Il signore delle mosche: riassunto, significato e personaggi

Di Redazione Studenti.

Riassunto e trama de Il signore delle mosche, romanzo scritto da William Golding. Analisi dei personaggi e significato della storia

INTRODUZIONE

William Golding (1911-1993) è stato un grande scrittore britannico, vincitore del Premio Nobel per la letteratura nel 1983. Il suo primo romanzo, considerato uno dei capolavori letterari del Novecento, è Il Signore Delle Mosche, opera che ebbe un successo straordinario e dalla quale il regista Peter Brook trasse un film nel 1963.

IL SIGNORE DELLE MOSCHE: PERSONAGGI PRINCIPALI

  • Ralph è un ragazzino di 12 anni e mezzo, all’inizio dà poca confidenza ma poi grazie alla sua intelligenza e agilità diventa il capo del gruppo. Insieme a Simone, Piggy e ai gemelli, Ralph rappresenta il bene.
  • Jack è un ragazzino di 12 anni dal carattere burbero e contraddittorio, vuole essere il capo a tutti i costi diventando talvolta violento. Con il passare del tempo diventa sempre più cattivo, con il volto sporco e trasandato. Insieme a Ruggero e a tutti gli altri, Jack rappresenta il male.
  • Piggy è affetto da asma, è orfano e prima del naufragio viveva con la zia che ha un negozio di dolci. Grazie ai suoi occhiali i bambini dell’isola possono procurarsi il fuoco. Piggy non sa nuotare, è timido ma sa consigliare Ralph nel modo giusto.

RIASSUNTO DE IL SIGNORE DELLE MOSCHE: TRAMA E SIGNIFICATO

Il signore delle mosche: riassunto, significato e personaggi
Il signore delle mosche: riassunto, significato e personaggi — Fonte: istock

Il libro è un’allegoria della crudeltà radicata nell'animo umano che affronta il tema del conflitto tra il bene e il male e della rapida degenerazione dei valori umani e civili. La vicenda narra la storia di un gruppo di ragazzini naufraghi su un'isola deserta, in seguito ad un disastro aereo, vittime degli istinti più selvaggi e crudeli che li porteranno da una condizione di relativa innocenza a uno stato di arretratezza, dominato dalla violenza e dalla sete di vendetta.

Dopo i primi tentativi, coronati dal successo, di dare vita ad una società organizzata e democratica, le tensioni nell’intero gruppo esplodono drammaticamente. Qualcosa inizia a funzionare male, emergono paure irrazionali e comportamenti asociali e da cui si sviluppa una vicenda che metterà a nudo gli aspetti più selvaggi e repressi della natura umana.

Inizialmente, gli unici protagonisti sono due ragazzi - Ralph e Piggy - dotati di astuzia e saggezza. Nell’ambiente, che si rivela un vero e proprio paradiso terrestre, i due personaggi trovano casualmente una conchiglia molto familiare a Piggy, in quanto è un oggetto già visto in casa di sua zia. Soffiando all’interno di questo nuovo “strumento”, Ralph, stimolato da Piggy, produce un suono basso. I due, così facendo, volevano vedere se nell’isola erano presenti altri esseri umani, che sarebbero stati condotti da loro da quel suono. Questa idea si rivelò molto ingegnosa, tant’è che ben presto Ralph e Piggy sono raggiunti da un gran numero di bambini: sia grandi che piccini.

Insieme decidono di organizzare al meglio la loro permanenza sull’isola. Eleggono democraticamente il leader nella persona di Ralph che utilizza la conchiglia come autorizzazione a prendere la parola. Ralph, dopo aver verificato, con altri due ragazzi, che si trattava proprio di un’isola, decide di assegnare al gruppo dei “grandi” mansioni legate alla sopravvivenza, mentre i piccoli vengono esonerati da ogni incombenza e viene loro riservato il solo compito di giocare.

Viene fatto un primo tentativo di segnalazione della loro presenza sull’isola attraverso un fuoco acceso in cima ad una montagna ma il tentativo fallì, perché gli incaricati alla custodia del fuoco dimenticarono di alimentarlo e quando un aereo volò sull’isola il fuoco era spento e i naufraghi non poterono essere visti.

Dovendo trascorrere altro tempo sull’isola i naufraghi cominciano a darsi da fare per costruire capanne dove potersi rifugiare e dormire, collocandole in riva al mare. I giorni passano e i ragazzi cominciano ad apprezzare la bellezza dell’isola ma si affacciano anche le prime paure dovute al luogo sconosciuto in cui si trovano. Pensano che nel mare ci sia un mostro che emerge dalle acque durante il giorno e che i ragazzi chiamano “la bestia dal cielo”: si scoprirà essere un uomo lanciatosi da un aereo in fiamme sfracellatosi al suolo per il forte impatto.

Per alcuni di loro sono insopportabili i vestiti sporchi, i denti luridi e i capelli lunghi ma per tutti è indispensabile mangiare della carne e per cui si impegnano affinché la caccia potesse essere proficua. Ed infatti darà i frutti sperati. E’ però raggelante il piacere che provano nella barbara uccisione dell’animale catturato. 

Successivamente i due gruppi iniziali si riuniscono per poi dividersi in due parti alle quali appartengono sia grandi che piccoli. A capo di questi gruppi ci sono Ralph e Jack: il gruppo di Ralph è quello più saggio mentre quello di Jack si dimostra totalmente in preda ad una furia selvaggia che porterà i membri a compire azioni violente per le quali troveranno giustificazioni assurde ed irreali. Per l’uccisione di Simone si giustificano affermando che il mostro che avevano visto nel mare aveva preso le sue sembianze, mentre il motivo dell’uccisione di Piggy non viene nemmeno spiegato. Le efferatezze continuano contro i rimanenti compagni di Ralph con torture, incendi ed inseguimenti.

Ma anche qui, come in molte storie, c’è un lieto fine. Il momento tanto atteso da Ralph è finalmente giunto: nell’isola approdano diverse imbarcazioni e con esse anche dei marinai che portano in salvo tutti i sopravvissuti da quella che poteva diventare una strage.

IL SIGNORE DELLE MOSCHE: COMMENTO

Il libro è molto interessante ma a tratti lento e in alcuni passaggi molto cruento. E’ un’opera che fornisce una spiegazione, seppure parziale, delle dinamiche che scatenano la violenza negli uomini. I protagonisti manifestano una mentalità violenta forse dovuta all’ambiente in cui si trovano a vivere, costretti su un’isola, fuori dalla civiltà e dalle regole del vivere civile, in cui non contano le conseguenze delle azioni compiute.