigionia del corpo, sentito come incompleto e insignificante.

L’anima è principio di vita sia per sè che per il corpo, mentre quest’ultimo senz'anima sarebbe inanimato.

L’anima è il soggetto della conoscenza e sa davvero quando interrompe i contatti con il corpo, cosa che accade dopo la morte. Il corpo è solo sorgente d’illusione e d’orrore, a causa dei sensi.

Perciò l’anima deve purificarsi dal corpo mediante la conoscenza e aspirare a separarsene definitivamente dopo la morte.

IL FILOSOFO PER PLATONE

Per Platone il vero filosofo è colui che ama la verità e non insegue l'opinione.

La verità è conoscenza suprema, mentre l'opinione  è una conoscenza che deriva dalla comprensione dei soli fenomeni sensibili, soggettivi.

C'è una netta differenza tra un uomo che ama le cose belle (l'opinione) e un uomo che ama invece la bellezza in sé (la verità). Per il primo la bellezza rimane un'esperienza soggettiva, mentre il secondo arriva alla vera conoscenza del bello, considerando il concetto puro e universale.