Introduzione al Purgatorio, Divina Commedia | Video

Di Redazione Studenti.

Introduzione al Purgatorio, Divina Commedia: guarda il video con la spiegazione della struttura e del simbolismo del Purgatorio. A cura di Chiara Famooss

INTRODUZIONE AL PURGATORIO

Introduzione al Purgatorio: guarda il video con la spiegazione a cura di Chiara Famooss
Introduzione al Purgatorio: guarda il video con la spiegazione a cura di Chiara Famooss — Fonte: redazione

Il purgatorio è la seconda delle tre cantiche della Divina Commedia ed è composta da Antipurgatorio, Purgatorio e Paradiso Terrestre. Il custode del Purgatorio è Catone Uticense; la funzione di questo luogo è di espiazione e pentimento per le anime che vi si trovano.

Partiamo con il dire che il concetto di Purgatorio era un concetto un po’ nuovo. L'idea occidentale del Purgatorio si afferma tardi, nella seconda metà del XII secolo, e presenta il fuoco come mezzo della purificazione dopo la morte. Nelle Sacre Scritture ci sono solo due accenni a questa parte intermedia dell’aldilà ma con il tempo si è sentita l’esigenza di definire un luogo in cui la salvezza arriva attraverso il fuoco e la preghiera. Come dicevamo fu introdotto solo nel XII secolo, in seguito a narrazioni che raccontavano di anime sospese che avrebbero dovuto passare nel fuoco un determinato tempo.

Dante, nel Purgatorio, stabilisce un po’ l’idea dell’ascensione a cui i buoni cristiani devono tendere e crea un legame tra i vivi e i morti, basato sulla preghiera e sull’amore perché entrambi possono attraversa spazio e tempo, superando quindi la morte.

Ma quando è stato scritto il Purgatorio? Per molti studiosi Dante iniziò durante la scrittura dell’ultima parte dell’Inferno. Inoltre non ci sono riferimenti di fatti accaduti dopo il 1313 e venne diffuso già a partire dal 1315-1316.

Il Purgatorio è il secondo regno è ha una natura bifronte, in cui gli elementi infernali e i paradisiaci si mescolano: se da una parte c’è il senso della punizione, dall’altro c’è quello della punizione che diventa purificazione.

Dante rappresenta il Purgatorio come una montagna da salire e lo colloca nel Polo Sud. Perché sceglie proprio il simbolo della montagna? Perché indica il cammino di redenzione dal basso verso l’alto, rappresenta la fatica della salita. Secondo il poeta la montagna è stata originata dalla caduta di Lucifero.

Nel Purgatorio ci sono tre macroaree che sono sia testuali che spaziali:

  • Antipurgatorio;
  • Purgatorio;
  • Paradiso terrestre.

Ogni area ha un custode: Catone, Angelo Guardiano e Matelda. C’è poi un personaggio mobile che sostituisce la figura di Virgilio e che cambia durante la Cantica: Sordello, Stazio, Beatrice.

IL SIMBOLISMO DEL PURGATORIO

Come sappiamo il numero nove ha un grande simbolismo all’interno dell’intera Commedia, e il Purgatorio non fa eccezione. Sono infatti 9 le regioni morali: la prima è l’antipurgatorio, l’ultima il paradiso terrestre. Le altre 7 regioni morali sono rappresentate dalle sette cornici o balze del monte, una per ogni vizio capitale.

Ogni passaggio attraverso le cornici è scandito da una stessa liturgia:

  • Presentazione di esempi della virtù contraria al vizio che viene punito nella cornice;
  • Presentazione dell’esempio del vizio che si sconta;
  • Preghiera dei purganti;
  • Incontro con l’angelo.

Come avrai capito, non c’è da stare molto allegri. Vogliamo però rincarare la dose, le pene del Purgatorio hanno tre forme: c’è quella corporale (sempre secondo contrappasso, per analogia o per opposizione); c’è l’osservazione di esempi celebri de proprio peccato punito dell’opposto virtù premiata; e poi c’è l’intonazione dei canti in latino dei tratti delle scritture che riguardano il peccato commesso.

Lo stile usato da Dante nel Purgatorio è uno stile elegiaco, a differenza del comico dell’Inferno e dello stile tragico del Paradiso. Mancano, ovviamente, le brutture dell’Inferno.

Prima di concludere però vogliamo aggiungere una cosa: nel Purgatorio Dante immagina di incontrare vecchi amici che aveva perso per l’esilio. Questa cantica è quella dell’amicizia e della speranza, ed è per questo la più dolce delle tre.

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