Il richiamo della foresta di Jack London: scheda libro e riassunto

Di Redazione Studenti.

Il richiamo della foresta: scheda libro di Jack London. Ambientazione, descrizione dei personaggi principali e riassunto degli eventi narrati

IL RICHIAMO DELLA FORESTA

Il richiamo della foresta è un romanzo di Jack London, autore vissuto fra il 1876 e il 1916. Vediamo i punti principali per creare una scheda libro.

  • Titolo: Il richiamo della foresta
  • Autore: Jack London
  • Anno e luogo di pubblicazione: 1996, Casale Monferrato (AL)
  • Editore: Edizioni Piemme S.p.A.
  • Genere: romanzo
  • Sottogenere: Avventura
  • Ambientazione:La vicenda si svolge ai tempi della caccia all’oro nel Klondike, Canada nord-occidentale, nel 1896. La vicenda inizia però nella soleggiata valle di Santa Clara, in California, in una grande casa chiamata la dimora del giudice Miller. La casa si trova a una certa distanza dalla strada, seminascosta dagli alberi, attraverso cui è possibile scorgere l’ampia e ombrosa veranda che la circonda. La si raggiunge da viali ricoperti di ghiaia all’ombra di alti pioppi. Sul retro ci sono le grandi stalle, con dozzine di stallieri e garzoni, le casette della servitù ricoperte di rampicanti, e un’ordinata e interminabile distesa di baracche, vigneti, pascoli, frutteti e cespugli di bacche. L'ambiente comprende anche le pompe per il pozzo artesiano, e la grossa cisterna di cemento. Dawson city è unica città del Klondike situata alla confluenza dei fiumi Yukon e Klondike, ed è considerata la capitale dell’oro.

IL RICHIAMO DELLA FORESTA: PERSONAGGI PRINCIPALI

I personaggi principali del libro sono:

  • Buck: è il protagonista del romanzo, un husky astuto e intelligente. Vissuto nella civiltà nella sua infanzia dove ha imparato ad usare la testa, si trasferisce nel Klondike diventando uno degli husky più forti e potenti di quelle zone.
  • L’uomo col maglione rosso: severo, abituato a trattare con i cani, bravo nel suo lavoro, è un personaggio importante per Buck perché maestro della legge del bastone e della zanna.
  • François: “gigante” dalla pelle scura, uomo giusto, calmo e imparziale, sa amministrare la giustizia ed è esperto di cani.
  • Perrault: franco-canadese dalla carnagione scura, parla un inglese stentato e intercala strane e rozze esclamazioni che Buck non capisce.
  • Charles, Hal, Mercedes: statunitensi, totalmente inesperti della vita del Klondike, disordinati, testardi, non ascoltano i consigli degli esperti. Saranno padroni per un breve periodo di Buck e dei suoi compagni, ma muoiono a mezzo km dall’accampamento di John Thornton a causa della rottura dello strato di ghiaccio su cui stanno camminando.
  • John Thornton: Cercatore d'oro che diventa presto amico di Buck
  • Hans e Pete: soci di Thornton, uomini generosi, vivono a contatto con la terra, vedono le cose in modo semplice e ragionano con chiarezza.

IL RICHIAMO DELLA FORESTA, RIASSUNTO

Il richiamo della foresta: scheda libro e riassunto
Il richiamo della foresta: scheda libro e riassunto — Fonte: getty-images

La vicenda si svolge nell'epoca della corsa all’oro, quando migliaia di persone, esperte o meno, accorrono al nord in cerca dell’oro.

Buck, cane da compagnia nato da Emo, un San Bernardo, e Shep, un Pastore scozzese, aveva vissuto i primi quattro anni della sua vita nella grande proprietà del giudice Miller.

Buck aveva il dominio territoriale pur non essendo l’unico cane in quell’immensa proprietà: tra gli altri c’erano anche Toots, il cagnolino giapponese, e Ysabel, la cagnetta messicana senza pelo, oltre ai fox-terrier che ogni tanto si facevano sentire.

La sua vita era tutto sommato tranquilla e piacevole, ma un giorno Manuel, aiuto giardiniere della famiglia, prese Buck, lo legò al collo e lo consegnò ad un uomo in cambio di denaro.

Il suo nuovo padrone non gli piaceva ma quando tentò di attaccarlo, questo lo strangolò facendogli perdere i sensi. Buck fu caricato su un treno dove i due ebbero un altro scontro: qui Buck riuscì a ferire l’uomo alla mano. Fu venduto nuovamente a un taverniere che lo vendette a sua volta. Passò per molte mani finché fu scaricato dal treno a Seattle.

Lo prese in consegna un uomo con un maglione rosso: un altro aguzzino. Ma fu un importante incontro per Buck, perché l’uomo gli insegnò una fondamentale legge: la legge del bastone e della zanna.

Qualche tempo più tardi lo comprò un uomo di carnagione scura di nome Perrault, accompagnato da un altro uomo di carnagione più scura, François.

Gli uomini comprarono altri cani e portò tutti in una barca. Quando sbarcarono, Buck scoprì per la prima volta cos’era la neve.

In breve tempo imparò il modo di fare di quelle zone. In particolare l’episodio che probabilmente gli aveva insegnato di più era lo scontro tra Curly, una Terranova di buon carattere, e un husky grosso come un lupo adulto, cui si era avvicinata.

Curly fu uccisa e durante gli ultimi attimi in cui era ancora viva tutti i lupi la accerchiarono e la torturarono: intervennero però quattro uomini armati di scure e bastone per disperdere gli altri cani che le si stavano avventando contro.

Buck non si era ancora ripreso, quando fu colto da un’altra forte emozione: Perrault per la prima volta gli mise addosso una bardatura di cinghie e fibbie. Imparò a trainare una slitta ma con duro lavoro, perché Dave, un esperto cane di corda, ogni volta che Buck sbagliava lo azzannava alle cosce e Spitz, il cane di testa, lo rimproverava ringhiando o si gettava sulle tirelle per riportarlo sulla strada giusta. Quel giorno furono aggiunti altri cani tra cui Solleks, un cane molto riservato che però alle tirelle si trasformava in uno dei migliori cani da corda.

Quella sera, mentre cercava di capire come dormire, scavò volta una buca nella neve e si accovacciò al suo interno. La mattina, spaventato perché completamente ricoperto di neve, uscì lanciandosi verso la luce. Perrault e François erano entusiasti di Buck perché imparava più in fretta di qualsiasi altro cane.

Fu posizionato far Dave e Solleks, così che gli insegnassero e lo mordessero in caso di errore. Era un lavoro faticoso ma l'entusiasmo era palpabile.

Di norma Perrault viaggiava in testa alla muta e spianava la strada con le racchette, mentre François guidava la slitta. A volte si scambiavano il posto.

In breve tempo Buck si trasformò: i muscoli si fortificarono e imparò a mangiare qualsiasi cosa. La vista e l'olfatto si affinarono notevolmente e l’udito raggiunse un straordinaria acutezza. Gli tornarono ala memoria istinti dimenticati e primitivi.

In un'occasione Spitz e Buck si affrontarono, perché il primo aveva rubato il giaciglio all’altro. Mentre lottavano, però, furono interrotti da un attacco di un branco di lupi affamati. I cani furono feriti, metà delle riserve di cibo si persero e i finimenti della slitta furono danneggiati gravemente. Con fatica i due uomini ricostruirono i finimenti e ripartirono alla volta del tratto più faticoso da percorrere per Dawson.

Il ghiaccio era sottile e almeno una dozzina di volte Perrault sprofondò nel ghiaccio salvandosi solo grazie al suo bastone.

Accadde poi che tutta la muta cadde accidentalmente da un precipizio trascinando con sé tutta la slitta e François. Perrault però li bloccò e dopo aver tirato su i cani, il carico e la slitta, issò François per ultimo.

François li forzava ma Buck non aveva le zampe così dure e compatte come quelle degli husky: il guidatore dei cani arrivò a sacrificare la parte superiore dei sui mocassini per farne quattro a Buck.

Una mattina Dolly impazzì e si mise ad inseguire Buck, ma la scure di François si abbatté sulla sua testa. Spitz, che cercava da molto lo scontro con Buck, ne approfittò e lo attaccò quando era sfinito e indifeso. Ricevette così la frustata più dura mai data a nessun cane della muta fino a quel momento.

Da quel momento fu guerra aperta fra loro. Buck si metteva sempre in mezzo fra Spitz e gli scansafatiche. Sette giorni dopo essere arrivati a Dawson ripartirono alla volta di Dyea e Salt Water.

Una sera dopo cena Dub vide un coniglio delle nevi: tutti i cani, insieme a una cinquantina di cani che stavano al campo di polizia lì vicino, si lanciarono all’inseguimento. Dopo un po’ Spitz  cambiando strada riuscì a tagliare la strada al coniglio e il gruppo capeggiato da Buck esultò. Tuttavia, Buck si lanciò con Spitz ed entrambi capirono che era arrivato il momento dello scontro mortale. Dopo numerosi attacchi vinse Buck, uccidendo con l’astuzia il nemico.

La mattina dopo gli uomini con enorme sorpresa di Buck condussero Solleks in testa e Buck iniziò a correre intorno al campo senza farsi prendere finché ottenne quello che voleva.

Nella muta si ristabilì finalmente l’ordine, ma quando arrivarono a destinazione, gli uomini furono costretti a venderli ad un convoglio postale.

Ogni giorno era uguale all’altro. Un giorno però Dave si sentì male: guaiva e cadeva spesso. Fu visitato parecchie volte ma nessuno riusciva a capire cosa avesse. Lo lasciarono alle tirelle, finché non morì.

Arrivati a Skagway sfiniti, dopo tre giorni furono venduti a due uomini statunitensi per pochi soldi.

Quando arrivarono al campo dei nuovi proprietari, trovarono la completa disorganizzazione. Legati alla slitta, l’uomo più giovane li frustava per andare avanti, ma era impossibile dato l'enorme peso del carico. C’era anche una donna con loro, ma nessuno dei tre si intendeva di slitte e viaggi tra i ghiacci. Un uomo che li stava osservando consigliò di rompere il ghiaccio che bloccava i pattini perché rimasti fermi una notte intera. I cani riuscirono ad andare avanti a fatica, ma arrivati ad una discesa il carico si capovolse lasciando liberi i cani di correre.

Gli uomini procedettero all’eliminazione del carico superfluo e comprarono altri cani. Dopo qualche tempo di viaggio, però, restarono a corto di cibo per l’esagerato numero dei cani. Iniziò quindi un periodo di digiuno e i cani morivano giorno dopo giorno.

Arrivarono finalmente all’accampamento di John Thornton per chiedergli aiuto e consigli. Thornton li avvisò che andare oltre sarebbe stato da pazzi, perché ormai il ghiaccio era toppo sottile e stava per sciogliersi, ma quelli non lo ascoltarono.

I cani, distrutti a terra, furono fatti rialzare con le frustate, tranne Buck che rimase a terra, finché non accorse John Thornton a difenderlo. Tagliò le tirelle che legavano Buck e lasciò andare via gli altri che sprofondarono  mezzo chilometro più avanti perché il ghiaccio aveva ceduto.

Buck visse con John Thornton in un accampamento di sua proprietà assieme ad altri due cani: Skeet, una piccola setter irlandese, e Nig, un enorme cane nero. John era il padrone ideale e Buck provava un profondo amore nei suoi confronti. Visse per lungo tempo con l’uomo e i suoi soci, generosi e di natura semplice. Una volta Buck salvò addirittura la vita al suo padrone, spinto in mezzo ad una forte corrente in un fiume.

Un giorno al Saloon Eldorado, Thornton accettò una scommessa: Buck avrebbe dovuto percorrere cento metri trainando una slitta di cinquecento chili non sbloccata dal ghiaccio. Un uomo scommise mille dollari che Buck non ce l’avrebbe fatta e Thornton, anche se incerto, ne scommise altrettanti facendoseli prestare da O’Brien. Tutti si riversarono in strada e Thornton lego Buck alla slitta pronta per la scommessa. Buck tirò con tutte le sue forza e ce la fece quando tutti ormai lo davano per sconfitto, così il legame fra il cane e l’uomo diventò ancora più saldo.

Ascolta su Spreaker.

Partirono per l’est con il denaro guadagnato alla ricerca di oro. Finalmente, dopo un duro cammino, lo trovarono dove nessuno aveva avuto il coraggio di avventurarsi. Si accamparono in un campo con una gran riserva d’oro e Buck si divideva fra il suo padrone e brevi avventure nella selva. Un giorno vide un lupo e cominciò a seguirlo, ma dopo qualche giorno, tentato di continuare a seguire il lupo e unirsi a un branco si ricordò di John Thornton e tornò indietro. Non rivide più quel lupo.

Un giorno, mentre girovagava per la foresta, vide un branco di venti alci e ne prese di mira uno. Lo inseguì a lungo finché al termine del quarto giorno riuscì ad ucciderlo. Tornò quindi all’accampamento dopo essersi nutrito, ma lo trovò in fiamme: gli Yeehat, una tribù indigena, stava danzando attorno ai resti della capanna di tronchi.

Buck era furioso, sterminò gli Yeehat e cercò inutilmente i suoi padroni. I due compagni di Thornton erano a terra uccisi dagli indigeni e nello stagno trovò Thornton ormai senza vita.

Buck fu assalito dal dolore: l’unica ragione per cui non era fuggito nella foresta era stato John Thornton, e ora non aveva più motivo di rimanere. Corse via fino a raggiungere un branco di lupi, e ritrovò il lupo che aveva rincorso tempo prima.

Ogni estate un lupo dal manto meraviglioso ma diverso dagli atri scendeva in quella valle fino ad uno stagno e dopo qualche tempo di contemplazione se ne andava. Non era sempre solo: a volte si vedeva a capo di un branco di lupi e dalla possente gola spalancata si levava il canto del branco.