Il Socialismo: riassunto

Di Redazione Studenti.

Il Socialismo, riassunto: definizione della dottrina socialista e caratteristiche del pensiero dei maggiori esponenti, da Marx a Owen

IL SOCIALISMO: DEFINIZIONE E RIASSUNTO

Il socialismo: riassunto
Il socialismo: riassunto — Fonte: getty-images

Prima di cominciare a parlare del socialismo e del contesto storico in cui si è sviluppato, partiamo con la definizione: il socialismo è la  seconda grande corrente ideologica dell’Ottocento e del Novecento, dopo il liberalismo; se il liberalismo puntava sul diritto fondamentale della libertà, il socialismo punta sul principio di uguaglianza, in particolare sull’uguaglianza tra operai e imprenditori.

ROBERT OWEN

Il primo grande teorico del socialismo è Robert Owen: anticipa Marx in Inghilterra e sarà citato dallo stesso Marx nel Manifesto del pensiero comunista. Owen è un socialista utopista, ma è anche un imprenditore e nella sua fabbrica tenta di introdurre nuove misure socialiste, riducendo l’orario di lavoro, istituendo nella fabbrica negozi, gestiti dagli stessi operai, nei quali i prezzi erano ridotti, istituendo all’interno della fabbrica la scuola per i figli degli operai, nella quale si insegnava teoria e pratica. Una fabbrica di questo tipo non può però reggere il mercato, infatti Owen fallisce e va in America.  
Owen fonda anche le cooperative di consumo, che nascono con l’idea di far spendere meno agli operai, riducendo i prezzi delle merci, limitando i vari passaggi da produttore a consumatore. Le cooperative di produzione, invece, nascono nel ‘900, in particolare in Emilia Romagna, utilizzando i fondi dello stato destinati alla disoccupazione, mentre nell’‘800 la produzione è ancora in gran parte privatizzata. Owen immagina una società in cui fosse possibile eliminare il denaro, che porta allo sfruttamento: qui sta la sua utopia.

SAINT-SIMON

Il secondo grande teorico utopista socialista è Saint-Simon, che ebbe una grande influenza sui filosofi positivisti francesi. Saint-Simon non è un vero utopista né un vero socialista, anche se denuncia i ritardi della società capitalistica nella quale il potere è ancora in mano agli aristocratici, che ostacolano il progresso.

Secondo Saint-Simon è necessaria un’alleanza tra operai e imprenditori contro gi aristocratici che esercitano un potere pur senza lavorare. Secondo Saint-Simon nella storia ci sono due epoche:

  • epoca critica (in Europa, il periodo da Lutero in poi), durante la quale non ci sono valori omogenei nel popolo, ma ci sono continue contestazioni e rivoluzioni
  • epoca organica (Medioevo), durante la quale c’è un valore unico e compatto (quello religioso della Chiesa)

Questa, per Saint-Simon, è un’epoca propizia all’alleanza tra operai e imprenditori, poiché è un’epoca organica dominata dalla scienza e dalla tecnica, in cui l’alleanza tra scienziati e tecnici avrebbe avito successo.

GLI ALTRI PENSATORI

Gli altri pensatori del Socialismo:

  • Charles Fourier
    Un altro utopista è Fourier, che immagina una società nella quale non ci sia più lo Stato, che è fonte di infelicità, dunque la società è suddivisa in sottogruppi (falansteri) di poche persone autonome, che si autoregolano. Il principio fondamentale sul quale si basa l’ideologia di Fourier è la parità tra uomo e donna.
  • Auguste Blanqui
    Blanqui è il primo socialista a parlare della dittatura del proletariato: per cambiare la società è necessario pensare che gli operai possano ottenere per un certo periodo il potere, solo dopo che essere stati educati al potere, per contrastare il nemico naturale (aristocrazia e borghesia).
  • Louis Blanc
    Blanc è importante per la sua concezione statalista del pensiero: per sanare le piaghe del capitalismo, lo Stato di sinistra deve intervenire attraverso gli ateliers nationaux.
  • Pierre-Joseph Proudhon
    Con Proudhon  nasce l’elemento anarchico del pensiero socialista, che sarà ripreso da Bakinin e giungerà fino ai movimenti del 1968. Proudhon scrive “Che cos’è la proprietà?”; la risposta a tale domanda è inizialmente “la proprietà è un furto”, riflettendo sul concetto di proprietà provata che per Proudhon può essere:
    • un baluardo della libertà, se ha dei limiti che consentono altre proprietà private ed è una difesa nei confronti dello Stato
    • un furto, se consiste nella concentrazione di piccole proprietà in una enorme

Proudhon cerca dunque di evitare quella concentrazione; inoltre, non è lo Stato a fare la proprietà, ma sono le proprietà a formare lo Stato, dandosi delle leggi, perciò lo Stato dovrebbe lentamente scomparire (in questo sta l’anarchia di Proudhon).

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