Studenti favorevoli all'ora di religione

Di Barbara Leone.

Il 41% degli studenti è favorevole allo studio della religione a scuola, mentre il 31% ritiene che sia un'imposizione ingiusta. E molti ragazzi ritengono che sia giusto studiare a scuola tutte le religioni

SPECIALE SCUOLA 2017/2018

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Dopo le affermazioni di Papa Benedetto XVI sull'importanza dell'ora di religione a scuola, abbiamo chiesto agli studenti se è giusto che la religione venga insegnata nel percorso di formazione. Gli studenti, in un certo modo, si dividono tra coloro che pensano che l'ora di religione sia importante, anche per chi non crede, e coloro che invece la considerano un'imposizione ingiusta. In linea di massima, però, gli studenti italiani sono favorevoli all'ora di religione nelle scuole: infatti per il 41% dei ragazzi che hanno partecipato alla nostra inchiesta l'ora di religione si deve fare a scuola, contro il 31% degli studenti che invece si dichiarano contrari.

Tra gli studenti favorevoli, il 29% dichiara che è utile come approfondimento culturale ed il 12% che serve ad aprire la mente. Tra gli studenti contrari, il 20% ritiene che non si deve insegnare perché la scuola è laica e l'11% la ritiene una imposizione ingiusta. Oltre a queste affermazioni, il 16% pensa che a scuola andrebbero insegnate tutte le religioni, non solo quella cristiana, mentre per l'8% la religione dovrebbe rimanere nei luoghi di culto, che sono più adatti delle scuole per insegnarla.

Gli studenti si sono confrontati su questo argomento, esponendo i loro pensieri: credenti e atei hanno espresso chiaramente la loro idea sulla religione. Per Nella è importante che si insegni la religione a scuola perché "ci aiuta a migliorare la nostra società attuale e ci fa capire meglio anche la storia" e dovrebbero seguirla tutti, anche coloro che non sono cattolici. Mea è "pienamente d'accordo con il Papa. L'ora di religione è essenziale per la formazione culturale dei giovani, senza contare che essa è parte integrante della storia degli stati di tutto il mondo. Senza lo studio delle religioni non si potrebbe capire buona parte della letteratura, della storia, della geografia, per non parlare dell'arte. Una cultura può essere completa soltanto con il suo studio. E cultura completa non vuol dire solo "discussione sulle tematiche attuali" come viene presa in molte scuole, ma studio approfondito dei principi di tutte le principali religioni. Ciò non vuol dire assolutamente cercare di inculcare l'idea dell'esistenza di un Dio o trasformare tutti in cattolici, ma rendere tutte le persone, anche coloro che rifiutano queste fedi, consapevoli delle loro origini e scelte". Per Tommy "l'ora di religione è un'ora ottima per discussioni di etica e problemi pubblici. Faccio le superiori e l'ora di "religione" c'è stata solo fino alle medie, poi gli argomenti dalle superiori sono spaziati in argomenti più ampi come società, immigrazione ecc. Penso che chiaramente non può essere un'ora di "catechismo", ma è utile. Sono cattolico, penso che il Papa sia una persona magari non santa ma che di certo non parla a vanvera. E non mi sento meno intelligente di chi la definisce una cosa da ottusi".

Domenico ritiene che "l'insegnamento della cultura religiosa a scuola sia uno strumento per capire meglio ciò che siamo e come lo siamo diventati. Inoltre ritengo che conoscere le varie religioni possa essere un modo per dare un senso, tanto cercato, alla nostra vita. Ed è sbagliato pensare alla religione come un qualcosa solo da monaci, sacerdoti o chi altro... è, al contrario, una cosa che appartiene a tutti noi, in prima persona, senza nemmeno accorgersene". Per Sabata, "sarebbe davvero bello se l'ora di religione fosse un'ora di confronto sia fra le varie religioni sia fra temi di attualità che possano entrarci con la religione (dalla pena di morte all'eutanasia) ma sfortunatamente in molti casi è né più né meno di un'ora in più di catechismo che molti di coloro che la frequentano non hanno scelto davvero spontaneamente ma spinti dai genitori o dal modo in cui venivano additati da compagni e maestri se non la frequentavano; inoltre, è vero che la religione, qualunque sia quella a cui si aderisce, dà un senso alla propria vita, però ci sono sempre più persone che sembrano essersi rassegnate, e magari di ciò si vantano anche, o alla certezza assoluta che la nostra vita non sia altro che un incidente del tutto casuale e che non esista nulla al di là di questa o, peggio, all'impossibilità di conoscere quale sia la verità, sia essa una vita dopo la morte oppure la fine di tutto nel nulla".

C'è anche chi si dichiara contrario alle persone che diventano intolleranti a chi la pensa diversamente, sia quelle persone che "credono ciecamente a tutto ciò che c'è scritto nella Bibbia e a quel che dice il Papa parola per parola e compatiscono svilendoli coloro che non hanno la loro stessa opinione", sia quelle persone che al contrario "credono alla scienza ed al processo sperimentale scientifico e non possono accettare che questa stessa scienza non riesca a dimostrare la non-esistenza di un Dio creatore che anche solo ha dato il colpetto al mondo come diceva Voltaire e che ci siano persone che possano credere in qualcosa che non si vede ma si sente dentro di sé". E dichiara di poter "accettare il pensiero di un cristiano se dimostra di non aver chiuso la propria mente alla razionalità".

Per Serena, anche se ha scelto di non seguire l'ora di religione a scuola, "lo studio della religione, che nel corso degli anni non si limita soltanto al cattolicesimo, è da considerarsi "un qualcosa in più", che può essere interessante perché ci arricchisce culturalmente" ed è quindi "giusto garantirne lo studio per chi è interessato". Per Giovanni, vedendo che nella sua scuola l'ora di religione è vista quasi come un momento di ricreazione durante il quale "molti ragazzi si fanno i fatti propri", "l'ora di religione dovrebbe essere usata come ora di sociologia, ma bisognerebbe parlare anche di religione ma non solo quella cattolica: ogni studente dovrebbe conoscere le basi di ogni religione".

Graziano invece ritiene che "per il rispetto delle altre persone e della cultura la religione non dovesse proprio essere insegnata, se non solo a storia come evento accaduto. Perchè non credo proprio che non interferisca con la libertà... interferisce eccome! Un ragazzo da 5 a 14/16 anni cosa vuole capire della cultura e della verità? Gli puoi dire anche che è un alieno che lui ci crede". Graziano sostiene quindi che la religione non "ti dà niente. Ti dice solo che è così e ti condiziona a seguire certi comportamenti per rispetto di Dio" e che "sia una limitazione vera e propria, oltre ad una delle menzogne più grandi che sia mai stata raccontata". Per Daria "la religione va insegnata, ma non quella cristiana. Si deve parlare e discutere su tutte le religioni di questo mondo e conoscerle, così che tutti possano imparare qualcosa in più sulla propria. Quindi si richiede anche maggior preparazione da parte dei prof". Ed infine c'è chi, come Cinzia, considera l'ora di religione come "inutile, antieducativa e per persone ottuse", ma allo stesso tempo dichiara che "è importante" perché la vede come "un'ora di ricreazione".