Didattica online, l’Italia s’è desta!

Di Marta Ferrucci.

Classi virtuali nel 48,5% delle medie e nel 70,4% delle scuole superiori, ma anche podcast e video su YouTube. Studenti e professori sono sempre più connessi, anche se il 72,8% dei ragazzi è convinto che nulla possa sostituire le lezioni frontali. E i professori sono d’accordo con loro

DIDATTICA ONLINE: A CHE PUNTO SIAMO

L’emergenza sanitaria ha costretto gli italiani ad accelerare i tempi della digitalizzazione e così, a casa come a scuola, è arrivata una rivoluzione culturale. La classe virtuale non sostituirà mai il calore e l’interazione della lezione frontale, ma consente di non spezzare il filo. Molto si è fatto nelle ultime settimane e altro resta ancora da fare. Ce lo raccontano studenti e professori, impegnati in prima linea con i nostri ragazzi, all’insegna della normalità, della continuità e dell’ #andràtuttobene. (Sei un prof o uno studente e vuoi raccontarci la tua esperienza? Scrivici!).

Didattica online, a che punto siamo
Didattica online, a che punto siamo — Fonte: istock

Sono 8 milioni gli studenti italiani che da giorni studiano da casa grazie alle classi virtuali attivate dalle scuole e all’interazione su registri elettronici, chat e mail con i professori. Materiale didattico e compiti sono sempre disponibili per cercare di andare avanti con il programma all’insegna della continuità. Come vedremo, la situazione non è la stessa nei diversi gradi di istruzione superiore né lo è in tutte le regioni d’ Italia. Tuttavia, da Nord a Sud, ci si attiva per trovare nuovi modi di condivisione. C’è voglia di fare, di stare insieme: “con incredibile sorpresa – ci scrive un professore di Italiano – abbiamo scoperto di avere bisogno della scuola”.

COME SI STUDIA IN TEMPO DI EMERGENZA SANITARIA?

Lo abbiamo chiesto ai diretti interessati, 3.000 studenti che hanno partecipato alla nostra indagine da tutta Italia: il 18% di scuola media e l’82% di scuola superiore di secondo grado. Di questi, il 24,3% sono maturandi.

Secondo i dati forniti, nel nostro Paese la classe virtuale è decollata nel 48,5% delle scuole medie e nel 70,4% delle scuole superiori. Si tratta tuttavia di una media nazionale dietro la quale si nascondono valori diversi da regione a regione: la più virtuosa è l’Emilia Romagna con una media dell’83,9% di classi virtuali attivate (70% alle medie e 84% alle superiori) seguita, a poca distanza, dall’83% delle Marche (45% alle medie e 82% alle scuole superiori), l’82% del Friuli Venezia Giulia (40% alle medie e 81,5% alle scuole superiori), l’81% dell’Umbria (71% medie, 75% scuole superiori) ed il 77,8% della Lombardia (55% medie e 85% superiori). In coda troviamo il 51% della Calabria (50% medie e 53% scuole superiori), il 50% della Campania (38% medie e 49% superiori), il 46,6% dell’Abruzzo (36% alle medie e 53,5% alle scuole superiori) e, ultimo, il 46% della Sardegna (13% scuole medie e 53,5% superiori).

Didattica online: la situazione regione per regione
Didattica online: la situazione regione per regione — Fonte: redazione

DIDATTICA ONLINE: LE ALTERNATIVE

Chi non ha accesso alle lezioni online si organizza diversamente: il 20,5% (media nazionale) trova compiti e materiale didattico nel registro elettronico, mentre l’11,5% li riceve dai professori via chat o via mail. Tuttavia, si tratta di dati provvisori, perché l’organizzazione della didattica online è – come ci hanno raccontato i docenti – un’work in progress. I dati migliori delle regioni del Nord sono in parte dovuti al fatto che l’emergenza, in quelle zone, è scattata prima e perciò, nell’organizzazione, sono avanti di un paio di settimane rispetto alle altre.

“LA DIDATTICA ONLINE NELLE SCUOLE C’E’ DA ANNI: PER QUELLO IL COVID-19 NON CI HA COLTI IMPREPARATI”

Nonostante la didattica online non sia partita nello stesso momento in tutte le regioni, la  maggior parte delle scuole non è stata colta di sorpresa: le piattaforme per la didattica online e per la condivisione di materiale vengono utilizzate da tempo. In primis G Suite e Google Classroom, per assegnare compiti e fornire materiali, a cui ora si è aggiunto Google Meet per le classi virtuali. Ma non tutte le scuole e non tutti i docenti hanno la stessa familiarità con questi strumenti, e qui è scattata una gara di solidarietà tra i professori: “Quando è stata attivata la didattica online per rispondere all’emergenza sanitaria  - ci racconta la Prof.ssa Pepparoni, docente di Economia Aziendale in una scuola dell’Umbria -  gli insegnanti con maggiore dimestichezza con questi strumenti si sono attivati per condividere le loro conoscenze con chi ne sapeva di meno”.
Testimonianza analoga arriva dalla Prof.ssa Lucia Maria Sciuto, Dirigente scolastica dell’Istituto C.Marchesi di Mascalucia (CT): “Già da diversi anni, grazie ai Fondi strutturali, abbiamo messo la scuola in condizione di lavorare con le nuove tecnologie. La piattaforma di istituto è Moodle, ma ciascun docente può scegliere liberamente quale utilizzare. C’è stato un supporto reciproco e tutto questo ha attivato dei processi virtuosi che non nascono da un obbligo, ma da una scelta”.

CLASSI VIRTUALI, PODCAST, VIDEO LEZIONI SU YOUTUBE: I DOCENTI SI ORGANIZZANO

Decolla lo studio online
Decolla lo studio online — Fonte: istock

Gli strumenti gratuiti a disposizione della scuola sono diversi, ma se e come utilizzarli dipende molto dall’iniziativa personale dei docenti, oltre che dalla dotazione tecnologica a loro disposizione.
Vincenzo Lisciani Petrini insegna Italiano all’Istituto Pascal di Pomezia (RM). E’ stata la prima scuola ad essere chiusa in provincia di Roma, perché frequentata dal figlio di un uomo risultato positivo al Coronavirus. La didattica online è partita velocemente grazie a Google Meet e G Suite, ma, contestualmente, il Prof. Petrini registra le sue lezioni con Castbox, affinché i suoi studenti le abbiano sempre a disposizione in modalità podcast. “Credo che niente sostituisca la lezione frontale” – ha dichiarato il Prof. Petrini -  “entusiasmante, partecipata dalla classe... ma in tempi di guerra ci si adatta e mi pare che la scuola abbia reagito con una prontezza su cui pochi avrebbero scommesso. Sono molto orgoglioso di come ci stiamo comportando: siamo dei professionisti e dei veri educatori. Forse non tutti i docenti in questa fase sono efficienti come dovrebbero, ma questo credo che accada un po' ovunque. I ragazzi stanno reagendo bene: con incredibile sorpresa, abbiamo scoperto di avere bisogno della scuola (Leggi la sua testimonianza)”.

ELIA BOMBARDELLI E LA PASSIONE PER LA MATEMATICA: UN TABLET CONDIVISO CON LA CLASSE, PIATTAFORME PER SCAMBIARE COMPITI E UN CANALE YOUTUBE

Elia Bombardelli
Elia Bombardelli — Fonte: redazione

Elia Bombardelli insegna Matematica e Fisica al Liceo Galilei di Trento e al Liceo Steam International di Rovereto. Ma con i 276.000 iscritti al suo canale YouTube è anche la star della matematica sul web.
In entrambe le scuole dove insegna, già prima dell’emergenza sanitaria, si utilizzava G suite for Education, a cui ora si è aggiunto Google Classroom, che consente di mandare i compiti e, ai ragazzi, di caricarli, dopo averli svolti, per ricevere il feedback dei professori. Un altro strumento molto utilizzato nelle classi virtuali sono le lezioni in streaming grazie a Google Hangouts Meet, che consente di fare videochiamate coinvolgendo fino a 250 studenti in contemporanea. Come funziona? “Parlo con i ragazzi e posso condividere lo schermo del mio tablet dove svolgo i miei calcoli. Mentre visualizzano quello che faccio, sentono anche le mie spiegazioni e possono, a loro volta, intervenire e condividere il loro schermo. Non è come essere in aula, ma non ci andiamo lontanissimi e la risposta è molto positiva, sia da parte dei ragazzi sia da parte delle famiglie”.

DIDATTICA ONLINE, IL 41,5% DEGLI STUDENTI E’ MOLTO SODDISFATTO

A conferma di quanto dichiarato da Bombardelli, arriva il dato degli studenti: il 41,5% di loro si dichiara pienamente soddisfatto di come la sua scuola sta gestendo l’emergenza e organizzando la didattica. Il 46,1% è mediamente soddisfatto e solo un 12,4% non è affatto contento.

QUALE SUPPORTO IN PIU’ CHIEDEREBBERO ALLA SCUOLA?

Secondo il 43,3% degli studenti, manca materiale didattico specifico, come dispense e mappe concettuali, più adatto di altri ad integrare la didattica online. Il 29,7% dei ragazzi vorrebbe avere la possibilità di interagire maggiormente con i docenti, mentre, tra le priorità del 14,8% dei ragazzi, c’è la creazione di corsi di recupero e approfondimento pomeridiani (sempre online).

IL 49,6% DEGLI STUDENTI USA TUTTI I SUPPORTI A SUA DISPOSIZIONE

Come ci raccontano anche i docenti, in questo momento storico ogni strumento viene considerato utile allo scopo. Solo il 12,9% dei ragazzi continua a studiare esclusivamente sui libri, mentre il 17,5% utilizza materiale didattico fornito dalla scuola. L’11% reperisce materiale online autonomamente, mentre un 7,8% si appoggia ai video che trova su YouTube e su altre piattaforme. La maggior parte degli studenti – il 49,6% - utilizza tutti questi strumenti insieme: libri, materiale didattico trovato online, approfondimenti forniti dai docenti e video. Che il web e strumenti come YouTube siano i protagonisti di questa fase ce lo ha raccontato anche Elia Bombardelli: “Ci sono tanti colleghi che, in questa circostanza, iniziano ad aprire canali YouTube.

LE PREOCCUPAZIONI DEGLI STUDENTI: LACUNE E L’IMPOSSIBILITA’ DI POTER ESSERE VALUTATI

Riguardo la scuola, la maggiore preoccupazione dei ragazzi in questo momento è rappresentata dal rischio di rimanere indietro con il programma e di iniziare il prossimo anno con importanti lacune (30,5%). Il 28% dei rispondenti sono maturandi che temono di non arrivare preparati alla maturità, mentre il 23,9% dei ragazzi teme di ritrovarsi con voti peggiori rispetto a qualche settimana fa, per la mancanza di supporti adeguati. Il 9,4% si dichiara preoccupato di non poter verificare il livello di apprendimento con compiti in classe e verifiche. Quello della valutazione è, effettivamente, un tema in sospeso: come sostituire verifiche e compiti in classe? Il Miur, impegnato sul fronte della didattica online, sulla questione non ha dato ancora indicazioni e ogni scuola si sta gestendo in autonomia: nell’Istituto Omnicomprensivo “Salvatorelli-Moneta” di Marsciano (PG), la Prof.ssa Pepparoni ci racconta che attualmente viene utilizzata una griglia di osservazione sistematica. Di cosa si tratta? “E’ uno strumento di valutazione introdotto ad inizio anno, dove vengono valutati gli studenti nel loro complesso, ad esempio tenendo conto degli interventi spontanei che fanno, degli interventi richiesti, ecc. All’inizio noi docenti abbiamo un po’ sbuffato, ma in questa situazione, bisogna ammetterlo, torna molto utile” (leggi la tesimonianza completa e scarica la scheda di valutazione in pdf da scaricare).
Anche la Prof.ssa Cappellini utilizza metodi di valutazione alternativi: “le interrogazioni con il metodo classico non hanno senso. Verifiche sì, scritte. Si può chiedere di fare un elaborato su un'opera o un tema proposto dall'insegnante. Non si può effettuare un controllo, ma non è questo il problema, anche se scaricano il materiale, se lo copiano, hanno dedicato del tempo a questa attività e qualche cosa gli resterà. Si valuta la costanza e l'impegno più che il contenuto in sé”.

QUANTO CONTA LA VALUTAZIONE IN QUESTO MOMENTO?

Dalle testimonianze raccolte, ora la valutazione non sembra essere una priorità. "Lo spirito del nostro Istituto - ci racconta Rosa Tamburrino, Prof.ssa di Informatica Liceo Scientifico G.Siani di Aversa (CE) -  dal primo giorno, è stato quello di “usare” lo spazio temporale in cui siamo in contatto sincrono con i ragazzi, non tanto per esporre i contenuti e valutarli, ma principalmente per far sentire loro la nostra presenza. (...) Io personalmente durante la diretta con i ragazzi, preferisco ascoltare le loro emozioni, mi faccio raccontare qualche episodio particolare delle loro giornate in quarantena, e solo in seguito chiedo loro se ci sono problematiche/dubbi sul  lavoro svolto asincrono e spiego cosa dovranno fare in seguito. Quello che mi ha colpito dal primo giorno è come loro siano “assetati” di contatto, di come gli manchi la scuola. Qualcuno mi diceProf... sa mi mancano le Note, i vostri richiami”… (leggi tutta la testimonianza).

PER IL 72,8% DEGLI STUDENTI LA DIDATTICA ONLINE NON SOSTITUISCE LA DIDATTICA TRADIZIONALE

Ne è convinto il 72,8% degli studenti, che però non ritiene si debba allungare l’anno scolastico perché questa esperienza “sta funzionando”: “la mia scuola si sta organizzando bene, non perdiamo tempo durante le giornate – ci scrive Federico - . Lezioni online e compiti assegnati ricoprono interamente l’orario scolastico”.  Il  9,5%  di loro sarebbe invece favorevole ad uno slittamento della chiusura delle scuole, mentre 17,6% ritiene che le lezioni a distanza sostituiscano pienamente la didattica tradizionale.

COSA NE PENSANO I PROFESSORI?

La didattica a distanza”  - ci racconta la Prof.ssa Cappellini -  “è una cosa preziosa, che ci aiuta in un momento di difficoltà, ma può anche essere uno strumento di supporto nella didattica tradizionale, uno strumento che in molti utilizzavamo già e anche per questo il mondo della scuola è stato subito pronto a reagire.  Detto questo, agli studenti manca la scuola... e anche ai professori! Speriamo di tornare in aula perché nulla è più bello che imparare insieme, dal vivo”.(Leggi tutta la testimonianza).

Dalla Sicilia arriva un’altra testimonianza: “E’ in aula che c'è il contatto umano, è qui che si percepisce l'emozione con un solo sguardo. Stamattina in video lezione si sono collegati quasi tutti gli studenti ed è stato bello vederli e sentirli. Alla fine ho allargato le braccia per contenerli tutti in un grande abbraccio e loro hanno fatto lo stesso!”.
La presenza fa la differenza" è il motto della Prof.ssa Maria Lucia Sciuto. “Spero che dopo questa emergenza la scuola possa cambiare in meglio: la sanità ci salva la vita, ma l'istruzione salva lo spirito, l'aspetto culturale che non può essere trascurato”.
Secondo il Prof. Bombardelli, “nella sfortuna di questo evento, qualcosa resterà delle potenzialità del digitale. Non sostituirà la didattica in presenza, ma possiamo imparare qualcosa di buono”.

La didattica online su Studenti.it

Studenti.it, Digital Magazine di Mondadori, mette a disposizione degli studenti di tutta Italia materiale didattico per ogni esigenza: dagli approfondimenti di Italiano, Letteratura, Storia e Filosofia realizzati da docenti, alle mappe concettuali e riassunti per un ripasso veloce. Nella sezione Maturità sono disponibili guide e spiegazioni su tutte le prove dell’Esame di Stato. Nel canale StudentiTV di YouTube i ragazzi possono accedere a centinaia di video lezioni tra cui le pillole di Matematica realizzate da Elia Bombardelli. Su Spreaker, Spotify, Apple Podcast e Google Podcast sono inoltre disponibili le nuove audio lezioni: Te lo spiega Studenti.it, pillole di Italiano, Storia e Letteratura e sulle prove della Maturità.

Le testimonianze dei docenti