Il vecchio e il mare di Hemingway: trama, personaggi e commento

Di Redazione Studenti.

Riassunto della trama e analisi de Il vecchio e il mare, uno dei più noti racconti dello scrittore americano Ernest Hemingway. Descrizione dei personaggi e commento

CHI È HEMINGWAY, L’AUTORE DE IL VECCHIO E IL MARE?

Ernest Hemigway in Kenya. Settembre 1952
Ernest Hemigway in Kenya. Settembre 1952 — Fonte: getty-images

Ernest Miller Hemingway nacque a Oak Park, Illinois, nel 1899. Nel 1917 si arruolò volontario sul fronte italiano e nel 1920 si stabilì a Chicago. Al primo libro Tre racconti e dieci poesie del 1923, ne seguirono altri finché, trasferitosi a Parigi, nel 1926 pubblicava Fiesta che gli diede subito vasta fama, nel 1929 Addio alle armi e nel 1932 Morte nel pomeriggio.

Nel 1936 partecipò alla guerra civile spagnola, concludendo poi il decennio più produttivo della saga letteraria con Quarantanove racconti (1938) e Per chi suona la campana (1940).

Dopo la seconda guerra mondiale si stabilì a Cuba dove scrisse Il vecchio e il mare, romanzo che gli valse il Premio Pulitzer nel 1953 a cui seguì l'anno il Nobel per la Letteratura. Ma Hemingway soffriva di grandi crisi d'identità e di depressioni nervose, situazione che si aggravò quando nel 1960 divenne quasi cieco, condizione che comunque non interruppe la sua produzione letteraria. La fatica aumentò costantemente e la disperazione si trasformò in volontà di farla finita. Il medico che lo ebbe in cura disse che Hemingway, non riuscendo più a scrivere, non aveva più una ragione per continuare a vivere. Sebbene fosse in cura per la sua patologia, il grande scrittore si uccise a Cuba il 2 luglio del 1961.

IL VECCHIO E IL MARE: TRAMA

Santiago è un vecchio pescatore cubano colpito da una sfortuna che non lo abbandona. Sono ormai 84 giorni che non pesca nulla ed è ridotto quasi alla miseria. Ma tornando una sera a casa con il giovane, che di solito lo accompagnava, sente che il giorno successivo, l’85°, andrà meglio. Infatti siamo a settembre, il mese in cui la pesca si fa più feconda perché arrivano i pesci più grossi e così Santiago, il giorno dopo, decide che andrà più a largo.

Salpato prima dell'alba rema allontanandosi dalla costa e dispone meticolosamente le lenze nell'acqua a diverse profondità. Ma prima di mezzogiorno pescherà solo un marlin – animale simile al pesce spada -  che però, ancora con l'amo in bocca, inizia a tirare dietro di sé la barca del vecchio Santiago. Lui non si rende subito conto della grandezza del pesce che nuota in profondità e tenendo stretta la lenza tagliente con entrambe le mani è convinto che presto il pesce si stancherà. Ma questo non succede e diverse ore dopo, ormai verso sera, la situazione non è ancora cambiata. Santiago pensa a molte cose in questo frangente: vorrebbe il ragazzo con sé per essere aiutato, pensa che dovrebbe dare più lenza al pesce affinché l'eccessiva tensione non la rompa, riflette sul fatto che se il pesce non salta potrebbe morire e affondare negli abissi. La corsa di Santiago continua tutta la notte, rifocillato solo da un pesce mangiato crudo: ha un crampo alla mano sinistra e un taglio profondo provocato da uno strattone del pesce alla lenza ma anche se la vecchia schiena gli fa male lui non demorde e la lotta con il pesce continua.

Il giorno dopo si accorge che il pesce è meno veloce, segno che inizia a stancarsi. Anche il vecchio è stanco ma, sebbene stimi la forza e la nobiltà del pesce che continua a resistere, lo deve catturare ad ogni costo per farlo vedere al ragazzo e per venderlo al mercato dell’Avana. Intanto riesce a pescare un delfino con due pesci volanti nello stomaco, prede che saranno la sua cena e trova anche un sistema per poter dormire senza rischiare di perdere la lenza.

E finalmente, intorno a mezzogiorno del terzo giorno, dopo due notti e due giorni di prove di forza tra il pesce ed il pescatore, il pesce si stanca e inizia a girare attorno alla barca. Piano piano il vecchio riesce a guadagnare un po' di lenza finché, avvicinato il grande animale, lo trafigge con una fiocina. Il vecchio lega con le corde l’imponente pescespada, di mezzo metro più grande della barca, issa la vela e inizia il viaggio di ritorno. Ma la lunga scia di sangue che lascia dietro di sé il pesce attira uno squalo che, nonostante venga ferito dalla fiocina del pescatore, riesce a mangiarsi un buon pezzo di marlin. Arrivano altri due squali che il vecchio riesce ad allontanare legando un coltello al remo ma quando arriva la notte il pescatore ormai stremato non riesce più a far fronte agli attacchi dei pescecani, si sente stanco e impotente. Non è più giovane come una volta, non ha la forza per contrastare quell’attacco.

Quella notte il vecchio raggiunge la sua capanna al limite delle forze e con le mani ferite. Si copre con un giornale e cade in un sonno profondo sognando la sua gioventù; dopo l’attacco degli squali del pesce non ne rimane che la lisca con la testa e la coda, una scena che il giorno dopo crea profonda compassione negli altri abitanti del villaggio.

PERSONAGGI DE IL VECCHIO E IL MARE

Santiago. Santiago è il vecchio pescatore protagonista del racconto. E’ magro e il viso è solcato da rughe profonde. Sulle guance ha le chiazze del cancro alla pelle, provocato dai riflessi del sole sul mare tropicale. Le mani sono piene di cicatrici profonde provocate dalle lenze strattonate dai pesci più grandi e forti. Santiago porta addosso i segni di una vita dura e piena di sacrifici ma nonostante sia vecchio e sciupato, i suoi occhi hanno ancora la vitalità di un ragazzo. La sua lotta con il pesce, anche se non finisce bene, sono prova di orgoglio e coraggio di un uomo che – nonostante l’età avanzata -  è ancora forte e lo dimostra combattendo quasi a mani nude contro gli squali. Il fatto che della sua preda ne rimanga solo lo scheletro è solo una sconfitta materiale ma non una sconfitta morale. Sul piano morale Santiago ne esce vincitore.

Il grande marlin. Marlin viene descritto enorme e con strisce viola; accanto a lui nuotavano due remore grigie. Calmo nei movimenti, al vecchio dava l'impressione di avere una certa esperienza. Anche se non è una figura umana è il vero antagonista del pescatore perché ingaggia con lui un durissimo duello che porta il protagonista addirittura a pensare di morire pur di sconfiggerlo. E’ un pesce forte e testardo che per più di due giorni e tre notti, con l’esca in bocca, trascina con se tutti, sia la barca che Santiago. Da come lo descrive l'autore, sembra quasi che il pesce avesse già combattuto altre battaglie analoghe uscendone però sempre vincitore.

Manolin. Manolin è il ragazzo a cui Santiago ha insegnato a pescare da quando aveva cinque anni, che ha condiviso con lui i suoi migliori momenti ma che ora è obbligato dal padre ad andare a pescare su un'altra barca vista la sfortuna persistente del vecchio. Ma gli è sempre vicino e lo accudisce anche al suo ritorno dall’ultima avventura, lo aiuta a portare tutto il materiale fuori dalla barca e gli offre una birra alla Terrazza. L'affetto che esiste tra i due è evidente. Il vecchio quando è in mare pensa continuamente a quanto sarebbe bello avere ancora il ragazzo accanto a lui per farsi aiutare. E forse è proprio il desiderio di mostrare il pesce al ragazzo che gli dà la forza di continuare. Al suo ritorno Manolin è il primo a fargli visita, a portargli i giornali e qualcosa di caldo da bere.

IL VECCHIO E IL MARE: ANALISI DEL TESTO

Le descrizioni sono numerose e narrate in ordine cronologico, con qualche flash-back del vecchio marinaio e delle avventure passate. Ci sono diverse tipologie di discorsi tra i personaggi: discorsi diretti e soprattutto discorsi indiretti (quando il vecchio Santiago è in barca da solo che pensa).
Il narratore è esterno: non interviene con commenti e soprattutto il suo scopo è quello di riferire realisticamente i fatti. Il romanzo si articola su due grandi macro sequenze: nella prima troviamo le vicende di terra, la storia di Santiago e di Manolin mentre nella seconda parte troviamo il racconto del duello in mare e del paesaggio in cui avviene lo scontro, ovvero il mare del golfo di Cuba.

COMMENTO A IL VECCHIO E IL MARE

Nonostante la storia sia incentrata su un'unica vicenda, coinvolge il lettore in modo appassionato e così, anche chi non è interessato al mondo della pesca, apprezza questa storia ricca di spunti in diversi ambiti:

  • la sfida crudele, ma fondata sulla lealtà e sul rispetto, tra il vecchio e il pesce;
  • la storia di un pescatore esperto che vuole catturare una preda che gli sfugge da ottantaquattro giorni;
  • osservare il pescatore che ammira il suo nemico, la forza e coraggio che dimostra;
  • la lealtà nella sfida: i due combattono ad armi pari;
  • osservare come anche un anziano, immerso nella sua realtà, possa immaginare di vivere nella savana e avere idoli sportivi capaci di dargli la carica per continuare a combattere nelle proprie avversità.

La storia si ispira al Moby Dick di Herman Melville ma Il vecchio e il mare non è un racconto di morte e di sconfitta. Il tema di fondo è la profonda unione tra l’uomo e la natura. Il protagonista si sente fortemente connesso con l’ambiente, la preda stessa non è un nemico da distruggere ma un compagno al quale, durante il lungo inseguimento, il vecchio pescatore si rivolge con rispetto e simpatia. Santiago sa cogliere l’apparente contraddizione della natura, insieme meravigliosa e crudele; considerandosi parte di essa riesce ad accettare con uguale serenità la sfortuna e il successo. Il pescatore incarna l’ideale eroico di Hemingway: un uomo che non soccombe di fronte alle avversità perché è capace di affrontarle con dignità. La storia che l’autore ci racconta in modo semplice e immediato è paragonabile a quello che proviamo noi durante la vita: il desiderio, l’attesa di qualcosa che deve accadere ma che passa velocemente, pur lasciandoci felici di aver provato queste emozioni. Nel romanzo sono importanti i ricordi dei bei tempi andati che aiutano ad andare avanti nei momenti peggiori; sono belli lo stile semplice di Hemingway ed i personaggi che crea: il pescatore Santiago che incarna il coraggio e la nobiltà del lottatore e il gigantesco marlin, simbolo della fierezza e della forza della natura.